Salute

Come l’intestino “prevede” le malattie con decenni di anticipo: la scoperta del Gemelli

Scoperto un meccanismo biologico che segnala diabete e patologie cardiache prima dei sintomi. Il ruolo cruciale del microbiota

Favorire la digestione, eliminare le sostanze tossiche, regolare il sistema immunitario, proteggere il cuore e persino comunicare direttamente con il cervello influenzando il nostro umore. Le funzioni straordinarie del microbiota intestinale – l’insieme di miliardi di microrganismi che popolano il nostro tubo digerente – sono note da tempo, ma oggi la ricerca scientifica ha aggiunto un tassello rivoluzionario che potrebbe cambiare per sempre la medicina preventiva.

Uno studio d’avanguardia condotto dai ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology ha individuato un meccanismo biologico chiave legato all’ecosistema intestinale. Questo processo è in grado di segnalare e anticipare la comparsa di malattie croniche gravissime – come diabete, patologie cardiovascolari e tumori – con anni o addirittura decenni di anticipo rispetto ai primi sintomi visibili.

Cos’è la metainfiammazione: l’intestino prevede le malattie

un ragazzo con un hamburger in mano ha mal di pancia
Cos’è la metainfiammazione l’incendio invisibile del corpo – www.ok-salute.it

Questo fenomeno prende il nome scientifico di metainfiammazione (o infiammazione metabolica). Si tratta di uno stato infiammatorio cronico di bassa intensità che non si manifesta con i classici sintomi dell’infiammazione acuta (come febbre, dolore o gonfiore) e che risulta del tutto invisibile agli esami del sangue di routine.

Nonostante la sua natura silenziosa, la metainfiammazione agisce come un piccolo incendio sotterraneo che, mese dopo mese, logora e danneggia progressivamente il metabolismo, le difese immunitarie e il sistema nervoso.

«Le firme biologiche della metainfiammazione potrebbero essere rilevabili anni, o addirittura decenni, prima che la malattia si manifesti clinicamente», spiega il professor Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Gemelli e ordinario di Medicina Interna all’Università Cattolica. «Questo studio apre prospettive concrete per una medicina realmente anticipatoria, preventiva e personalizzata. La svolta è epocale: non dobbiamo più aspettare che la malattia arrivi, ma possiamo intercettarla e disattivarla prima che si sviluppi».

Sotto accusa i cibi ultra-processati: così distruggono la barriera intestinale

Qual è il fattore scatenante che trasforma un microbiota sano in un innesco di metainfiammazione? Secondo gli scienziati del Gemelli, il principale responsabile risiede nelle nostre scelte alimentari quotidiane, in particolare nel consumo sempre più diffuso di cibi ultra-processati ricchi di additivi industriali, conservanti, emulsionanti ed esaltatori di sapidità.

Questi ingredienti alterano la composizione della flora batterica ed erodono la cosiddetta “barriera intestinale”, rendendola permeabile. Attraverso le micro-fessure della parete intestinale, molecole tossiche o frammenti batterici riescono a passare nel circolo sanguigno, allarmando costantemente il sistema immunitario e provocando l’infiammazione cronica.

«L’impatto dei cibi ultra-processati sul microbiota e sulla barriera intestinale non è un effetto collaterale trascurabile, ma un vero e proprio meccanismo patogenetico primario», sottolinea il dottor Gianluca Ianiro, gastroenterologo del Gemelli e ricercatore dell’Università Cattolica.

Verso nuove regole sulla sicurezza degli additivi alimentari

La scoperta ha un impatto enorme non solo per i singoli pazienti, ma anche per le politiche di salute pubblica e l’industria alimentare. Alla luce di questi risultati, gli esperti del Policlinico Gemelli chiedono a gran voce un aggiornamento dei protocolli internazionali di sicurezza alimentare.

La proposta dei ricercatori è quella di introdurre test e valutazioni standardizzate sul microbiota intestinale prima di autorizzare l’uso degli additivi alimentari, in modo da verificare se una determinata sostanza industriale sia in grado o meno di innescare la metainfiammazione sul lungo periodo.

Nel frattempo, la regola per proteggere il nostro “secondo cervello” resta quella di ridurre al minimo snack confezionati, cibi pronti e bevande zuccherate, privilegiando alimenti freschi, ricchi di fibre e cibi fermentati per nutrire i batteri alleati della nostra longevità.

L’intestino prevede le malattie: riferimenti scientifici

Studio di riferimento: The role of gut microbiota and metainflammation in chronic diseases

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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