Salute

Cos’è il microcitoma polmonare: cause, sintomi, diagnosi e terapie del tumore che colpì Emma Bonino

Diagnostica nel 2015 la forma più aggressiva di carcinoma al polmone, la storica esponente politica è morta all'età di 78 anni. Ecco tutto quello che c'è da sapere su incidenza, prevenzione e aspettativa di vita

La scomparsa all’età di 78 anni di Emma Bonino, storica figura dei Radicali e di +Europa, ha riacceso l’attenzione sul microcitoma (o carcinoma polmonare a piccole cellule, SCLC), la forma di tumore al polmone contro cui la leader politica aveva lottato a lungo a partire dalla diagnosi nel 2015.

Si tratta della tipologia meno frequente ma decisamente più aggressiva tra le neoplasie polmonari. Comprendere la natura di questa malattia, la sua diagnosi e le attuali opzioni terapeutiche è fondamentale per la prevenzione e la gestione dei pazienti a rischio.

Cos’è il microcitoma?

un medico usa lo stetoscopio su un modellino in carta di polmoni
Cos’è il microcitoma? – www.ok-salute.it

Il microcitoma (o carcinoma a cellule squamose/piccole) deve il suo nome alle dimensioni ridotte delle cellule tumorali viste al microscopio, le quali si distinguono nettamente dalle altre forme di cancro del polmone. Rientra nella macro-categoria dei tumori neuroendocrini ed è caratterizzato da una rapida duplicazione cellulare e da un’elevata tendenza a diffondersi precocemente in altri organi (metastatizzazione).

A differenza del carcinoma non a piccole cellule (NSCLC), che rappresenta circa l’85% di tutte le neoplasie polmonari (includendo adenocarcinomi, carcinomi a cellule squamose e a grandi cellule), il microcitoma si sviluppa per lo più nei bronchi principali e centrali.

Qual è l’incidenza?

Il microcitoma rappresenta circa il 12-15% di tutte le nuove diagnosi di tumore al polmone a livello mondiale.

Colpisce prevalentemente gli adulti in età avanzata (con un picco di incidenza intorno ai 65-70 anni) e presenta una frequenza leggermente maggiore negli uomini rispetto alle donne, anche se il divario si è andato riducendo negli ultimi decenni a causa del cambiamento delle abitudini legate al fumo nella popolazione femminile.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

La causa principale del microcitoma è quasi esclusivamente il fumo di sigaretta:

  • Oltre il 90% dei casi viene riscontrato in soggetti fumatori o ex fumatori.
  • Il rischio aumenta in modo direttamente proporzionale al numero di sigarette giornaliere e agli anni di abitudine al fumo.
  • Altri fattori di rischio accessori includono l’esposizione passiva al fumo e l’esposizione professionale a sostanze tossiche come il radon, l’amianto (asbesto) o il nichel.

Prevenzione e Screening

La prima forma di prevenzione rimane l’astensione e la cessazione dal fumo. Per intercettare la malattia nelle fasi iniziali, l’impiego della TAC toracica a basso dosaggio (LDCT) nei soggetti ad alto rischio (forti fumatori ed ex fumatori) ha dimostrato grande efficacia. Tra i principali studi di riferimento figura la ricerca pubblicata su The Lancet Oncology. In Italia la prevenzione precoce è promossa da progetti pilota come il programma R.I.S.P. (Rete Italiana Screening Polmonare) guidato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Quali sono i sintomi?

Nelle fasi primordiali, il microcitoma può rimanere del tutto asintomatico o presentare sintomi non specifici spesso ignorati dai fumatori cronici. Con la progressione della malattia compaiono:

  • Tosse persistente o stizzosa che tende a peggiorare nel tempo.
  • Tosse con sangue (emottisi) o catarro striato di rosso.
  • Mancanza di fiato (dispnea) e sibili respiratori.
  • Dolore al torace che aumenta con la respirazione profonda o la tosse.
  • Prominente promiscuità con la Sindrome Paraneoplastica (alterazioni ormonali o neurologiche provocate da sostanze secrete dalle cellule tumorali stesse, come la sindrome da inappropriata secrezione di ADH o la sindrome di Cushing).
  • Calo di peso ingiustificato, inappetenza, stanchezza marcata e febbre moderata.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi tempestiva è cruciale per impostare il trattamento:

  1. Esami di imaging: la radiografia del torace e, soprattutto, la TAC con mezzo di contrasto del torace e dell’addome permettono di identificare la massa e l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi.
  2. Biopsia o Esame Citologico: è l’unico test in grado di confermare la natura a “piccole cellule”. Può avvenire tramite broncoscopia o agoaspirato.
  3. Stazionaizone (Staging): viene eseguita una PET-TAC e una Risonanza Magnetica (RM) cerebrale per verificare la presenza di metastasi a distanza (ossa, fegato, cervello).

Clinicamente, il microcitoma viene distinto in due stadi:

  • Stadio limitato: il tumore è circoscritto a un solo emitorace e ai linfonodi regionali (può essere trattato in un unico campo di radioterapia).
  • Stadio esteso: la malattia si è diffusa all’altro polmone, al liquido pleurico o ad organi distanti.

Quali sono le terapie?

A causa della sua spiccata aggressività e della tendenza a presentarsi già in stadio avanzato, l’intervento chirurgico non è una scelta frequente, salvo in rarissimi casi diagnosticati in stadio ultra-precocissimo.

Le strategie di cura si basano su:

  • Chemioterapia: Trattamento sistemico d’elezione a base di derivati del platino (cisplatino o carboplatino) in associazione con etoposide.
  • Radioterapia: Applicata sia sul torace nei casi a stadio limitato, sia come radioterapia panencefalica profilattica (sul cervello) per prevenire le metastasi cerebrali.
  • Immunoterapia (La svolta recente): Negli ultimi anni l’introduzione dei farmaci immunoterapici (inibitori dei checkpoint immunitari come atezolizumab, durvalumab e serplulimab) in combinazione con la prima linea di chemioterapia ha mostrato un significativo miglioramento del controllo della malattia, riducendo le ricadute nel medio periodo.

Qual è l’aspettativa di vita?

La prognosi del microcitoma rimane complessa a causa della frequenza delle recidive, sebbene i nuovi protocolli immunoterapici abbiano allungato i tempi di sopravvivenza complessiva rispetto al passato.

  • Nello stadio limitato: la sopravvivenza media varia dai 15 ai 20 mesi, con circa il 20-25% dei pazienti che sopravvive a 5 anni dalla diagnosi se sottoposto a chemio-radioterapia combinata.
  • Nello stadio esteso: senza immunoterapia la sopravvivenza media era storicamente di 8-10 mesi; l’aggiunta delle nuove molecole immunoterapiche ha consentito a una quota sempre maggiore di pazienti di superare la soglia dei 2-3 anni con una buona qualità di vita.

Nonostante le sfide terapeutiche del microcitoma, casi come quello di Emma Bonino — vissuta per oltre un decennio dalla diagnosi iniziale — dimostrano come i progressi oncologici e un attento monitoraggio medico possano permettere convivenze prolungate anche con forme neoplastiche particolarmente severe.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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