Salute

Sensibilità al glutine: sintomi, diagnosi, cure

Focus di Carlo Catassi, professore ordinario di pediatria all'Università Politecnica di Ancona e co-director del Center for celiac research University of Maryland di Baltimora (Usa)

Focus di Carlo Catassi (puoi chiedergli un consulto), professore ordinario di pediatria all’Università Politecnica di Ancona e co-director del Center for celiac research University of Maryland di Baltimora (Usa).

Sulla sensibilità al glutine, in inglese gluten sensitivity, non ci sono ancora dati precisi, ma si stima che il numero di chi ne soffre sia largamente superiore a quello dei celiaci. Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia e dell’allergia al grano (dolore addominale, nausea, vomito, gas intestinale, stitichezza e diarrea) e anche sintomi extra-intestinali, come stanchezza, eczemi, confusione mentale e, soprattutto, cefalea.

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DIAGNOSI. La diagnosi di sensibilità al glutine viene formulata da uno specialista (gastroenterologo, dietologo o nutrizionista), che prescriverà una serie di esami. Infatti, prima di pensare alla gluten sensitivity bisogna escludere l’allergia al grano, con i prick test (eseguiti inoculando sotto la pelle del braccio una piccolissima quantità di grano) e i rast test (esami del sangue), e si deve poter abbandonare l’ipotesi che si tratti di celiachia o intolleranza permanente al glutine, attraverso analisi del sangue che ricercano anticorpi contro il glutine e contro l’enzima transglutaminasi. Lo specialista può valutare se è il caso di approfondire i test per la celiachia con una biopsia dell’intestino tenue che riveli eventuali danni ai villi intestinali. Un sospetto di sensibilità al glutine può essere preso in considerazione solo dopo questi accertamenti, per esclusione. A quel punto, si verificherà la bontà della diagnosi eliminando il glutine dalla dieta: sarà azzeccata se scompariranno i sintomi, com’è successo alla lettrice.

A CHI RIVOLGERSI. Le strutture dove poter fare gli esami e formulare una diagnosi di gluten sensitivity sono sul sito dell’Associazione italiana celiachia (www.celiachia.it).

CURE: l’unica terapia per curare la sensibilità al glutine è l’eliminazione degli alimenti che contengono glutine dalla dieta.
• Cibi permessi: frutta, verdura e legumi, pesce, carne e uova, latte e derivati, cereali e simili privi di glutine (riso, mais, miglio, sorgo, grano saraceno, amaranto, quinoa).
• Cibi vietati: cereali contenti glutine (come frumento, segale, farro, spelta, orzo, triticale e kamut, grano greco).

QUANTO DURA. La gluten sensibility può essere una situazione transitoria che potrebbe risolversi dopo un periodo di alimentazione senza glutine di almeno un anno. A quel punto si può provare a reintrodurre gradualmente cibi contenenti glutine e, se non si ripresentano sintomi, adottare una dieta normale.
Carlo Catassi, professore ordinario di pediatria all’Università Politecnica di Ancona

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