Lo scorso giugno, al Trofeo Settecolli 2026 di Roma, Luca Dotto ha ufficialmente appeso cuffia e costume al chiodo, chiudendo una carriera lunga oltre quindici anni. Primatista italiano, campione europeo e protagonista di numerose competizioni internazionali, lascia le corsie dopo aver scritto alcune delle pagine più importanti del nuoto azzurro.
Lo abbiamo intervistato per ripercorrere il suo percorso, parlare della scelta di ritirarsi e scoprire cosa c’è nel suo futuro.
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Luca Dotto: «Ora lo sport ha un significato diverso»
«La mia carriera nel nuoto mi ha dato enormi soddisfazioni ma la vita di un atleta dopotutto è breve, questo lo sanno tutti: a 36 anni non potevo pensare di continuare a gareggiare ai livelli di quando ne avevo 20. Ciò non vuol dire che non mi dedicherò più al nuoto o all’attività fisica, anzi. Ma certamente lo farò in modo più rilassato. È quindi una fase di grandi cambiamenti, in cui inizio a vedere lo sport sotto una nuova prospettiva», racconta Dotto.
Per il campione veneto, però, il ritiro non rappresenta una rottura con il passato, bensì l’inizio di un nuovo capitolo. Cambia il modo di vivere il corpo e l’attività fisica, che non saranno più scanditi dagli obiettivi agonistici, ma dalla ricerca di un equilibrio diverso.
«Vi faccio un esempio: ho sempre considerato il mio corpo uno “strumento da gara”, da trattare in un certo modo e da preservare in base a regole e stili di vita rigidi, con un’attenzione specifica all’alimentazione e all’allenamento (due ore di training tutti i giorni, fino a oggi). Ora dovrò quindi trovare un nuovo equilibrio, che mi permetta di vivere bene al di fuori della routine agonistica. La fatica vissuta in vasca dovrà diventare, passatemi il termine, più “olistica”: un mezzo per raggiungere un benessere sia fisico che mentale, senza dover pensare a raggiungere un traguardo, un tempo, un record».

Allenarsi per stare bene, non per vincere
Allenarsi, infatti, continuerà a essere una parte imprescindibile della sua quotidianità, anche se con finalità differenti rispetto a quelle che hanno accompagnato tutta la sua carriera.
«Smettere di nuotare, infatti, per me non è concepibile: quando non mi alleno regolarmente fatico a fare qualsiasi cosa; ho meno capacità di concentrazione, sono meno motivato a perseguire gli obiettivi, siano essi lavorativi o personali. L’allenamento per me funziona come un “motore pulsante” che mi permette di essere pronto a tutto e che mi regala uno spirito diverso per affrontare le giornate», continua l’atleta. «Siccome però tengo molto al benessere del mio corpo, sarà necessario anche ribilanciare l’alimentazione. Se prima la mia dieta prevedeva alcuni alimenti imprescindibili, come la carne, a breve potrò sostituire questo cibo con un maggiore apporto di proteine vegetali. Ovviamente, mi farò seguire da un nutrizionista, così come ho fatto finora».
Luca Dotto e i nuovi progetti dopo il ritiro
Se da un lato chiudere un capitolo così importante comporta inevitabilmente qualche incertezza, dall’altro Dotto guarda avanti con fiducia. Il metodo e la disciplina acquisiti in anni di allenamenti sono oggi gli strumenti con cui affronta la nuova fase della sua vita, ricca di progetti dentro e fuori dall’acqua.
«Il cambiamento radicale mi spaventa? Posso dire che, dopo un iniziale momento di smarrimento, oggi sono sereno. Anche grazie allo sport praticato finora, che mi ha insegnato il rigore, la disciplina, la pazienza. Dopotutto ho diversi progetti in testa: vorrei continuare a fare il commentatore tecnico in televisione e, perché no, condurre un programma tutto mio».
«Spero poi che la mia Swim Academy continui a crescere sempre di più: è un progetto in cui sto investendo tante energie, dedicato ai ragazzi e alle ragazze che vogliono avvicinarsi al nuoto e, allo stesso tempo, divertirsi e imparare. I corsi sono organizzati in collaborazione con psicologi, nutrizionisti e un team di atleti di fama nazionale. In contemporanea, siccome stare fermo non fa per me, collaboro con un’agenzia di comunicazione specializzata in ambito velistico. L’esperienza è davvero positiva: lontano dall’acqua e da ciò che le ruota intorno, proprio non so stare!».
Lo sport come scuola di vita
«Infine, ci tengo a trasmettere un messaggio importante, soprattutto per i giovani e giovanissimi: dedicarsi allo sport con passione e costanza aiuta a strutturare al meglio la propria vita. Insegna a porsi degli obiettivi da raggiungere, educa al rispetto delle regole e alla disciplina, istruisce sull’importanza del tempo e su come gestirlo al meglio. Per questo motivo, lo scorso settembre ho partecipato con piacere a “Lo Spettacolo della Salute” a Padova, un appuntamento in cui ho avuto modo di spiegare l’importanza dell’attività fisica sia in termini di salute mentale che di benessere a tutto tondo».



