Alimentazione

Alcol e calorie: qual è la classifica delle bevande più caloriche e cosa dice davvero la scienza sulla salute

Sai quante calorie ha il tuo cocktail preferito? E il vino rosso corposo? Un bicchiere di champagne? La top 20, dal più leggero al più pesante per il nostro girovita

Esagerare con l’alcol fa male. Su questo non ci sono dubbi. È un fattore di rischio per la maggior parte delle malattie. In realtà dovremmo proprio evitare di berlo. Ma qual è la classifica degli alcolici più calorici?

Gli alcolici più calorici: la classifica

alcuni bicchieri con diversi alcolici sul bancone di un bar
Gli alcolici più calorici: la classifica – www.ok-salute.it

Gli alcolici sono fortemente calorici. Apportano 7 kcal per grammo, poco meno dei grassi (9 kcal/g). Tra l’altro sono del tutto privi di nutrienti utili al nostro corpo (per questo definite “calorie vuote”). Naturalmente le calorie delle bevande alcoliche dipendono dalla gradazione – ad esempio i vini hanno un ampio range – e dalla quantità. Per questa classifica ci siamo rifatti a una media statistica e alle dosi ufficiali (calorie medie per porzione standard):

  1. Cocktail dolci e liquori cremosi (es. Piña Colada, Long Island, Baileys): oltre alle calorie dell’alcol, contengono sciroppi, succhi e zuccheri aggiunti. Una singola porzione può superare facilmente le 250-350 kcal.
  2. Superalcolici e distillati (Rum, Whisky, Gin, Vodka): una porzione standard (circa 40 ml a 40°) apporta circa 90-100 kcal. Il conteggio sale drasticamente se abbinati a toniche zuccherate o energy drink.
  3. Vino dolce o liquoroso (Porto, Passito): un bicchierino da 75 ml si attesta attorno alle 120-150 kcal a causa dell’alta concentrazione di zuccheri residui.
  4. Vino rosso o bianco da pasto: un bicchiere da 125 ml (circa 12°-13°) apporta circa 85-100 kcal.
  5. Birra: una pinta da 500 ml di birra bionda standard apporta circa 170-200 kcal, mentre una birra doppio malto o artigianale ad alta gradazione può raggiungere e superare le 250 kcal.

Bere moderatamente vino protegge il cuore?

Il cambio di rotta della ricerca La più imponente ricerca mai eseguita sul rapporto tra salute del cuore e alcol ha storicamente sostenuto che chi beve con moderazione ha un rischio di malattie cardiovascolari inferiore a chi non beve. Tuttavia, le evidenze scientifiche più recenti e le posizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno ampiamente smentito questo mito: gli studi del passato presentavano un “bias” di selezione (confrontavano i bevitori moderati con ex-bevitori che avevano smesso per motivi di salute). Oggi la scienza concorda sul fatto che non esiste una quantità minima di alcol priva di rischi per la salute.

Chi è un bevitore moderato o a basso rischio

Generalmente si considera un bevitore moderato (o meglio “a basso rischio”) chi non assume più di 10-14 unità di alcol alla settimana (non più di 1-2 unità al giorno per l’uomo adulto e 1 unità al giorno per donne e anziani), che equivale più o meno a una bottiglia e mezzo di vino o sette pinte di birra. Una “unità alcolica” (UA) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, ovvero un bicchiere di vino (125 ml), una lattina di birra da 330 ml o un bicchierino di superalcolico (40 ml).

Gli alcolici sono calorici ma causano anche altre malattie

Lo studio inglese ha analizzato solo e soltanto le malattie cardiovascolari. Bere alcol resta comunque pericoloso per la salute, soprattutto se si esagera. Si stima, ad esempio, che oltre il 5% di tutti i tumori (tra cui quelli al cavo orale, esofago, fegato, colon-retto e mammella) siano direttamente collegabili al consumo di alcol. L’etanolo viene infatti convertito nel corpo in acetaldeide, una sostanza tossica e mutageno-cancerogena in grado di danneggiare il DNA.

Le 4 regole chiave per ridurre l’impatto dell’alcol sulla salute 

  • Non bere mai a stomaco vuoto: il cibo nel canale digerente rallenta l’assorbimento dell’alcol, riducendo i picchi di etanolo nel sangue e l’affaticamento epatico.
  • Alternare con l’acqua: bere un bicchiere d’acqua per ogni bevanda alcolica aiuta a mantenere l’idratazione (l’alcol ha un forte effetto diuretico), a placare la sete e a dimezzare le calorie assunte.
  • Introdurre giorni di astensione totale: prevedere almeno 2 o 3 giorni consecutivi alla settimana privi di alcol consente al fegato di rigenerarsi e interrompe l’abitudine metabolica.
  • Evitare il binge drinking: concentrare più di 3-4 unità alcoliche in un’unica serata crea uno stress ossidativo acuto, aumenta la pressione arteriosa ed eleva drasticamente il rischio di aritmie cardiache (la cosiddetta “holiday heart syndrome”).

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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