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Tumori del sangue, il prof. Martelli: «Dopo le cure, il fitwalking aiuta a tornare alla normalità»

L’attività fisica può accompagnare il percorso di recupero dopo le cure per leucemie, linfomi e mieloma. Il prof. Martelli spiega perché camminare può aiutare a ritrovare benessere, autonomia e qualità di vita

Quaranta città italiane unite da Nord a Sud, migliaia di persone in cammino e un obiettivo comune: sostenere la ricerca contro i tumori del sangue e l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie. È la Fitwalking for AIL, la camminata solidale non competitiva promossa da AIL, l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, che si è svolta domenica 27 settembre con migliaia di persone partecipanti.

Dopo le cure per un tumore del sangue, il fitwalking è di grande aiuto

Il fitwalking è una forma di cammino alla portata di tutti. Il termine inglese significa letteralmente “camminare per la forma fisica”. È il denominatore comune per tutte le attività motorio-sportive, per il tempo libero e per il relax, per il divertimento, per il fitness, per la salute e per il benessere. «Per quanto riguarda le malattie onco-ematologiche, un paziente all’esordio non sta bene e affronta cure importanti. Ma la domanda che fanno tutti nel momento del ritorno al benessere è: “Posso fare attività fisica?”. Il fitwalking, che è un’attività moderata e adatta a tutte le età, è sicuramente indicato. Tornare a un’attività fisica normale è quello che fa sentire il paziente finalmente una persona sana» spiega Maurizio Martelli, Direttore di Ematologia al Policlinico Umberto I di Roma e Professore di Ematologia alla Sapienza Università di Roma.

Attività fisica e remissione: tornare gradualmente alla vita di tutti i giorni

Terapie più efficaci e sempre più mirate consentono oggi, in molti casi, di ottenere risultati migliori riducendo allo stesso tempo l’impatto delle cure sulla qualità della vita. Per chi raggiunge la remissione, recuperare gradualmente movimento, autonomia e attività quotidiane può quindi diventare una parte importante del ritorno alla normalità. «Le novità terapeutiche sviluppate in questi anni hanno significato poter tornare a casa e vivere una vita di buona qualità. Molti pazienti che hanno affrontato un percorso di cura e sono in remissione possono tornare a una vita normale, che comprende anche l’attività fisica» commenta Alessandro Rambaldi, Professore di Ematologia, Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca- FROM, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Fitwalking for AIL: 40 città unite per la ricerca contro i tumori del sangue

«Questa iniziativa di AIL sottolinea l’importanza di uno stile di vita sano e dà un ulteriore messaggio di speranza ai nostri pazienti». Fitwalking for AIL giunge quest’anno alla decima edizione, un traguardo importante che racconta un percorso di crescente consapevolezza e solidarietà. «Oggi l’attività fisica è parte integrante della terapia. I lavori pubblicati a livello internazionale mostrano che può aiutare a diminuire gli effetti indesiderati e ha un ruolo importante nella qualità di vita dei pazienti» aggiunge Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.

«Fitwalking for AIL vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere la lotta contro leucemie e tumori del sangue, soprattutto a favore della ricerca scientifica e della salute dei pazienti. Quest’anno sono state ben quaranta le città italiane che hanno camminato insieme per sostenere la lotta ai tumori del sangue, un segnale concreto della forza e della partecipazione che questa iniziativa ha saputo costruire nel tempo».

Marco Strambi

Giornalista professionista dal 1995, da più di trent’anni si occupa esclusivamente di medicina e salute. È stato redattore di riviste di settore - Il Giornale del Medico e poi Corriere Medico - per quindici anni. Dal 2011 collabora con emittenti televisive per la produzione di servizi TV e dal 2019 con Ok Salute per la realizzazione di articoli e video.
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