Sessualità

Con l’ipnosi stop al fumo senza ingrassare

Bastano soltanto due sedute: in quattro casi su dieci il tabagista dice addio al pacchetto di sigarette e non prende chili di troppo

L’ipnosi contro il fumo funziona. «In quattro casi su dieci il tabagista smette e non riprende più il pacchetto in mano, secondo i risultati di vent’anni di esperienza presso l’ambulatorio di medicina psicosomatica del San Carlo di Milano», dice la psicoterapeuta Luisa Merati, che dirige l’ambulatorio. «Da noi bastano due sedute e la terapia, come in tutti gli ospedali pubblici, è gratuita, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale».
Che cosa avviene? Non si dorme e non si perde conoscenza. Dopo si ricorda tutto, perché l’ipnosi è solo uno stato modificato di coscienza, detto trance, affine al dormiveglia. «È una via diretta per attingere alle risorse interiori dell’inconscio, dov’è più stretto il legame tra la mente e il corpo e dove più facilmente possono emergere le problematiche interiori», precisa Merati.

In trance si associa la sigaretta alla nausea
All’inizio della seduta si analizza la motivazione al trattamento, sottoponendo il paziente ad appositi test. «Quindi il terapeuta induce lo stato di trance attraverso tecniche che aiutano il paziente a concentrarsi sul proprio respiro o su una luce, in modo da rilassarsi e lasciarsi andare», continua Merati. «Per la buona riuscita della terapia antifumo è indispensabile che si instauri un rapporto di fiducia con il proprio ipnotista: più è forte, più il grado di trance è profondo». Durante lo stato di ipnosi, il terapeuta utilizza vari metodi per dissuadere dal vizio del fumo e per rompere il condizionamento di cui il fumatore è vittima: «Accendo una sigaretta per scaricare la tensione».
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Gruppo San Donato

Come si dissuade il tabagista? «Con un altro condizionamento: si induce il paziente ad associare l’abitudine di fumare a qualcosa di negativo, come tosse, nausea, senso di soffocamento, cattivo odore dell’alito e dei vestiti, ingiallimento dei denti, rischio di incorrere in malattie serie», spiega Merati. «Senza esagerare, però. Bisogna fare appello soprattutto alle risorse interiori dell’individuo, cioè alla sua capacità di chiudere con le sigarette. Per questo il terapeuta deve sottolineare anche gli aspetti positivi legati alla rottura della dipendenza, per rafforzare la volontà di affrancarsi dal vizio».

Metodo fai da te per non mangiucchiare
I suggerimenti dell’ipnotista resteranno fissati nell’inconscio e verranno ricordati quando la voglia si farà grande. C’è chi non sente più il bisogno di fumare, chi alla prima sigaretta non prova più gusto, chi fuma meno, chi non smette affatto. «Ma vale la pena di provare», dice Merati. «Perché l’ipnosi è un trattamento breve e senza controindicazioni».
Come non riprendere a fumare? Come evitare di essere troppo nervosi o di compensare la mancanza della sigaretta con cioccolato, dolciumi e qualche chilo di troppo? «Con l’autoipnosi», risponde Merati, «una tecnica che il terapeuta insegna al paziente e che si basa sul respiro consapevole e permette di riprodurre in parte lo stato di coscienza modificato che si aveva durante la seduta. Il fumatore pentito impara a rilassarsi e a concentrare l’attenzione sulla respirazione: ogni volta che ne sente la necessità, può ricorrere al trucco per non ricadere nel vizio del fumo».
Elena Villa – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2009

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