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Come prolungare l’abbronzatura: 7 consigli per mantenerla più a lungo

Il dermatologo Mercuri consiglia cosa fare e cosa non fare per mantenere la tintarella una volta rientrati in città

Missione: prolungare l’abbronzatura. Tornare dalle vacanze estive e mantenere la tintarella anche in città è il desiderio di molte donne. Facile, però, non è, soprattutto quando la pelle inizia a seccarsi e screpolarsi (scopri qui come evitare che questo accada).

La buona notizia è che qualche accorgimento può aiutare a prolungare l’aspetto dell’abbronzatura e, soprattutto, a evitare che la pelle diventi secca, spenta e disomogenea. La cattiva notizia è che non esistono trucchi capaci di fermare il naturale ricambio delle cellule della pelle. E continuare a esporsi al sole senza protezione per restare abbronzati non è la soluzione: l’abbronzatura è infatti una risposta della pelle all’esposizione ai raggi ultravioletti e rappresenta un segno di danno cutaneo, non di salute.

Perché l’abbronzatura scompare

una donna si mette della crema sul viso dopo la doccia
Perché l’abbronzatura scompare – www.ok-salute.it

Il colore dorato non è permanente. Con il naturale ricambio dell’epidermide, le cellule cutanee che hanno accumulato melanina vengono progressivamente eliminate e il colore tende quindi a attenuarsi.

Per questo motivo, l’obiettivo realistico non è “bloccare” l’abbronzatura, ma mantenere la pelle idratata, integra e dall’aspetto uniforme. Una pelle secca e desquamata, infatti, appare più rapidamente opaca e tende a perdere prima l’effetto luminoso tipico del dopo-vacanza.

La prima regola per prolungare l’abbronzatura: idratare la pelle ogni giorno

Dopo settimane di sole, mare, vento, cloro e docce frequenti, la pelle può essere più secca e avere una barriera cutanea alterata. Una buona idratazione quotidiana aiuta a mantenerla morbida e dall’aspetto più luminoso.

Meglio applicare la crema o il latte corpo subito dopo la doccia, quando la pelle è ancora leggermente umida. Per il viso si possono scegliere formule idratanti con ingredienti come acido ialuronico, glicerina e ceramidi, utili per contribuire a mantenere l’idratazione e la funzione di barriera cutanea. Ottimi gli oli da spalmare sempre sulla pelle.

Non serve necessariamente una crema “specifica per prolungare l’abbronzatura”: spesso è più importante scegliere un prodotto ben tollerato e utilizzarlo con regolarità.

Attenzione a scrub e peeling: non bisogna “spellare” la pelle

Uno dei falsi miti più diffusi è che lo scrub faccia durare più a lungo l’abbronzatura. In realtà, un’esfoliazione aggressiva può irritare la pelle e favorire secchezza e desquamazione.

Questo non significa che l’esfoliazione debba essere vietata. Se la pelle non è irritata né scottata, un’esfoliazione delicata e non eccessiva può contribuire a rendere la superficie cutanea più uniforme e liscia. Al contrario, scrub energici, prodotti abrasivi o l’uso troppo frequente di acidi possono danneggiare la barriera cutanea. I dermatologi mettono in guardia proprio dall’eccesso di esfoliazione, che può provocare irritazione e secchezza.

Continuare a prendere il sole perprolungare l’abbronzatura? Meglio di no

È probabilmente il consiglio più importante. Quando l’abbronzatura comincia a sbiadire, non bisogna cercare di “rinnovarla” aumentando l’esposizione ai raggi UV.

La protezione solare deve continuare anche dopo le vacanze. I dermatologi raccomandano prodotti ad ampio spettro con SPF 30 o superiore, preferibilmente resistenti all’acqua, insieme a ombra, abbigliamento protettivo e altre strategie per ridurre l’esposizione ai raggi UV.

E c’è un apparente paradosso: la protezione solare non impedisce di mantenere un bell’aspetto della pelle, ma aiuta a evitare scottature, fotoinvecchiamento e ulteriori danni provocati dai raggi ultravioletti.

Doposole: utile soprattutto se idrata

Il doposole può essere un alleato dopo una giornata trascorsa all’aperto, soprattutto se formulato per idratare e lenire la pelle. Non esiste però un prodotto cosmetico in grado di “fissare” biologicamente la melanina e impedire che l’abbronzatura svanisca.

La funzione più utile è quindi quella di prendersi cura della pelle dopo l’esposizione, evitando che diventi eccessivamente secca e desquamata.

In caso di scottatura, invece, niente sole per “trasformare il rosso in abbronzatura”: la pelle va lasciata guarire e protetta. Per alleviare una scottatura, l’American Academy of Dermatology indica, tra le altre cose, docce fresche e prodotti idratanti lenitivi; bere adeguatamente è importante soprattutto perché una scottatura può favorire la perdita di liquidi.

E gli alimenti che “prolungano” l’abbronzatura?

Carote, pomodori, peperoni, albicocche e altri alimenti ricchi di carotenoidi fanno spesso parte delle cosiddette “diete dell’abbronzatura”. Una dieta ricca di frutta e verdura è certamente positiva per la salute, ma è importante non attribuire agli alimenti un effetto che non hanno: mangiare carote non permette di mantenere l’abbronzatura più a lungo né sostituisce la protezione solare.

Il colore della pelle dipende da numerosi fattori, tra cui la quantità e il tipo di melanina e il naturale ricambio delle cellule cutanee. Nessun alimento può trasformarsi in una crema solare naturale.

Un’alternativa se si vuole mantenere il colore: l’autoabbronzante

Per chi vuole conservare l’effetto dorato anche quando l’abbronzatura naturale comincia a diminuire, l’autoabbronzante può essere una soluzione cosmetica.

È importante però ricordare che un autoabbronzante non protegge dai raggi UV. Anche quando la pelle appare abbronzata grazie a un prodotto, bisogna continuare a utilizzare la protezione solare quando ci si espone all’aperto. L’American Academy of Dermatology indica infatti i prodotti autoabbronzanti come un’opzione per chi desidera un aspetto abbronzato senza ricorrere a ulteriori esposizioni ai raggi UV, sottolineando però la necessità di continuare a usare la protezione solare.

Come mantenere l’abbronzatura più a lungo: la routine ideale

Per conservare più a lungo un aspetto dorato e uniforme, la strategia è quindi semplice:

  1. Idratare ogni giorno. Applicare una crema corpo dopo la doccia aiuta a mantenere la pelle morbida.
  2. Evitare docce troppo calde e prolungate. Possono contribuire a seccare la pelle.
  3. Non esagerare con scrub e peeling. L’esfoliazione aggressiva può irritare la barriera cutanea.
  4. Continuare a usare la protezione solare. SPF 30 o superiore, ad ampio spettro, quando si è all’aperto.
  5. Non cercare di “rinnovare” l’abbronzatura con altre esposizioni UV. Il colore non deve diventare un motivo per aumentare il danno solare.
  6. Bere e seguire un’alimentazione equilibrata. Sono abitudini importanti per la salute generale e per il benessere della pelle, ma nessuna bevanda o alimento può “fissare” l’abbronzatura.
  7. Se si vuole mantenere il colore, valutare un autoabbronzante. È una soluzione cosmetica, non una protezione dal sole.

Il vero segreto per una prolungare l’abbronzatura

Più che cercare di far durare il colore a tutti i costi, la strategia migliore è far durare più a lungo l’aspetto sano, uniforme e luminoso della pelle. Idratazione, detersione delicata e protezione dai raggi UV sono molto più importanti di scrub aggressivi, integratori “abbronzanti” o esposizioni ripetute senza protezione.

E soprattutto, quando l’abbronzatura comincia a svanire, è bene ricordare che non significa che qualcosa stia andando storto: è semplicemente il normale processo con cui la pelle si rinnova

Prolungare l’abbronzatura: i consigli dell’esperto

Cosa fare, ma soprattutto cosa non fare per mantenere la pelle abbronzata una volta rientrati in città? Ascolta, nella nostra videointervista, i consigli dell’esperto Santo Raffaele Mercuri, Primario di Dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Il nostro specialista

Santo Raffaele Mercuri

Dermatologia

È primario dell’Unità di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ed è professore a contratto nel Corso di laurea magistrale di Odontoiatria e protesi dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Messina, dove consegue anche la specializzazione in Dermatologia e Venereologia, con Lode. Nel corso della sua carriera svolge attività didattica per l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nell’ambito dei corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, di Igiene dentale e di Odontoiatria e Protesi dentale. Sempre per lo stesso istituto universitario è docente nelle scuole di specializzazione di Pediatria e di Malattie infettive e Tropicali. Tra il 2013 e il 2015, tiene lezioni nel corso di perfezionamento di Dermatologia pediatrica all’Università degli Studi di Parma e nei corsi di laurea e master universitari di II livello nell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma. Partecipa a diverse attività scientifiche di gruppi di ricerca composti da specialisti provenienti da diversi atenei, come quelle relative al trattamento innovativo della vitiligine, all'utilizzo di nuove metodiche laser ablative e non ablative nel trattamento di patologie cutanee e allo studio dell'eziopatogenesi della psoriasi nelle sue varianti cliniche. È poi Principal investigator e Responsabile scientifico di sperimentazioni cliniche e studi osservazionali multicentrici. Autore e co-autore di oltre 60 articoli pubblicati in riviste nazionali e internazionali e di numerosi capitoli di libri, dal 2011 ricopre la carica di Esperto del Consiglio Superiore di Sanità su tematiche inerenti la dermatologia; è poi Responsabile e Membro del Consiglio Direttivo della Sezione Regionale Lombardia per l'Associazione Dermatologi della Magna Grecia, oltre che Membro del Comitato Scientifico della Società di Medicina Estetica di Milano.

Santo Raffaele Mercuri
Il Santo Raffaele Mercuri visita ed opera presso IRCCS Ospedale San Raffaele
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