Tommaso Paradiso è stato costretto a rinunciare a due appuntamenti importanti dell’estate italiana: gli RTL Power Hits e i Radio Zeta Future Hits di Verona dopo aver contratto il Toscana virus. Si tratta di un’infezione ancora poco conosciuta ma presente nel nostro Paese da diversi decenni: il virus, infatti, è stato identificato proprio nella regione da cui prende il nome all’inizio degli anni Settanta e da allora è stato rinvenuto anche in altre aree italiane e in diversi Paesi del Mediterraneo.
Si tratta di un virus appartenente al genere Phlebovirus e alla famiglia Phenuiviridae. È un arbovirus, cioè un virus trasmesso all’uomo attraverso un artropode, in questo caso i flebotomi, piccoli insetti comunemente chiamati pappataci.
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Che cosa sono i pappataci

I pappataci sono piccoli flebotomi, insetti simili alle zanzare ma di dimensioni generalmente inferiori. Sono caratterizzati da un volo silenzioso e da un’attività prevalentemente crepuscolare e notturna. A pungere sono le femmine, che hanno bisogno di un pasto di sangue per completare lo sviluppo delle uova. Durante la puntura, se l’insetto è infetto, può trasmettere il virus.
Come si prende il Toscana virus
Il contagio avviene, come dicevamo poco fa, attraverso la puntura di un pappatacio infetto e non da persona a persona. Il periodo di maggior diffusione dell’infezione è la stagione estiva: i flebotomi, infatti, prediligono ambienti caldi, umidi e ricchi di materiale organico per deporre le uova e far crescere le larve.
Dopo la puntura, il periodo di incubazione può variare da pochi giorni fino a circa due settimane.
Quali sintomi provoca il Toscana virus
Nella maggior parte delle persone l’infezione è asintomatica oppure provoca una sintomatologia lieve e transitoria. I sintomi più comuni sono:
- febbre;
- nausea;
- mal di testa;
- dolori muscolari e articolari;
- stanchezza;
- malessere generale.
Come si cura
L’esordio può essere improvviso e, nei casi non complicati, i disturbi tendono a risolversi spontaneamente nel giro di alcuni giorni. Non esiste infatti una terapia antivirale specifica contro il Toscana virus: il trattamento è principalmente di supporto, con riposo, reintegro idro-salino e farmaci sintomatici – antipiretici e antinfiammatori – quando necessari.
Quando il Toscana virus può diventare più serio
Il motivo per cui il virus è seguito con attenzione dagli esperti è la possibilità, seppur non comune, che l’infezione interessi il sistema nervoso centrale. In una minoranza di casi può provocare forme neuro-invasive, tra cui meningite e meningoencefalite.
In questi casi, i sintomi possono essere più importanti:
- febbre elevata;
- rigidità del collo;
- forte mal di testa;
- perdita di coscienza;
- disturbi neurologici di diversa natura.
Come proteggersi dai pappataci
Non esiste un vaccino contro il Toscana virus. La prevenzione si basa quindi soprattutto sulla riduzione delle punture dei pappataci, mettendo in atto le stesse precauzioni utilizzate contro le zanzare:
- utilizzare repellenti specifici;
- indossare indumenti chiari e coprenti, soprattutto nelle zone umide, calde e con ristagni d’acqua;
- utilizzare le zanzariere;
- eliminare eventuali ristagni d’acqua da terrazzi e giardini.




