Celiachia: 6 milioni di italiani mangiano gluten-free per moda

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In occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, dal 13 al 21 maggio, ci saranno iniziative e campagna informative per sfatare la credenza che il senza glutine faccia bene a tutti

Dal 2014 al 2015 in Italia sono state registrare 11.000 nuove diagnosi di celiachia, ma non sono solo i pazienti intolleranti al glutine ad acquistare cibi gluten-free.

Mercato del gluten free cresce di un terzo ogni dodici mesi 

La vendita di questi alimenti, infatti, è in continua crescita, con un ritmo del 27% in più all’anno. In Italia è un mercato che vale 320 milioni, ma di questi solo 215 milioni vengono spesi da pazienti con diagnosi di celiachia.

I falsi miti sul gluten free

Chi mangia gluten-free, ma non è celiaco, pensa di dimagrire o guadagnare benessere, ma si tratta di falsi miti. Non solo nessuno studio dimostra vantaggi per la salute, ma sono ormai diversi quelli che dichiarano il contrario, avvertendo che mangiare senza glutine “da sani” può danneggiare il cuore e addirittura favorire il rischio di diabete a causa della riduzione del consumo di cereali integrali a cui induce una dieta gluten-free.

La moda senza glutine

Secondo i dati Nielsen diffusi dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), in Europa il 10% dei cittadini segue una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente gluten-free, senza averne effettivo bisogno.

Sei milioni gli italiani convinti dalla moda del senza glutine

Sono circa 6 milioni gli italiani celiaci per moda che sprecano ogni anno oltre 100 milioni di euro. La convinzione di queste persone è alimentata anche da numerosi personaggi famosi, non celiaci, che seguono una dieta gluten-free e lo dichiarano pubblicamente.

Fino al 21 maggio la Settimana della Celiachia 

I numeri sono stati divulgati in occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, che si svolge dal 13 al 21 maggio 2017 e quest’anno è dedicata alla nutrizione e all’educazione alimentare per vivere al meglio una dieta che, per i celiaci, non è una scelta alimentare ma l’unica terapia possibile.

Le iniziative nella Settimana Nazionale della Celiachia 

Durante la Settimana sono molte le iniziative previste su tutto il territorio nazionale. Attraverso il sito sarà possibile informarsi sugli eventi organizzati dalle sezioni regionali di AIC e sulle cinque regole per una corretta alimentazione senza glutine, ma sarà anche possibile rivolgere domande a medici e dietiste a disposizione dei cittadini attraverso mail e chat.

Lo sport e la celiachia 

Utile per capire come lo sport e l’attività fisica siano uno strumento di benessere per celiaci, invece, la guida “Sport&Celiachia”, che sarà pubblicata in occasione della Settimana e scaricabile gratis sul sito di AIC. La guida sfata la convinzione che una dieta senza glutine migliori le prestazioni degli atleti non celiaci, come sostengono alcuni campioni sportivi.

Il gluten-free salva la vita ai celiaci

La dieta senza glutine è invece essenziale per i pazienti celiaci. In Italia si stimano circa 600.000 casi, ma i diagnosticati sono appena 190.000. Il 70% dei celiaci, infatti, non sa di avere questo problema.

Il SSN eroga fino a 90 euro al mese per ogni paziente di celiachia

«Per tutti i pazienti la dieta senza glutine non è una scelta alimentare ma l’unica terapia» spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC. «Con questa finalità, il Servizio Sanitario Nazionale eroga ai pazienti celiaci i prodotti senza glutine fino a una spesa massima di 90 euro al mese per paziente. I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele che rischiano di essere messe in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che svilisce e banalizza la malattia. E la moda dei cibi gluten-free può portare a ritardo o a mancate diagnosi, in quanto chi si mette a dieta senza glutine, senza una diagnosi precisa, rischia di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei propri malesseri».

Le regole della dieta gluten-free

I pazienti celiaci devono imparare ad avere una dieta gustosa e sana grazie a poche, semplici regole. La loro alimentazione deve essere il più possibile varia, includendo soprattutto alimenti naturalmente privi di glutine quali mais, riso, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto ed altri cereali minori e pseudocereali, oltre a verdura, frutta, legumi, latte e derivati, uova, carne e pesce. «Non vanno demonizzati o esaltati specifici alimenti, ma va prestata attenzione alla composizione nutrizionale dei prodotti trasformati imparando a leggere l’etichetta» spiega Ersilia Troiano, presidente dell’Associazione Nazionale Dietisti. «A casa è abbastanza semplice preparare pasti senza glutine, quando invece si mangia fuori occorre fare particolare attenzione, spiegando la propria condizione e informandosi sugli ingredienti dei piatti».

Ristoranti e scuole 

L’ideale è scegliere locali attenti alle esigenze dei celiaci, nei quali si può trovare un pasto sicuro e buono: per rendere la vita più semplice ai pazienti è nato perciò il progetto Alimentazione Fuori Casa che coinvolge 4.000 ristoranti, pizzerie, alberghi, gelaterie e laboratori artigianali che, in tutta Italia, hanno seguito un percorso di formazione da parte di AIC. Alcune iniziative interesseranno anche gli istituti scolastici di numerosi comuni di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. L’obiettivo è informare e sensibilizzare i ragazzi sulla patologia e sull’importanza dell’alimentazione senza glutine per chi è celiaco, per insegnare loro che il gluten-free non è una moda ma una necessità per chi è malato.

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