Alimentazione

Cosa mangiare in aereo per combattere ansia, gonfiore e jet lag?

I pasti offerti in volo non sono sempre leggeri e facilmente digeribili. Un professore di Oxford ha ideato il menù ideale per viaggiare in benessere, fisico e mentale

Il pasto ideale

Il pasto ideale

Quando si vola per molte ore i pasti offerti dalle compagnie aeree sono quasi sempre pesanti, molto conditi e un po’ pasticciati. Tuttavia, nei suggerimenti che danno gli esperti per affrontare un viaggio in aereo piacevole, un’alimentazione leggera e una buona idratazione, senza alcolici, sono al primo posto.

L’idea 

A questo proposito, tenendo conto che oltre il 30% dei viaggiatori ha ammesso di aver provato ansia a bordo dell’aereo (leggi qui i consigli per decollare in tranquillità), uno psicologo sperimentale di Oxford, specializzato in percezione del cibo, dal nome Charles Spence, si è chiesto se potesse esistere un pasto utile a donare calma e serenità durante il volo, oltre che a tenere a bada il jet lag una volta atterrati. La risposta è sì. Il professore, infatti, ha messo insieme diversi ingredienti per creare quella che secondo lui è la ricetta perfetta in grado di «energizzare e ridurre lo stress dei viaggiatori». Scopriamola insieme.

Gruppo San Donato

Gelato a base di echinacea

Gelato a base di echinacea

Il pasto parte con un gelato all’echinacea, un fiore originario del Nord America che rafforza il sistema immunitario perché è in grado di potenziare l’attività dei fagociti, le cellule che catturano e digeriscono gli aggressori dell’organismo (attenzione: non può assumere questa pianta chi soffre di malattie autoimmuni e chi prende farmaci immunosoppressori).

Prevenire malanni

Il gelato, di colore nero, viene servito prima che il l’aereo parta perché, secondo le intenzioni di Spence, dovrebbe aiutare a prevenire raffreddore e altre malattie contagiose che si possono contrarre in volo. Per questo, infatti, l’echinacea viene consigliata per combattere l’influenza nei mesi più freddi.

Il mochi giapponese

Il mochi giapponese

Dopo il decollo, invece, viene servito il mochi, dolce giapponese dalla tipica forma tondeggiante costituito da riso glutinoso che, tritato e pestato, va a formare una pasta bianca e appiccicosa. La texture così malleabile, secondo Spence, aiuterebbe i passeggeri a rilassare i nervi: l’effetto che produce, infatti, è lo stesso di quando si mastica una gomma.

Infuso di erbe

Infuso di erbe

A trenta minuti dalla partenza, andrebbe consumata la terza portata, ovvero un infuso di erbe a base di camomilla, semi di finocchio e alga che, accompagnato con un biscotto croccante, aiuterebbe a combattere il senso di gonfiore e l’indigestione.

Le azioni di camomilla e finocchio

Tradizionalmente pensiamo alla camomilla come a un rimedio utile per addormentarsi, ma in realtà diversi studi scientifici dimostrano che è una pianta con un’azione lenitiva e antinfiammatoria, che favorisce la salute della mucosa gastrica. Ottimi per la digestione anche i semi di finocchio, perché questa pianta aiuta ad eliminare l’aria che si trova nell’intestino e nello stomaco e a combattere la fermentazione del cibo.

Barrette alle nocciole

Barrette alle nocciole

Prima di atterrare, infine, i passeggeri dovrebbero mangiare delle barrette alle nocciole caramellate ricoperte da una polvere di funghi e pomodori: questo, secondo il professore, dovrebbe contribuire a risvegliare i sensi di chi viaggia. Per alleviare i sintomi del jet lag, invece, scopri qui come usare la melatonina a seconda della direzione del tuo viaggio.

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