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Farmaci con ricetta online: la metà degli italiani dice sì, ma la legge frena

Un sondaggio IQVIA rivela un forte interesse per la dispensazione digitale, specialmente tra malati cronici e caregiver. L'EAEP incalza il Senato: "La riforma della legislazione farmaceutica è l'occasione per allinearci all'Europa"

In un’Italia che corre verso la digitalizzazione, il settore farmaceutico sembra essere rimasto a metà del guado. Se da un lato la ricetta elettronica è ormai una realtà consolidata, dall’altro l’ultimo miglio, ossia l’acquisto e la consegna a domicilio del farmaco con obbligo di prescrizione, resta sbarrato da un quadro normativo che non ne permette la vendita online.

Eppure, la domanda dei cittadini è netta. Secondo uno studio di IQVIA, commissionato dallo European Association of E-Pharmacies (EAEP), l’associazione europea che riunisce le farmacie online, un italiano su due (il 50% del campione) acquisterebbe volentieri farmaci con ricetta via web se fosse possibile.

Il nodo della cronicità e il ruolo dei caregiver

Il dato non è solo una questione di comodità, ma di reale necessità assistenziale. La propensione all’uso del canale digitale aumenta drasticamente tra:

  • pazienti cronici: il 60% degli intervistati convive con una patologia cronica (personalmente o in famiglia).
  • caregiver: chi assiste anziani o disabili vede nell’online uno strumento per ridurre gli spostamenti e gestire meglio le terapie.

Per questi soggetti, la possibilità di ricevere i farmaci a casa non è un “lusso”, ma un supporto alla continuità terapeutica, garantendo che il trattamento non venga interrotto per difficoltà logistiche o di mobilità.

L’appello al Senato: «Una riforma incompleta senza il digitale»

Il dibattito è approdato alla Commissione Affari sociali del Senato, dove l’EAEP è stata audita nell’ambito della riforma della legislazione farmaceutica. La richiesta dell’associazione è chiara: integrare nel progetto di legge un quadro normativo che consenta la dispensazione a distanza dei farmaci con prescrizione.

«Senza integrare la dimensione digitale, la riforma rischia di essere incompleta rispetto ai bisogni dei pazienti», ha avvertito Martino Canonico, Direttore dell’ufficio di Bruxelles dell’EAEP.

L’obiettivo dichiarato non è lo smantellamento della farmacia fisica, ma la creazione di un modello integrato. L’EAEP propone che la farmacia online sia riconosciuta come un canale complementare alla rete territoriale, pienamente inserito nelle infrastrutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dello Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS).

Sicurezza e tracciabilità: le priorità del modello

La resistenza al cambiamento si scontra spesso con timori legati alla sicurezza. Tuttavia, la proposta dell’EAEP si basa su pilastri rigidi:

  1. Pieno coinvolgimento del farmacista nel processo di dispensazione.
  2. Tracciabilità totale del farmaco per contrastare la contraffazione.
  3. Standard di qualità elevati, identici a quelli della vendita fisica.

L’Italia e il confronto con l’Europa

Mentre l’Italia discute, gran parte del continente ha già scelto la strada dell’innovazione. Modelli regolati di dispensazione online sono già operativi in Germania, Svezia, Portogallo e Danimarca, oltre che nel Regno Unito e in Svizzera.

Il gap normativo attuale crea un paradosso: i cittadini sono pronti e la tecnologia è matura, ma il sistema resta fermo. La riforma attualmente in discussione rappresenta l’ultima chiamata per allineare le leggi italiane ai bisogni reali di milioni di pazienti.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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