Cervello

Ipertimesia: cosa significa avere una super memoria

L'ipertimesia non è una malattia e secondo alcuni esperti potrebbe essere una dote innata. In Italia sono state individuate solo 33 persone con ipermemoria

L’ipertimesia in inglese è nota con l’acronimo HSAM, ossia Highly Superior Autobiographical Memory. In italiano, invece, la chiamiamo super memoria autobiografica o ipermemoria.

La super memoria non è una malattia

Non è una patologia né una sindrome ma una caratteristica di alcuni individui che consente il ricordo, ricco di dettagli, sia di eventi significativi della propria vita, sia di eventi del tutto banali vissuti nella propria esistenza.
I ricordi vengono descritti come associazioni incontrollabili ed emergono inconsapevolmente e senza esitazione. L’ipertimesia si distingue da altre forme di memoria eccezionale basate su strategie mnestiche perché i ricordi richiamati spontaneamente dall’ipertimesico sono in genere personali, autobiografici appunto.

Come funziona il cervello degli ipermemori

Gli ipermemori non sono dei geni né sono dotati di intelligenza sopra la norma. Non hanno una corteccia cerebrale più sviluppata, ma hanno un modo diverso di utilizzare le connessioni tra varie aree del cervello. Tale caratteristica costituisce un vantaggio per alcuni, che hanno imparato a convivere con la HSAM e a sfruttarla, mentre per altri a volte costituisce una sorta di trappola, in quanto si sentono oppressi dai loro ricordi.

Super memoria: cause incerte

L’ipertimesia come la conosciamo oggi è stata descritta per la prima volta nel 2005 negli Stati Uniti. E si sta ancora studiando per capire quali possano essere le cause. Non si sa se sia una dote innata o se piuttosto si sviluppi nel corso del tempo. In Italia sono state identificate a oggi 33 persone con questa caratteristica e negli Usa circa 90. In America si stanno studiando anche alcuni bambini che presentano tali caratteristiche, per cui è plausibile pensare che la HSAM sia innata.

Dove fare il test di screening

Alcuni genitori cominciano a sospettare che i propri figli possono avere tale caratteristica intorno agli 8-10 anni. Per verificarlo esiste un test di screening standardizzato che in Italia viene effettuato da me (Patrizia Campolongo, professore associato di Farmacologia al dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza Università di Roma) e dai due colleghi che studiano l’ipertimesia. Valerio Santangelo dell’Università di Perugia e Simone Macrì dell’Istituto Superiore di Sanità.

Super memoria: possibili disturbi

Gli ipermemori non hanno particolari disturbi. Ma, sia nella popolazione italiana che in quella statunitense, è stata riscontrata una percentuale di persone ipermemori affette da disturbo ossessivo compulsivo. Alcuni riferiscono di soffrire di insonnia in quando spesso i ricordi emergono come un fiume in piena che non riescono ad arginare.
A oggi non esistono terapie, visto che la HSAM non è una patologia e non abbiamo ragioni per credere che nel tempo tale capacità possa creare danni a livello neurologico. Ma la risposta definitiva arriverà solo dopo aver studiato gli ipermemori per un tempo congruo.
Focus a cura di Patrizia Campolongo, professore associato di Farmacologia al dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza Università di Roma

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