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Zanzara coreana alle porte di Milano: scoperta la “super specie” che resiste a tutto

Identificata per la prima volta in pianura a Muggiò (Monza). Gli esperti dell'Università Statale: «Espansione preoccupante, inverni miti favoriscono le uova». In Italia già 34 specie in grado di trasmettere virus

La globalizzazione e i cambiamenti climatici stanno ridisegnando la mappa dei rischi sanitari ed ecologici in Italia, e i confini geografici non riescono più a fermare l’avanzata di insetti alieni particolarmente resilienti. L’ultimo campanello d’allarme arriva dalla Lombardia: la zanzara coreana (Aedes koreicus), una specie invasiva nota per la sua straordinaria resistenza alle basse temperature, ha rotto gli indugi abbandonando le zone collinari e prealpine per spingersi in piena pianura, arrivando ormai alle porte di Milano.

La segnalazione ufficiale, che ha colto di sorpresa la comunità scientifica, colloca l’insetto nell’area di Monza, per la precisione nel comune di Muggiò. Una vicinanza immediata al capoluogo meneghino che conferma la rapidità di diffusione di questo vettore.

Dal primo avvistamento all’assedio della pianura

La storia della zanzara coreana in Lombardia ha radici recenti ma un’evoluzione rapidissima. Era il 2021 quando sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale uno studio approfondito descriveva l’ascesa di questa super zanzara, intercettata originariamente nell’estate del 2020 durante un piano di monitoraggio a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia.

A differenza delle specie autoctone o della comune zanzara tigre, la koreicus (originaria della Corea e dell’Estremo Oriente) predilige il clima fresco e riesce a sopravvivere e a riprodursi a temperature che metterebbero fuori gioco qualsiasi altro insetto simile.

Finora, la sua presenza era rimasta confinata alle aree prealpine o preappenniniche proprio per via di questa preferenza climatica. Tuttavia, dopo le prime segnalazioni isolate in Emilia-Romagna (a Piacenza e Parma), il ritrovamento in Brianza segna un cambio di rotta. «Qui non l’avevamo mai avuta e mi ha molto stupito», spiega Sara Epis, professore associato di parassitologia all’Università degli Studi di Milano e membro del direttivo della Società Italiana di Parassitologia (SoIPa). «Significa che specie invasive come la coreana, o anche l’Aedes japonicus (la zanzara giapponese), stanno continuando ad espandersi».

I fattori dell’invasione: plasticità e inverni miti

Come fanno queste zanzare ad adattarsi ad aree geografiche e climatiche così diverse dal loro habitat d’origine? Gli esperti evidenziano due fattori principali:

  1. Grande plasticità ecologica: la zanzara coreana mostra una flessibilità straordinaria. È in grado di sfruttare una varietà immensa di siti larvali per riprodursi: dai classici tombini urbani ai contenitori artificiali nei giardini, fino ai piccoli ristagni d’acqua naturali. Questo le permette di colonizzare indistintamente contesti urbani, agricoli e rurali.
  2. Inverni sempre più caldi: il cambiamento climatico gioca un ruolo decisivo. Gli inverni miti che stanno caratterizzando il Nord Italia aumentano drasticamente la percentuale di sopravvivenza delle uova durante i mesi freddi, mentre l’allungamento delle stagioni calde prolunga il periodo di attività biologica dell’insetto.

Il cambio della guardia estivo

Con l’arrivo del caldo intenso, l’avanzata della zanzara coreana potrebbe subire una temporanea battuta d’arresto. Poiché questa specie non tollera le temperature afose e i picchi estremi, nei mesi centrali dell’estate si assisterà probabilmente a un crollo numerico della sua popolazione. Questo, tuttavia, non lascerà le città libere: il calo della coreana lascerà semplicemente spazio alla proliferazione della zanzara tigre (Aedes albopictus), decisamente più adatta ai climi torridi.

Il rischio sanitario: 34 specie competenti per i patogeni

Sebbene la popolazione complessiva di zanzare all’interno del perimetro urbano di Milano rimanga al momento stabile e non si registrino nuove introduzioni dell’ultima ora, la situazione richiede un monitoraggio entomologico costante e rigoroso.

I numeri complessivi a livello nazionale tracciano un quadro epidemiologico chiaro. Ad oggi, la “Mosquito fauna” italiana è composta da ben 75 specie di zanzare. Il dato cruciale per la salute pubblica, come conclude la professoressa Epis, è che 34 di queste specie sono biologicamente competenti per trasmettere patogeni e virus sia all’uomo che agli animali (come i virus West Nile, Dengue o la dirofilaria nei cani). Conoscere gli spostamenti di queste nuove specie sul territorio è l’unica arma efficace per pianificare disinfestazioni mirate e prevenire potenziali focolai sanitari.

Leggi lo studio completo: Parasites & Vectors – “First record of Aedes koreicus in Lombardy”

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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