Alimentazione

Dieta Mediterranea e salute: oggi il vero tema è l’equilibrio, non i divieti

Alla giornata di studio promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo ETS, esperti di nutrizione, medicina ed epidemiologia hanno discusso il valore della misura nel modello mediterraneo. Al centro del dibattito: ultra-processati, binge drinking, consumo moderato di vino e nuove abitudini alimentari

Oggi il rapporto tra alimentazione, salute, cultura e consumo consapevole è uno dei temi più attuali e dibattuti, soprattutto alla luce del cambiamento dei modelli alimentari, della crescita dei cibi ultra-processati e di fenomeni come il binge drinking. Proprio su questi aspetti si è focalizzata la giornata di studio promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo ETS Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo”, svoltasi lo scorso 8 maggio presso la Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino.

Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino
Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino – www.ok-salute.it (Crediti: ufficio stampa)

L’iniziativa si inserisce nel programma di attività della Fondazione dedicato alla promozione della conoscenza scientifica e alla valorizzazione della cultura mediterranea contemporanea.

Dieta Mediterranea e salute: il valore della misura

Organizzato dal prof. Fulvio Mattivi in collaborazione con il prof. Attilio Scienza, l’evento ha riunito esperti della nutrizione, dell’epidemiologia, della medicina e delle scienze sociali. Ad aprire i lavori è stata la Presidente della Fondazione Giuseppe Olmo, Annabella Pascale, introducendo come la “misura” rappresenti una chiave fondamentale di lettura della complessità del presente.

Si tratta di un concetto emerso trasversalmente nei diversi interventi della giornata, a partire da quello della prof.ssa Licia Iacoviello, la quale ha spiegato che la Dieta Mediterranea rappresenta «molto più di un modello alimentare», ma un sistema integrato di cultura, socialità e stile di vita. Tuttavia, come sottolineato dalla studiosa, le disuguaglianze sociali la stanno progressivamente trasformando «da patrimonio condiviso e popolare a comportamento selettivo, più diffuso tra i gruppi socialmente avvantaggiati».

Particolare attenzione è stata dedicata ai cibi ultra-processati (UPF), evidenziando che «la combinazione tra una bassa adesione alla Dieta Mediterranea e un elevato consumo di UPF è associata ai peggiori esiti di salute».

Vino, salute e consumo consapevole

Il prof. Giovanni de Gaetano, tra le figure di riferimento della ricerca cardiovascolare internazionale, ha approfondito il rapporto tra vino e salute, spiegando che il consumo moderato di vino non dovrebbe essere interpretato secondo categorie assolute di “bene” o “male”, ma letto attraverso il bilanciamento tra benefici e rischi che caratterizza ogni fenomeno biologico.

De Gaetano ha osservato, richiamando il tema ampiamente discusso in letteratura della cosiddetta “curva a J”, che «esiste una finestra di beneficio associata al consumo di dosi moderate, ben distinta dagli effetti dannosi del consumo che si evidenziano in corrispondenza di dosi crescenti». Inoltre, ha posto l’accento sul valore storico e culturale del vino nella civiltà mediterranea, ricordando come da millenni questa tradizione distingua l’uso consapevole e rituale dall’eccesso.

La biologia dell’equilibrio e l’idea del “rischio zero”

Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica Biologica all’Università di Padova, ha poi ribadito come il dibattito contemporaneo sulla salute pubblica tenda troppo spesso a semplificare fenomeni che per loro natura sono complessi e dipendenti da dose, contesto e capacità di adattamento dell’organismo. «La biologia insegna che gli organismi viventi non sono macchine progettate per evitare ogni stress, ma sistemi adattativi che si mantengono in equilibrio proprio grazie a una certa quantità di stimoli», ha affermato.

Durante il suo intervento è emerso il concetto di “ormesi”, secondo cui anche sostanze potenzialmente tossiche possono produrre effetti positivi entro determinati limiti. Rispetto all’idea del “rischio zero”, il professore ha specificato che «la salute non è il risultato dell’eliminazione di ogni rischio, ma dell’equilibrio tra stimoli, limiti e capacità di adattamento».

Dieta Mediterranea e salute: l’evoluzione dei consumi

ragazzi seduti a un tavolo di un bar all'aperto mentre bevono birra e superalcolici
Modello mediterraneo ed evoluzione dei consumi – www.ok-salute.it

Il tema della misura si riflette, infine, nell’evoluzione dei comportamenti di consumo, illustrata dalla prof.ssa Fabiola Sfodera della Sapienza Università di Roma. In Italia, il consumo di bevande alcoliche è tradizionalmente caratterizzato da un approccio «moderato, ritualizzato e culturalmente radicato», fortemente legato ai pasti e alla socialità.

Secondo i dati presentati dalla docente, stanno però emergendo trasformazioni che coinvolgono principalmente le generazioni più giovani, tra cui modalità di consumo decontestualizzate e pratiche episodiche di binge drinking. Tali cambiamenti vengono ricondotti anche agli effetti della globalizzazione e all’influenza crescente dei social media, che contribuiscono a ridefinire le norme sociali.

In questo scenario, la sfida appare duplice: da un lato promuovere la tutela della salute e contrastare gli abusi, dall’altro preservare quella dimensione culturale e sociale del cibo e del vino fondata su equilibrio, ritualità e convivialità. Un’eredità che, secondo gli studiosi intervenuti, rappresenta ancora un elemento distintivo e prezioso del modello mediterraneo.

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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