Salute

Nevralgia del trigemino, il prof. Marchetti: «Anche lavarsi i denti può scatenare una crisi»

Un dolore improvviso e violentissimo che può colpire un lato del volto e rendere difficili anche i gesti più semplici. Il prof. Marcello Marchetti spiega sintomi, diagnosi e possibilità di cura, dalla terapia farmacologica alla radiochirurgia con CyberKnife

Una scossa elettrica improvvisa, violentissima, che attraversa il volto, colpisce mascella, denti e gengive e può essere scatenata da un gesto apparentemente innocuo, come lavarsi i denti. È il dolore provocato dalla nevralgia del trigemino, una patologia neurologica che colpisce il quinto nervo cranico, il trigemino appunto, responsabile della sensibilità di gran parte del volto e coinvolto anche nei movimenti della masticazione. Gli attacchi durano generalmente pochi secondi, ma possono ripetersi più volte nell’arco della giornata, arrivando nei casi più severi a condizionare profondamente la vita quotidiana.

Secondo quanto riporta l’ISS, questa patologia è considerata rara, dal momento che interessa circa 5 persone su 100.000 e i nuovi casi all’anno si aggirano intorno ai 3000. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini e la nevralgia compare soprattutto tra i 50 e i 60 anni.

Ma perché si scatena questo dolore? Come si riconosce la nevralgia del trigemino e quali sono oggi le possibilità di cura, dai farmaci fino alla chirurgia e alla radiochirurgia? Ne abbiamo parlato con Marcello Marchetti, Direttore della SC Radioterapia della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, tra i primi centri italiani ad adottare oltre 20 anni fa il sistema di radioterapia CyberKnife, sviluppando negli anni una consolidata esperienza nel suo utilizzo anche per la nevralgia del trigemino.

Nevralgia del trigemino: quali sono i sintomi 

uomo che si mette la mano sul volto per il forte dolore da nevralgia del trigemino
Nevralgia del trigemino: sintomi e gesti che possono scatenarla – www.ok-salute.it

Che cos’è la nevralgia del trigemino e perché viene descritta come uno dei dolori più intensi che una persona possa provare?

La nevralgia del trigemino è caratterizzata da un dolore molto intenso localizzato al volto, generalmente su un solo lato e solo raramente bilaterale. Chi ne soffre lo descrive come un dolore estremamente difficile da sopportare, tanto che storicamente è stato definito anche “dolore da suicidio”. Proprio per la sua intensità e imprevedibilità, può avere un impatto molto importante sulla qualità di vita dei pazienti.

Quali sono i sintomi e che caratteristiche ha il dolore?

Il sintomo principale è il dolore, che nella forma più classica si presenta in maniera parossistica: compare improvvisamente, è molto intenso e viene spesso descritto come una vera e propria scossa elettrica. Sebbene i singoli episodi siano generalmente di breve durata, le scariche dolorose possono susseguirsi rapidamente, una dopo l’altra, fino a dare al paziente la percezione di un dolore quasi continuo.

Esistono però diverse forme di nevralgia trigeminale e il dolore può assumere caratteristiche differenti, per esempio essere trafittivo oppure urente e più persistente, soprattutto nelle forme più avanzate. In alcuni casi possono comparire anche alterazioni della sensibilità del volto, anche se non rappresentano il sintomo più comune.

Quali sono i gesti che possono scatenarla

Esistono situazioni o gesti quotidiani che possono scatenare una crisi, per esempio lavarsi i denti, mangiare, parlare o anche sentire il vento sul viso?

Sì, ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono la nevralgia del trigemino particolarmente invalidante. Stimoli tattili molto comuni possono scatenare il dolore: toccarsi il volto, lavarsi i denti e il viso, parlare o mangiare. Nei casi più severi il paziente può arrivare a evitare alcuni gesti essenziali per paura di provocare una nuova crisi. Può avere difficoltà ad aprire la bocca o a masticare e, nelle situazioni più importanti, ridurre significativamente l’alimentazione.

Come si fa la diagnosi

Quanto è difficile arrivare alla diagnosi e quali sono gli errori più frequenti che possono ritardarla?

In ambito specialistico la diagnosi di nevralgia del trigemino è generalmente abbastanza agevole quando il dolore presenta le caratteristiche tipiche. La parte più complessa è comprendere quale forma di nevralgia sia presente ed escludere altre possibili cause di dolore facciale, per impostare la terapia più corretta. Alcuni sintomi associati, come l’arrossamento del volto o dell’occhio, possono per esempio orientare verso diagnosi differenti.

Il rischio di un ritardo diagnostico è maggiore al di fuori di un percorso specialistico. Questo non significa, naturalmente, che al primo episodio di dolore al volto sia necessario rivolgersi a un neurologo o un neurochirurgo. Serve un inquadramento progressivo e ponderato, a partire dal medico di medicina generale e, quando necessario, attraverso una valutazione neurologica o neurochirurgica specialistica.

Nevralgia del trigemino: tutte le opzioni terapeutiche

cyberknife
Cyberknife – www.ok-salute.it (Crediti: ab medica)

Dai farmaci alla chirurgia: quali sono oggi le possibilità di cura?

La maggioranza dei pazienti con nevralgia del trigemino viene trattato efficacemente con terapia farmacologica. I farmaci più mirati non sono semplici antidolorifici e richiedono una gestione attenta e un monitoraggio nel tempo. Si tratta spesso di terapie croniche, che devono essere modulate in base all’andamento della malattia: ci sono periodi in cui il dolore è più intenso e altri in cui si attenua, ed è quindi importante calibrare la terapia, anche riducendola quando le condizioni lo consentono.

In casi selezionati può essere indicato un trattamento neurochirurgico. Una delle possibilità è la decompressione microvascolare (MVD), indicata quando un’arteria entra in contatto con il nervo trigemino e la sua pulsazione cronica contribuisce alla sua irritazione. L’intervento consiste nell’allontanare il vaso dal nervo e, quando questa condizione è effettivamente all’origine della nevralgia, può consentire di ottenere un controllo del dolore più duraturo nel tempo. Esistono poi tecniche lesionali, che agiscono direttamente per ridurre la trasmissione dello stimolo doloroso. Alcune prevedono di raggiungere il trigemino attraverso la guancia con un ago e di creare una lesione termica o meccanica. Sono procedure efficaci, ma invasive sul nervo perché, insieme al dolore, possono ridurre anche la sensibilità del volto. Queste tecniche permettono spesso la risoluzione quasi immediata del dolore, ma la loro efficacia può ridursi nel tempo.

Un’altra possibilità è la radiochirurgia con tecnologia Cyberknife, un approccio non invasivo che consente di intervenire con estrema precisione e selettività sulle fibre più piccole del nervo, quelle maggiormente coinvolte nella trasmissione del dolore, senza ricorrere a un intervento chirurgico tradizionale. Proprio la capacità di concentrare il trattamento sul bersaglio rappresenta uno degli aspetti più evoluti di questa tecnica: la riduzione della sensibilità del volto è infatti meno frequente rispetto alle procedure eseguite con ago. In generale, circa il 90% dei pazienti sottoposti a queste procedure ottiene un beneficio, anche se l’efficacia può diminuire nel tempo. Nel caso della radiochirurgia, inoltre, l’effetto non è immediato: il tempo medio di risposta è di circa un mese, ma in alcuni pazienti può richiedere fino a tre mesi.

Si può guarire definitivamente?

La nevralgia del trigemino può essere curata definitivamente? E quanto è possibile tornare a una vita normale senza il timore che il dolore ricompaia?

La nevralgia del trigemino può essere curata, ma non sempre si può parlare di una guarigione definitiva, spesso l’andamento è caratterizzato da momenti di quiescenza e momenti di riaccensione della sintomatologia. L’obiettivo, in ogni caso, è controllare il dolore e permettere al paziente di tornare a condurre una vita il più possibile normale. Anche i farmaci più efficaci possono avere effetti collaterali, ma con un monitoraggio adeguato e una corretta modulazione della terapia, fatta insieme al medico specialista e al medico di medicina generale, è possibile gestirli e adattare il trattamento alle diverse fasi della malattia.

Nevralgia del trigemino: cosa fare quando compare il dolore e a chi rivolgersi

Chi avverte per la prima volta un dolore al volto molto intenso e simile a una scossa elettrica, che cosa dovrebbe fare e a quale specialista dovrebbe rivolgersi?

Quando un dolore al volto molto intenso tende a ripetersi, il primo riferimento dovrebbe essere il medico di medicina generale, che può effettuare un primo inquadramento e indirizzare il paziente verso lo specialista più appropriato. Successivamente può essere indicata una valutazione neurologica o neurochirurgica. Nei casi più
complessi, il punto di arrivo ideale è un centro con esperienza specifica nella nevralgia del trigemino e con un approccio multidisciplinare, in grado di valutare tutte le possibilità terapeutiche. È fondamentale che il paziente sia informato sulle diverse opzioni disponibili: l’obiettivo non è proporre una tecnica in particolare, ma individuare, sulla base delle caratteristiche della persona e della sua malattia, il trattamento più appropriato per quel singolo caso.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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