Missione: prolungare l’abbronzatura. Tornare dalle vacanze estive e mantenere la tintarella anche in città è il desiderio di molte donne. Facile, però, non è, soprattutto quando la pelle inizia a seccarsi e screpolarsi (scopri qui come evitare che questo accada).
La buona notizia è che qualche accorgimento può aiutare a prolungare l’aspetto dell’abbronzatura e, soprattutto, a evitare che la pelle diventi secca, spenta e disomogenea. La cattiva notizia è che non esistono trucchi capaci di fermare il naturale ricambio delle cellule della pelle. E continuare a esporsi al sole senza protezione per restare abbronzati non è la soluzione: l’abbronzatura è infatti una risposta della pelle all’esposizione ai raggi ultravioletti e rappresenta un segno di danno cutaneo, non di salute.
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Perché l’abbronzatura scompare

Il colore dorato non è permanente. Con il naturale ricambio dell’epidermide, le cellule cutanee che hanno accumulato melanina vengono progressivamente eliminate e il colore tende quindi a attenuarsi.
Per questo motivo, l’obiettivo realistico non è “bloccare” l’abbronzatura, ma mantenere la pelle idratata, integra e dall’aspetto uniforme. Una pelle secca e desquamata, infatti, appare più rapidamente opaca e tende a perdere prima l’effetto luminoso tipico del dopo-vacanza.
La prima regola per prolungare l’abbronzatura: idratare la pelle ogni giorno
Dopo settimane di sole, mare, vento, cloro e docce frequenti, la pelle può essere più secca e avere una barriera cutanea alterata. Una buona idratazione quotidiana aiuta a mantenerla morbida e dall’aspetto più luminoso.
Meglio applicare la crema o il latte corpo subito dopo la doccia, quando la pelle è ancora leggermente umida. Per il viso si possono scegliere formule idratanti con ingredienti come acido ialuronico, glicerina e ceramidi, utili per contribuire a mantenere l’idratazione e la funzione di barriera cutanea. Ottimi gli oli da spalmare sempre sulla pelle.
Non serve necessariamente una crema “specifica per prolungare l’abbronzatura”: spesso è più importante scegliere un prodotto ben tollerato e utilizzarlo con regolarità.
Attenzione a scrub e peeling: non bisogna “spellare” la pelle
Uno dei falsi miti più diffusi è che lo scrub faccia durare più a lungo l’abbronzatura. In realtà, un’esfoliazione aggressiva può irritare la pelle e favorire secchezza e desquamazione.
Questo non significa che l’esfoliazione debba essere vietata. Se la pelle non è irritata né scottata, un’esfoliazione delicata e non eccessiva può contribuire a rendere la superficie cutanea più uniforme e liscia. Al contrario, scrub energici, prodotti abrasivi o l’uso troppo frequente di acidi possono danneggiare la barriera cutanea. I dermatologi mettono in guardia proprio dall’eccesso di esfoliazione, che può provocare irritazione e secchezza.
Continuare a prendere il sole perprolungare l’abbronzatura? Meglio di no
È probabilmente il consiglio più importante. Quando l’abbronzatura comincia a sbiadire, non bisogna cercare di “rinnovarla” aumentando l’esposizione ai raggi UV.
La protezione solare deve continuare anche dopo le vacanze. I dermatologi raccomandano prodotti ad ampio spettro con SPF 30 o superiore, preferibilmente resistenti all’acqua, insieme a ombra, abbigliamento protettivo e altre strategie per ridurre l’esposizione ai raggi UV.
E c’è un apparente paradosso: la protezione solare non impedisce di mantenere un bell’aspetto della pelle, ma aiuta a evitare scottature, fotoinvecchiamento e ulteriori danni provocati dai raggi ultravioletti.
Doposole: utile soprattutto se idrata
Il doposole può essere un alleato dopo una giornata trascorsa all’aperto, soprattutto se formulato per idratare e lenire la pelle. Non esiste però un prodotto cosmetico in grado di “fissare” biologicamente la melanina e impedire che l’abbronzatura svanisca.
La funzione più utile è quindi quella di prendersi cura della pelle dopo l’esposizione, evitando che diventi eccessivamente secca e desquamata.
In caso di scottatura, invece, niente sole per “trasformare il rosso in abbronzatura”: la pelle va lasciata guarire e protetta. Per alleviare una scottatura, l’American Academy of Dermatology indica, tra le altre cose, docce fresche e prodotti idratanti lenitivi; bere adeguatamente è importante soprattutto perché una scottatura può favorire la perdita di liquidi.
E gli alimenti che “prolungano” l’abbronzatura?
Carote, pomodori, peperoni, albicocche e altri alimenti ricchi di carotenoidi fanno spesso parte delle cosiddette “diete dell’abbronzatura”. Una dieta ricca di frutta e verdura è certamente positiva per la salute, ma è importante non attribuire agli alimenti un effetto che non hanno: mangiare carote non permette di mantenere l’abbronzatura più a lungo né sostituisce la protezione solare.
Il colore della pelle dipende da numerosi fattori, tra cui la quantità e il tipo di melanina e il naturale ricambio delle cellule cutanee. Nessun alimento può trasformarsi in una crema solare naturale.
Un’alternativa se si vuole mantenere il colore: l’autoabbronzante
Per chi vuole conservare l’effetto dorato anche quando l’abbronzatura naturale comincia a diminuire, l’autoabbronzante può essere una soluzione cosmetica.
È importante però ricordare che un autoabbronzante non protegge dai raggi UV. Anche quando la pelle appare abbronzata grazie a un prodotto, bisogna continuare a utilizzare la protezione solare quando ci si espone all’aperto. L’American Academy of Dermatology indica infatti i prodotti autoabbronzanti come un’opzione per chi desidera un aspetto abbronzato senza ricorrere a ulteriori esposizioni ai raggi UV, sottolineando però la necessità di continuare a usare la protezione solare.
Come mantenere l’abbronzatura più a lungo: la routine ideale
Per conservare più a lungo un aspetto dorato e uniforme, la strategia è quindi semplice:
- Idratare ogni giorno. Applicare una crema corpo dopo la doccia aiuta a mantenere la pelle morbida.
- Evitare docce troppo calde e prolungate. Possono contribuire a seccare la pelle.
- Non esagerare con scrub e peeling. L’esfoliazione aggressiva può irritare la barriera cutanea.
- Continuare a usare la protezione solare. SPF 30 o superiore, ad ampio spettro, quando si è all’aperto.
- Non cercare di “rinnovare” l’abbronzatura con altre esposizioni UV. Il colore non deve diventare un motivo per aumentare il danno solare.
- Bere e seguire un’alimentazione equilibrata. Sono abitudini importanti per la salute generale e per il benessere della pelle, ma nessuna bevanda o alimento può “fissare” l’abbronzatura.
- Se si vuole mantenere il colore, valutare un autoabbronzante. È una soluzione cosmetica, non una protezione dal sole.
Il vero segreto per una prolungare l’abbronzatura
Più che cercare di far durare il colore a tutti i costi, la strategia migliore è far durare più a lungo l’aspetto sano, uniforme e luminoso della pelle. Idratazione, detersione delicata e protezione dai raggi UV sono molto più importanti di scrub aggressivi, integratori “abbronzanti” o esposizioni ripetute senza protezione.
E soprattutto, quando l’abbronzatura comincia a svanire, è bene ricordare che non significa che qualcosa stia andando storto: è semplicemente il normale processo con cui la pelle si rinnova
Prolungare l’abbronzatura: i consigli dell’esperto
Cosa fare, ma soprattutto cosa non fare per mantenere la pelle abbronzata una volta rientrati in città? Ascolta, nella nostra videointervista, i consigli dell’esperto Santo Raffaele Mercuri, Primario di Dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Santo Raffaele Mercuri
È primario dell’Unità di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ed è professore a contratto nel Corso di laurea magistrale di Odontoiatria e protesi dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Messina, dove consegue anche la specializzazione in Dermatologia e Venereologia, con Lode. Nel corso della sua carriera svolge attività didattica per l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nell’ambito dei corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, di Igiene dentale e di Odontoiatria e Protesi dentale. Sempre per lo stesso istituto universitario è docente nelle scuole di specializzazione di Pediatria e di Malattie infettive e Tropicali. Tra il 2013 e il 2015, tiene lezioni nel corso di perfezionamento di Dermatologia pediatrica all’Università degli Studi di Parma e nei corsi di laurea e master universitari di II livello nell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma. Partecipa a diverse attività scientifiche di gruppi di ricerca composti da specialisti provenienti da diversi atenei, come quelle relative al trattamento innovativo della vitiligine, all'utilizzo di nuove metodiche laser ablative e non ablative nel trattamento di patologie cutanee e allo studio dell'eziopatogenesi della psoriasi nelle sue varianti cliniche. È poi Principal investigator e Responsabile scientifico di sperimentazioni cliniche e studi osservazionali multicentrici. Autore e co-autore di oltre 60 articoli pubblicati in riviste nazionali e internazionali e di numerosi capitoli di libri, dal 2011 ricopre la carica di Esperto del Consiglio Superiore di Sanità su tematiche inerenti la dermatologia; è poi Responsabile e Membro del Consiglio Direttivo della Sezione Regionale Lombardia per l'Associazione Dermatologi della Magna Grecia, oltre che Membro del Comitato Scientifico della Società di Medicina Estetica di Milano.




