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Il “metodo Hamer” può curare i tumori?

Quelle di Hamer sono teorie inventate e infondate e non è mai stato dimostrato scientificamente che il cancro sia frutto di un conflitto psichico interiore

Le teorie di Ryke Geerd Hamer continuano a mietere vittime. L’ex medico tedesco, che dal 1986 non possedeva più la licenza per praticare la professione medica, ha sviluppato e predicato la teoria secondo cui il tumore è frutto di un conflitto interiore del paziente, guaribile solo con la risoluzione del disturbo psicologico stesso. Sebbene l’uomo sia ormai deceduto dal 2017, il “metodo Hamer” (anche noto come “Nuova medicina germanica”) continua a essere praticato – anche in Italia – a causa dei suoi numerosi seguaci.

Se ne torna a parlare perché a Padova dopo dieci anni dalla morte della figlia, anche la madre di Eleonora Bottaro si è spenta dopo aver rifiutato le cure contro il cancro. La 18enne padovana morì il 29 agosto 2016 per le conseguenze di una leucemia linfoblastica acuta. I suoi genitori, seguaci proprio del metodo Hamer, decisero di non seguire le terapie tradizionali.

Chi è l’ex medico che ha sviluppato l’omonimo “metodo”?

uomo al buio si porta le mani ai capelli per disperazione
Chi è l’ex medico che ha sviluppato l’omonimo metodo – www.ok-salute.it

Ryke Geerd Hamer, ex internista tedesco radiato dall’Ordine dei medici e sospeso dalla pratica da un tribunale tedesco, ha elaborato questa complessa teoria dopo la morte del figlio Dirk, avvenuta nel 1978. Il ragazzo, che si trovava su una barca nei pressi dell’isola di Cavallo, fu colpito nel sonno da un proiettile partito dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia. A seguito della ferita riportata il giovane morì mesi dopo in ospedale. L’anno successivo al padre venne diagnosticato un tumore al testicolo. Dopo essere completamente guarito, l’uomo attribuì l’insorgenza di questa neoplasia proprio allo shock del decesso prematuro e drammatico del figlio. Da qui inizia a gettare le basi della sua “teoria”.

Su quali presupposti si fonda il “metodo Hamer”?

Hamer sosteneva che il tumore fosse frutto di un conflitto interiore del paziente. Quindi è guaribile solo con la risoluzione del disturbo psichico stesso, quindi con sedute di psicoterapia e trattamenti omeopatici.

Il “metodo Hamer” è in grado di curare i tumori?

Come ci ha spiegato tempo fa Luigi Ricciardiello, coordinatore di progetti finanziati dalla Fondazione AIRC e professore associato di Gastroenterologia all’Università di Bologna, in un’intervista sulle bufale più note in ambito oncologico, quelle di Hamer sono teorie totalmente infondate.

«Negli anni sono state condotte analisi molto approfondite sulla Nuova medicina germanica. Nessuna di esse ha però portato alla validazione del “metodo”. Di conseguenza l’Istituto Elvetico per la Ricerca Oncologica applicata, l’Istituto Nazionale per la Salute e la Ricerca medica francese e la nostra Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri hanno ufficialmente etichettato questa presunta terapia anticancro come fasulla e pericolosa», conferma il professore.

Quali rischi si corrono se ci si affida ai seguaci di questo metodo?

Affidarsi ai rimedi alternativi di Hamer è pericolosissimo perché può portare a gravi ritardi nella terapia. Se non trattati con interventi e farmaci, anche tumori che al momento della diagnosi sono curabili possono metastatizzare, degenerare e portare a esiti infausti. Purtroppo i pazienti che decidono di seguire questa strada, perché consigliati da medici o persone irresponsabili, mettono in grave pericolo la propria vita.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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