Alimentazione

Early bird dinner: perché sempre più persone scelgono di cenare prima

Dalla digestione al sonno, ecco cosa c'è da sapere su questa abitudine e quali sono i suoi benefici

L’early bird dinner è un trend che consiste nell’anticipare la cena in modo da lasciare trascorrere diverse ore tra l’ultimo pasto della giornata e il momento di andare a dormire. Se da un lato la scelta può derivare da motivi sociali, culturali o da una diversa organizzazione della giornata, come nel caso dello smartworking, alla base di questa modifica della routine può esserci anche lo scopo di ottenere dei benefici concreti per l’organismo. Ma funziona davvero? Scopriamolo insieme.

Early bird dinner: anticipare la cena diventa una scelta di benessere

Nei paesi anglosassoni e del Nord Europa, gli orari della cena sono generalmente anticipati rispetto a quelli tipici italiani: possono variare da una cultura all’altra, ma spesso il pasto serale si colloca tra il tardo pomeriggio e la prima serata, indicativamente tra le 17 e le 19. Questa abitudine ha iniziato a diffondersi anche altrove non solo per una questione di stile di vita, ma come strategia per prendersi cura del proprio benessere, con particolare attenzione al rapporto tra alimentazione e sonno.

Quali sono i benefici di cenare presto?

Alex Dimitriu, specialista in medicina del sonno, ha spiegato a Healthline che si tratta di «uno dei rari casi in cui una tendenza di TikTok è effettivamente in linea con la biologia umana di base». Cenare in anticipo può infatti  ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo e disturbi digestivi, due fattori che possono compromettere la qualità del riposo. 

La ricerca ha inoltre analizzato il rapporto tra orari dei pasti e metabolismo, indicando che consumare i pasti in fasce orarie anticipate possa favorire un migliore controllo della glicemia e influenzare positivamente alcuni aspetti del metabolismo energetico.

Early bird dinner: altri consigli per favorire digestione e sonno

L’indicazione condivisa è quella di lasciare trascorrere circa 3 ore tra cena e sonno. Un intervallo maggiore può essere utile per alcune persone, ma allo stesso tempo potrebbe non essere compatibile con i ritmi di tutti. Oltre all’orario, ci sono altri elementi che possono favorire la digestione e il riposo notturno.

Gli esperti consigliano anche di:

  • evitare di mangiare troppo la sera;
  • se si soffre di reflusso gastroesofageo, limitare alcolici e cibi che possono peggiorarne i sintomi;
  • mantenere orari dei pasti il più possibile regolari;
  • evitare di sdraiarsi subito dopo cena.

Infine, in presenza di condizioni di salute particolari, ad esempio se si hanno patologie come il diabete, è consigliabile confrontarsi con il proprio medico prima di apportare modifiche significative alla routine dei pasti.

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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