Avere un diritto previsto dalla legge non significa sempre riuscire a esercitarlo senza difficoltà. È questo il punto da cui partire per parlare di aborto sicuro in Italia e del nuovo progetto promosso da Medici del Mondo Italia in occasione della Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro, che si celebra il 28 settembre.
In Italia l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) è disciplinata dalla legge 194 del 1978. Entro i primi 90 giorni di gravidanza può essere richiesta nelle condizioni previste dalla normativa e il percorso comprende colloquio, accertamenti e rilascio della certificazione necessaria. L’IVG rientra inoltre nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il percorso, però, può diventare più complesso quando alla necessità di accedere rapidamente a un servizio sanitario si aggiungono problemi amministrativi, economici o organizzativi.
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Aborto in Italia: costi e burocrazia possono ostacolare l’accesso all’IVG
Non sempre l’ostacolo è rappresentato dalla disponibilità della procedura in sé. Può essere necessario raggiungere una struttura lontana, affrontare costi di trasporto, risolvere un problema legato alla tessera sanitaria o alla residenza, oppure comprendere informazioni sanitarie in una lingua diversa dalla propria. Sono proprio queste situazioni a cui vuole rispondere il fondo per l’accesso all’aborto attivato da Medici del Mondo Italia.
Secondo l’organizzazione, le risorse possono contribuire a sostenere alcune delle spese che rischiano di interrompere il percorso:
- trasporti;
- procedure sanitarie;
- spese dell’iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale, che in alcuni casi riguardano persone straniere.
Il fondo si affianca all’attività di orientamento e accompagnamento della rete territoriale. L’obiettivo è intervenire quando una barriera concreta rischia di trasformarsi in un ritardo nell’accesso alle cure.
Accesso all’aborto, dalla tessera sanitaria alla barriera linguistica: cosa può bloccare il percorso

Le situazioni raccontate da Medici del Mondo mostrano che gli ostacoli possono essere molto diversi tra loro. Tra i casi segnalati dall’organizzazione c’è quello di una donna italiana che scopre di essere incinta dopo aver perso la residenza. La sua situazione amministrativa rende problematico l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e le viene prospettato un costo di circa 1.100 euro per una procedura chirurgica. Arrivata alla decima settimana di gravidanza, riesce a proseguire il percorso grazie al sostegno del progetto.
Un’altra storia riguarda una giovane ucraina residente in Polonia che si trova in Italia per interrompere la gravidanza. Le difficoltà legate alla documentazione necessaria per accedere alle cure gratuite, unite alla necessità di rispettare i tempi del percorso, rendono necessario un intervento economico per sostenere la procedura farmacologica.
Ci sono poi i casi di alcune donne marocchine. Una studentessa iscritta a un’università italiana ma senza iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, rischia di non poter accedere gratuitamente al percorso. Attraverso la rete territoriale viene sostenuta l’iscrizione volontaria al SSN e la donna riesce così a ricevere le cure.
E c’è anche la barriera linguistica. Medici del Mondo racconta la storia di una giovane che non riesce a comprendere pienamente le informazioni ricevute durante il percorso sanitario e si trova a firmare documenti senza una traduzione adeguata. L’accompagnamento linguistico e informativo le permette di completare il percorso di aborto farmacologico.
Legge 194, come funziona il percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza
La legge 194 del 1978 disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Nei primi 90 giorni, la richiesta può essere effettuata nelle condizioni previste dalla legge, che considera anche circostanze relative alla salute, alla situazione economica, sociale o familiare e alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento. Dopo i primi 90 giorni, le condizioni previste dalla normativa diventano più restrittive.
Il percorso prevede il coinvolgimento dei servizi sanitari e dei consultori, il colloquio e il rilascio della certificazione necessaria. In assenza di urgenza, la legge prevede generalmente un intervallo di sette giorni tra la richiesta e l’intervento. Il fattore tempo è quindi importante. Un problema amministrativo, un appuntamento lontano o la necessità di spostarsi in un’altra città possono incidere concretamente sulla possibilità di completare il percorso nei tempi previsti.
Aborto farmacologico e chirurgico: quali sono le differenze
In Italia l’IVG può essere effettuata con procedura farmacologica o chirurgica. Per l’IVG farmacologica, le indicazioni ministeriali consentono l’utilizzo del mifepristone associato a una prostaglandina entro le nove settimane di gravidanza, secondo le modalità previste dal Servizio Sanitario. La pagina del Ministero della Salute dedicata all’IVG riporta inoltre la possibilità di effettuare la procedura in strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, consultori o day hospital, secondo l’organizzazione regionale.
L’accesso alle diverse modalità, tuttavia, non è uniforme sul territorio nazionale. La relazione del Ministero della Salute sull’attuazione della legge 194, relativa ai dati 2023 e trasmessa al Parlamento nel marzo 2026, rappresenta la fonte istituzionale più recente disponibile per il monitoraggio nazionale dell’IVG.
Aborto e obiezione di coscienza, perché l’accesso può cambiare da regione a regione
Parlare di accesso all’aborto significa quindi considerare più fattori contemporaneamente.
Ci sono i costi, che possono riguardare gli spostamenti o alcune procedure amministrative. Ma esistono anche barriere geografiche, organizzative e informative. A queste si aggiungono le differenze nella disponibilità dei servizi tra territori. Nel suo rapporto pubblicato nel 2025, Medici del Mondo ha segnalato, per esempio, che nel 2022 soltanto il 61,1% delle strutture italiane con reparto di ostetricia e ginecologia effettuava IVG, con differenze significative tra le regioni. Lo stesso rapporto sottolinea il ruolo dei consultori come punto di accesso e orientamento al percorso.
Anche l’obiezione di coscienza è un elemento monitorato nelle relazioni ministeriali. Il dato nazionale, però, non descrive da solo l’organizzazione del servizio nelle singole strutture: la distribuzione del personale e dei punti IVG può determinare differenze concrete nell’accesso da un territorio all’altro.
Aborto, nasce una Help Line gratuita per informazioni e orientamento
Accanto al fondo, Medici del Mondo Italia ha attivato una Help Line gratuita dedicata alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi. Il servizio offre ascolto, informazioni e orientamento anche sull’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza e, quando necessario, può fornire un accompagnamento personalizzato verso i servizi sanitari e territoriali. È possibile contattarlo anche in forma anonima.
Telefono: 334 630 7636 (orari: dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 16)
Email: helpline@medicidelmondo.it
Per chi ha difficoltà linguistiche, l’organizzazione indica di preferire il contatto via WhatsApp o email, così da poter valutare più facilmente la necessità di utilizzare altre lingue.




