Benessere

Lavi i capelli nel modo giusto? I 5 errori che rischi di commettere sotto la doccia

Una passata veloce di shampoo, acqua troppo calda e un risciacquo frettoloso: sono alcune delle abitudini che possono compromettere la corretta detersione del cuoio capelluto. Ecco come lavare i capelli nel modo giusto secondo la cosmetologa Beatrice Marini

Spesso lo facciamo velocemente, dopo una giornata di lavoro, magari utilizzando lo shampoo del partner (ci siamo dimenticati di sostituire il nostro, finito la sera prima) e senza prestare troppa attenzione al gesto in sé. Lavare i capelli è una pratica che ripetiamo costantemente, quasi in automatico, ma non sempre lo facciamo nel modo corretto. Complici la fretta e i prodotti sbagliati, talvolta commettiamo piccoli errori che rendono meno efficace la detersione di punte e cuoio capelluto.

A illustrarli è la chimica cosmetologa e tecnica tricologa Beatrice Marini, intervenuta durante il lancio di Eveir – il brand di haircare fondato da Paola Turani – nei negozi Douglas.

Come lavare i capelli: 5 errori da evitare

Massaggiare velocemente e trascurare alcune zone della testa

Uno degli errori più frequenti è dedicare troppo poco tempo allo shampoo. Dovendo spesso “incastrare” questa pratica tra le tante attività quotidiane – lavoro, gestione della casa e dei figli, impegni personali – il più delle volte si finisce per applicare frettolosamente il detergente, massaggiandolo per qualche secondo e risciacquandolo ancor più velocemente. Così, però, si rischia di non pulire adeguatamente la cute e il capello.

Secondo la cosmetologa, è importante distribuire lo shampoo in maniera omogenea, frizionandolo con attenzione e senza dimenticare le zone posteriori o laterali della testa, che spesso vengono trascurate. «Bisogna impiegare tre, quattro o anche cinque minuti a massaggiare il cuoio capelluto, passando delicatamente le dita in tutte le aree, senza limitarsi alla parte anteriore, che è oggettivamente quella più facile da raggiungere», dice Marini.

Usare acqua troppo calda

La cosmetologa osserva che sotto la doccia si tende spesso a utilizzare acqua molto calda per il corpo – soprattutto quando fuori fa freddo – senza considerare che la stessa temperatura viene impiegata anche per la testa, e quindi per i capelli.

L’acqua troppo calda può, però, impoverire il film lipidico che protegge la cute e mantiene i capelli idratati. Il calore eccessivo può inoltre favorire la secchezza della fibra capillare, rendendola più vulnerabile a crespo e rotture, mentre sul cuoio capelluto può provocare secchezza, arrossamento e prurito.

Marini suggerisce quindi di utilizzare acqua tiepida, più confortevole per la cute. Per questo motivo consiglia di lavare i capelli non in doccia ma separatamente, magari in una vasca o in un lavandino.

Mettere troppo shampoo e risciacquare in fretta

Più shampoo non significa necessariamente capelli più puliti. Al contrario, utilizzare una quantità eccessiva di prodotto può rendere più difficile eliminarlo completamente durante il risciacquo.

La dose ideale non è uguale per tutti: dipende anche dalla consistenza e dalla viscosità della formulazione. Per questo Marini non indica una quantità standard valida per ogni shampoo, ma invita a non esagerare e a prestare particolare attenzione alla fase finale del lavaggio.

«Un accorgimento importante è passare le dita tra i capelli e sollevare le radici mentre si risciacqua, così da raggiungere anche le zone in cui possono rimanere residui di detergente o prodotti per lo styling», suggerisce la cosmetologa.

Pensare che la schiuma indichi quanto lava uno shampoo

donna che si lava i capelli sotto alla doccia
Pensare che la schiuma indichi quanto lava uno shampoo – www.ok-salute.it

Uno shampoo che produce molta schiuma dà spesso una sensazione di pulizia più intensa. Ma la quantità di schiuma non è necessariamente un indicatore dell’efficacia del detergente.

Come chiarisce Marini, il potere lavante e quello schiumogeno dipendono da caratteristiche differenti della formulazione. Di conseguenza, un prodotto può produrre molta schiuma senza avere necessariamente un maggiore potere detergente, così come uno shampoo che ne produce meno può comunque pulire efficacemente.

Il punto, quindi, non è scegliere il prodotto che fa più schiuma, ma individuare quello adatto alle caratteristiche del cuoio capelluto e utilizzarlo correttamente.

Sciacquare i capelli soltanto con acqua dopo lo sport

Dopo la palestra o un allenamento, può venire spontaneo risciacquare i capelli soltanto con acqua, soprattutto per evitare di utilizzare troppo spesso lo shampoo. Ma il semplice risciacquo non equivale a una detersione completa. «L’acqua non lava. Il sudore lascia dei residui sui capelli, per cui bisogna utilizzare sempre un detergente, massaggiare adeguatamente e arrivare in tutti i punti», afferma Marini.

Dopo l’attività fisica, la scelta di lavare i capelli dovrebbe tenere conto di quanto si è sudato e delle esigenze della cute. Se è necessario lo shampoo, non occorre evitarlo per principio: è preferibile scegliere un prodotto adeguato alla frequenza dei lavaggi e dedicare attenzione alla detersione.

Come lavare correttamente i capelli: la regola da ricordare

Per una buona haircare routine non basta scegliere i prodotti giusti: bisogna anche utilizzarli nel modo corretto. Massaggiare accuratamente il cuoio capelluto, raggiungere tutte le zone della testa, non esagerare con la quantità di shampoo e risciacquare con attenzione sono accorgimenti semplici che aiutano a rendere il lavaggio più efficace.

La posizione sotto la doccia, da sola, non determina necessariamente il risultato: come ricorda la cosmetologa, è importante essere consapevoli delle zone che si tende a trascurare e prestare attenzione alla temperatura dell’acqua.

Il segreto, quindi, non è lavare i capelli più a lungo a tutti i costi, ma farlo con cura, senza fretta e rispettando le esigenze del proprio cuoio capelluto.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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