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Caffè e tè abbassano di un terzo il rischio di ictus e demenza

Uno studio massiccio sottolinea il consumo moderato di queste due popolari bevande con una diminuzione di probabilità di essere colpiti da queste due malattie. La ricerca però non ci spiega perché, né le dosi ideali

Il legame tra caffè e tè e rischio di malattie è studiato a decenni. Bere caffè o tè potrebbe essere utile ad abbassare il rischio di sviluppare una forma di demenza o di essere colpiti da ictus. Lo sostiene la più grande revisione di studi fatta su questo argomento. Sono molti i benefici del caffè, consumato a dosi moderate.

Ictus e demenza in Italia: la situazione

Ogni anno in Italia ci sono poco meno di 200.000 casi di ictus. Circa un terzo di queste persone non sopravvive a questo evento. Le diverse forme di demenze colpiscono invece circa 1.000.000 di italiani, di cui circa 600.000 convivono con l’Alzheimer. Entrambe queste condizioni sono in aumento tra la popolazione.

Gruppo San Donato

Nella ricerca il team di lavoro ha messo sotto osservazione 365.000 persone tra i 50 e i 74 anni, monitorandoli per più di un decennio. All’inizio dello studio i partecipanti hanno rilasciato una dichiarazione in cui spiegavano quanto tè o caffè bevessero. Nel tempo 5.079 partecipanti hanno sviluppato una forma di demenza, mentre 10.053 hanno avuto un attacco di ictus.

Caffè e tè e rischio di malattie: ecco i risultati dello studio

I ricercatori hanno scoperto che chi tra loro beveva dalle 2 alle 3 tazze di caffè e tè aveva un rischio minore di ictus o demenza. In particolare chi beveva tra le 2 o le 3 tazze di caffè e la stessa quantità di tazze di tè vedeva le probabilità di avere un ictus scendere del 32 per cento. Per quanto riguarda la demenza il rischio calava del 28 % rispetto a coloro che non bevevano caffè o tè. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos Medicine.

Caffè e tè e rischio di malattie: i limiti dello studio

Il primo limite è che la ricerca si basa su un questionario in cui i partecipanti rivelano quanto caffè o tè bevano. Non c’è quindi un controllo sulle quantità, come invece avviene spesso negli studi clinici. Ci si deve fidare delle risposte dei partecipanti.

Inoltre è uno studio osservazionale. Quindi indica la situazione statistica, ma non ne spiega i motivi. Va da sé che ora i ricercatori dovranno capire perché caffè e tè facciano scendere di un terzo il rischio di ictus e demenza.

Secondo alcuni esperti poi bere moderate quantità di caffè o tè fa bene, ma se si esagera no. Dire semplicemente quindi che queste due celeberrime bevande siano in grado di ridurre il rischio di ictus e demenza può essere pericoloso. Le persone quando sentono che una cosa fa loro bene, generalmente eccedono nelle dosi. Anzi chi supera le 7/8 tazze al giorno si mette a rischio di ictus.

Va anche ricordato che la demenza dipende da diversi fattori, legati all’età, alla genetica e allo stile di vita.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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