Era incinta di sette mesi quando ha iniziato ad avere difficoltà a camminare, a cadere frequentemente e ad accusare strani formicolii alle gambe. La donna, che di lì a poco avrebbe partorito, si è rivolta al Pronto Soccorso della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dove una risonanza magnetica del rachide dorsale ha evidenziato una neoformazione epidurale, responsabile di una grave compressione del midollo spinale.
A quel punto i medici dello Spine Tumor Board – team multidisciplinare dedicato alla gestione e al trattamento integrato dei pazienti con tumore spinale – si sono trovati di fronte a una situazione particolarmente delicata: era necessario intervenire tempestivamente per evitare che il danno neurologico diventasse irreversibile, ma la paziente era alla 30ª settimana di gravidanza. E far nascere la bambina prima dell’intervento avrebbe significato esporla ai rischi legati alla prematurità.
In questo articolo
Non riusciva più a camminare: la risonanza scopre il tumore
La decisione, presa dagli specialisti di ostetricia, neurochirurgia, anestesia e terapia del dolore, è stata quella di operare immediatamente la madre per rimuovere il tumore, monitorando costantemente il feto in utero. L’obiettivo era duplice: decomprimere il midollo nel più breve tempo possibile e, contemporaneamente, garantire la sicurezza della bambina durante l’intervento, senza dover anticipare il parto.
L’intervento al settimo mese senza anticipare il parto

Durante l’operazione, cui hanno preso parte Tullio Ghi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Patologia Ostetrica, Marco Rossi, Direttore della UOC Chirurgie Specialistiche e Terapia del Dolore 1, e Filippo Maria Polli, Responsabile della UOS di Neurochirurgia Spinale, sono state adottate particolari misure di monitoraggio materno e fetale, con un controllo continuo delle condizioni della bambina.
È stato utilizzato anche un letto operatorio appositamente modificato, che ha consentito di gestire la posizione della paziente e monitorare la situazione emodinamica durante la procedura.
L’intervento ha consentito la rimozione della neoformazione e la decompressione immediata del midollo spinale. Già nel periodo immediatamente successivo all’operazione la donna ha mostrato una rapida regressione dei disturbi neurologici, tanto da essere dimessa in tempi brevi.
Dopo l’operazione è tornata a camminare e ha partorito a termine
L’esame istologico ha poi chiarito che si trattava di un angiolipoma spinale, un raro tumore benigno che si sviluppa nel canale vertebrale. In gravidanza, questo tipo di neoformazione può crescere più rapidamente e arrivare a comprimere il midollo, rendendo necessario un intervento tempestivo, come in questo caso.
Dopo l’operazione la donna ha potuto proseguire normalmente la gravidanza, senza dover anticipare il parto. La bambina è nata a termine e, a sette mesi dall’intervento, entrambe stanno bene. La paziente ha ripreso una vita normale e i controlli radiologici hanno confermato il buon esito delle cure




