
La prevenzione oncologica in Lombardia compie un passo avanti decisivo. Sono state eseguite presso il Policlinico San Matteo di Pavia le prime Tac al torace a basso dosaggio nell’ambito del nuovo programma di screening promosso da Regione Lombardia per la diagnosi precoce del tumore del polmone.
I primi tre esami effettuati su cittadini già inseriti nel percorso di monitoraggio clinico hanno dato esito negativo, non evidenziando alcuna lesione sospetta. Con questo debutto entra nel vivo l’attività sul territorio, coordinata dall’Ats di Pavia, segnando l’inizio di una strategia integrata che unisce la diagnosi tempestiva al contrasto attivo al tabagismo.
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Non solo diagnosi: il passaggio immediato al Centro Antifumo

La vera forza del nuovo protocollo sta nell’approccio olistico. Oltre alla componente diagnostica, è già operativo il trasferimento immediato dei pazienti fumatori al Centro Antifumo dell’Asst di Pavia, garantendo una presa in carico globale. «L’avvio di questo screening rappresenta un passo avanti fondamentale per la sanità lombarda», ha dichiarato l’Assessore Regionale al Welfare. «Non ci limitiamo a cercare la malattia in modo preventivo con esami moderni e non invasivi come la Tac a basso dosaggio, ma offriamo una risposta strutturata e completa. Chi partecipa allo screening ed è ancora un fumatore viene immediatamente inserito in un percorso di assistenza specialistica per abbandonare il tabagismo».
A chi si rivolge lo screening e come funziona la rete
Il programma si sviluppa per fasi ed è mirato alle fasce di popolazione più a rischio:
- Fase iniziale: rivolta ai cittadini tra i 60 e i 64 anni che sono forti fumatori o ex fumatori.
- Obiettivo futuro: estensione progressiva della platea dai 55 fino ai 74 anni.
- Modello organizzativo: una rete capillare di centri “Hub” e “Spoke” progettata per accompagnare il cittadino in tutto il percorso.
Questo approccio risponde alle linee guida del Piano Oncologico Nazionale, coniugando la prevenzione secondaria (la diagnosi precoce tramite imaging) con la prevenzione primaria (lo stop al fumo, principale fattore di rischio per la patologia).
L’evidenza scientifica della Tac a basso dosaggio (LDCT)
L’efficacia dell’impiego della Tac a basso dosaggio (Low-Dose Computed Tomography) come strumento di screening per i soggetti ad alto rischio è ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica internazionale:
- Lo studio MILD (Multicentric Italian Lung Detection): condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha dimostrato una riduzione del 39% della mortalità per tumore polmonare a 10 anni grazie all’uso combinato di Tac a basso dosaggio e interventi per la disassuefazione dal fumo.
- Il trial clinico NELSON: ampia ricerca europea che ha confermato una riduzione drastica della mortalità nei forti fumatori sottoposti a screening periodico con LDCT. Leggi i dettagli sullo Studio NELSON sul New England Journal of Medicine.




