Salute

Ricetta elettronica: rimane definitivamente (con importanti novità per i malati cronici)

Lo ha confermato Orazio Schillaci, Ministro della Salute. Ora per ritirare i farmaci bastano una mail o un sms sul telefonino

La ricetta elettronica introdotta in pandemia resta definitivamente. Lo ha annunciato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando delle misure per la salute contenute nel Dl Semplificazioni. «Abbiamo reso strutturale la ricetta elettronica, sia quella rossa che quella bianca, molto apprezzata da cittadini e medici. Abbiamo ritenuto che fosse giusto porre fine alla sperimentazione e alle proroghe per semplificare il lavoro dei medici di famiglia e la vita dei cittadini che non dovranno recarsi negli studi medici ma potranno ricevere la ricetta tramite mail o altri canali sul proprio cellulare».

Come richiedere la ricetta elettronica

Insomma, niente più ricette di carta: per ritirare i farmaci bastano una mail o un sms sul telefonino. Bisogna semplicemente contattare il dottore e chiedergli la prescrizione dei farmaci dei quali si necessita. Al momento della generazione della ricetta da parte del medico, l’assistito riceve il “Numero di Ricetta Elettronica” (NRE) tramite tre opzioni:

Gruppo San Donato

  • Il medico può inviare il promemoria dematerializzato con il Numero di Ricetta Elettronica in allegato a una mail. In questo caso l’assistito deve indicare il suo indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o quello di posta elettronica ordinaria (PEO).
  • Il medico può inviare il NRE tramite un SMS o un messaggio con applicazione per telefonia mobile (ad esempio WhatsApp). In questo caso l’assistito deve indicare il proprio numero di cellulare.
  • Il medico, infine, può comunicare il Numero di Ricetta Elettronica mediante una telefonata all’assistito che deve, in questo caso, fornire il numero dell’utenza telefonica.

Novità per i malati cronici

Il provvedimento contiene anche un’altra importante novità. Per i pazienti cronici la ricetta elettronica sarà valida per un anno e permetterà di fare scorta di farmaci per 30 giorni di terapia, sempre in base alle indicazioni del medico.

«Un malato cronico ha bisogno periodicamente di assumere lo stesso farmaco. Grazie a questa norma i pazienti o chi si prende cura di loro in caso di non autosufficienza, hanno il doppio vantaggio di non dover andare ripetutamente dal medico per ritirare la ricetta e ripetutamente in farmacia per ritirare i farmaci. Non dimentichiamo che molti pazienti cronici sono persone anziane, spesso affette da più di una patologia cronica, non autosufficienti o che hanno difficoltà a spostarsi. È evidente la portata semplificativa di questa misura non solo per le persone ma anche per i medici di famiglia per i quali si alleggerisce il carico di lavoro amministrativo a vantaggio della cura dei pazienti», puntualizza Schillaci.

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