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Morte improvvisa: ecco gli esami che identificano patologie cardiache “silenti”

Alcune malattie a carico del cuore possono essere fatali anche nei giovani. Il cardiologo Alberto Margonato spiega in che modo si possono scoprire

Un malore improvviso durante una partita, poi l’arresto cardiaco. La morte del 13enne che si è sentito male mentre giocava a calcio in un oratorio riporta l’attenzione sulla morte cardiaca improvvisa nei giovani, un evento raro ma drammatico che può verificarsi anche durante l’attività sportiva.

Negli anni, episodi simili hanno coinvolto anche calciatori professionisti: dal caso di Christian Eriksen, salvato durante Danimarca-Finlandia agli Europei del 2020 grazie all’intervento tempestivo dei soccorritori, a quello di Davide Astori, morto nel sonno nel 2018.

Ma perché un cuore apparentemente sano può fermarsi all’improvviso? E soprattutto, ci sono esami che possono aiutare a individuare in anticipo alcune patologie cardiache silenti?

Morte cardiaca improvvisa nei giovani: quali esami possono individuare le patologie silenti

Esistono patologie cardiache, presenti anche in persone giovani, che spesso causano morte improvvisa. Queste possono essere individuate (o quantomeno il medico può insospettirsi) con una serie di esami.

«A parte l’infarto, ci sono alcune malattie che possono colpire i ragazzi improvvisamente, durante l’attività fisica o il sonno, e che possono essere sospettate attraverso un’anamnesi familiare (il medico deve chiedere se ci sono stati casi di morte improvvisa in famiglia), la verifica della presenza di soffi al cuore, che possono farci pensare a una stenosi aortica o una cardiopatia ipertrofica, un elettrocardiogramma a riposo, che può far sospettare una sindrome di Brugada o una displasia aritmogena del ventricolo destro», interviene Alberto Margonato, cardiologo presso l’Unità Operativa di Cardiologia Clinica all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Cardiologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.

Quali esami possono individuare una patologia cardiaca silente?

Quando dalla storia clinica, dalla visita o dall’elettrocardiogramma emerge un possibile problema, il cardiologo può indicare ulteriori accertamenti per arrivare a una diagnosi. «Se il sospetto è confermato, si possono effettuare altri esami, come l’ecocardiogramma, la risonanza magnetica, la coronarografia e l’analisi genetica per avere la conferma diagnostica», conclude lo specialista.

Individuare una patologia cardiaca prima che possa manifestarsi con un evento grave non è sempre possibile. Ma conoscere la propria storia familiare, riconoscere eventuali segnali e sottoporsi agli accertamenti indicati dal medico può essere importante per identificare alcune condizioni che altrimenti potrebbero rimanere silenti.

E, quando si verifica un arresto cardiaco, la tempestività dei soccorsi resta fondamentale: massaggio cardiaco e defibrillatore possono fare la differenza.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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