Psicologia

Cardiochirurgia, il chirurgo: «Vi spiego perché l’empatia è la prima cura del cuore»

Nella chirurgia cardiaca il fattore umano è decisivo: ansia e depressione pre-operatorie possono rallentare la guarigione, mentre l'ascolto e la fiducia accelerano il recupero

Quando una persona scopre di doversi sottoporre a un intervento al cuore, la prima reazione emotiva è quasi sempre una profonda sensazione di paura e disorientamento. L’idea che il proprio organo vitale debba essere fermato, manipolato o riparato evoca un senso di fragilità che travolge non solo il paziente, ma l’intero nucleo familiare. Su questo aspetto cruciale si sofferma il dottor Alfonso Agnino, Responsabile di Cardiochirurgia presso l’Humanitas Gavazzeni di Bergamo, il quale affronta l’argomento non solo dal punto di vista del medico, ma anche attraverso l’esperienza personale vissuta da figlio di un paziente cardiochirurgico.

Aver provato in prima persona l’ansia dell’attesa e il carico emotivo della malattia gli ha permesso di comprendere a fondo quanto la dimensione psicologica sia parte integrante del percorso di cura.

Empatia medico-paziente: la comprensione della necessità clinica

un medico empatizza con un paziente
Empatia medico paziente: la comprensione della necessità clinica – www.ok-salute.it

Il primo passo fondamentale per tranquillizzare il paziente consiste nell’aiutarlo a comprendere la vera necessità dell’intervento. Spesso ci si opera perché le cure farmacologiche non sono più sufficienti a controllare la progressione della patologia e perché il rinvio dell’operazione porterebbe a un peggioramento irreversibile delle condizioni di salute.

Quando il malato comprende con chiarezza che l’operazione rappresenta un passaggio obbligato per salvare o migliorare la propria vita, l’ansia lascia gradualmente il posto a una consapevole accettazione. In questo contesto, l’empatia del chirurgo e dell’équipe medica diventa un vero e proprio strumento terapeutico. Saper ascoltare le paure del paziente, immedesimarsi nella sua fragilità e rispondere con trasparenza ai suoi dubbi crea un clima di fiducia necessario per affrontare la sala operatoria con la dovuta serenità.

L’impatto dello stato emotivo sul post-operatorio

L’importanza dello stato psicologico emerge con straordinaria evidenza nella fase post-operatoria. Nella pratica clinica del dottor Agnino si riscontra talvolta un fenomeno paradossale: interventi chirurgici perfetti sotto il profilo tecnico possono essere seguiti da un recupero lento e faticoso se il paziente cade in uno stato depressivo o resta prigioniero dell’ansia esplosa dopo l’operazione.

La fragilità sommersa prima dell’intervento rischia di manifestarsi durante la convalescenza, rallentando la ripresa motoria e la motivazione al miglioramento. Per questo motivo, curare la mente e rasserenare lo spirito prima dell’intervento significa porre le basi per un recupero fisico rapido ed efficace. La medicina moderna dimostra così che la cardiochirurgia di successo non si limita a riparare la struttura meccanica del cuore, ma si prende cura della persona nella sua interezza.

Empatia medico paziente: fonti scientifiche e riscontri clinici

L’approccio integrato promosso dal dottor Agnino è supportato da una solida letteratura nell’ambito della psico-cardiologia. Le direttive scientifiche diffuse dall’American Heart Association (AHA) evidenziano come la presenza di ansia grave o depressione non trattata prima e dopo un intervento cardiochirurgico sia correlata a un aumento dei tempi di degenza, a una maggiore percezione del dolore e a una stimolazione anomala del sistema nervoso simpatico. Al contrario, i trial clinici pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology (JACC) sull’efficacia dell’alleanza terapeutica medico-paziente dimostrano che l’impiego di protocolli di comunicazione empatica riduce i livelli di cortisolo circolante, stabilizza la frequenza cardiaca nel pre-operatorio e favorisce una migliore risposta del sistema immunitario nella fase di cicatrizzazione.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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