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Eleonora Giorgi: l’artrite crocifigge la mia mano

«Ho la stessa malattia di cui soffrivano mio nonno e mio padre. E nessuno riesce ad aiutarmi. Sono pronta a fare da cavia per una cura definitiva»

«A 37 anni ho cominciato a sentire i primi dolori alle articolazioni , vicino alla base delle dita», racconta Eleonora Giorgi. «Ho la stessa malattia di cui soffrivano mio nonno e mio padre. Un fastidio pesante, anche in scena: a poco a poco ho iniziato a nascondere la destra con ogni trucco e ad andare a letto indossando un guanto di gomma pieno di antinfiammatori. Ma ho deciso di non arrendermi».
Ecco la confessione dell’attrice a OK e, a seguire, un approfondimento medico sull’artrite.

«Mi torna in mente, sempre, la mano di mio nonno. Lui amava scrivere. Ma la sua malattia, l’artrite, gli aveva deformato le dita (scopri qui le differenze tra artrite e artrosi). Eppure continuava a picchiettare energicamente sui tasti di una di quelle macchine da scrivere d’inizio ‘900. Non capivo come facesse a correre così veloce, ero ipnotizzata dalle sue mani contorte. Ho compreso la sua malattia solo molti anni più tardi, quando ha cominciato a soffrirne pure mio padre. E anch’io, a 37 anni, ho iniziato a sentire i primi dolori alle articolazioni della mano, vicino alla base delle dita. Proprio Eleonora, che invece aveva sempre ritenuto di essere geneticamente forte, sangue ungherese per parte di madre e un po’ inglese da parte di papà.

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Un’energica stretta di saluto fa malissimo
In un primo tempo non avevo dato importanza a questi fastidi, sembravano passeggeri. Invece, anno dopo anno, sono diventati pesanti. Al punto che ormai l’artrite mi impedisce di porgere la mano in segno di saluto: come per mio nonno, una stretta un po’ più energica del solito sarebbe una pugnalata. Una situazione difficile, a tratti anche tragicomica. Una volta, per esempio, mi trovavo in albergo, a Milano. Dovevo partecipare a un programma televisivo e stavo aspettando che arrivasse l’autista mandato dalla produzione. Mi sentivo stanchissima, avevo voglia di due dita di prosecco per affrontare meglio la diretta. Sia ben chiaro: non sono un’alcolizzata, se bevo un bicchiere di troppo mi viene subito il mal di stomaco. Bisognava aprire la bottiglia, però… Sembra facile, ma non se hai l’indice della mano destra gonfio e bloccato dal dolore. Il tentativo si è tramutato in un corpo a corpo col tappo, per diversi minuti. Alla fine, ho sbattuto il collo della bottiglia contro il lavandino.

Il male ha colpito anche i piedi
Per un’attrice le mani sono importanti. All’inizio della carriera le mostravo con discreto orgoglio. A poco a poco ho iniziato a nascondere la destra con ogni trucco. Appartengo alle persone che giudicano l’invecchiamento come un processo naturale destinato a destrutturare il corpo. Un processo che va accettato. Ma, certo, è quasi inaccettabile che tutto questo avvenga quando ti senti ancora forte e con tanta strada davanti. Fra l’altro, anche le articolazioni dei piedi hanno cominciato, nel 2008, a farsi sentire. È la mia misteriosa artrite che si sta facendo strada. In anni di sofferenze nessun medico ha saputo dare una spiegazione approfondita dell’origine dei miei mali, spiegarmi di quale dei tanti tipi di artrite esistenti io soffra.

Magari avessi trovato le risposte adeguate! Invece mi sono sempre sentita rispondere che non esiste una vera terapia e che è possibile solo limitare i dolori, imbottendosi di analgesici. A volte non bastano nemmeno quelli, perché il corpo si è abituato a cure ripetute mille volte. Ci sono notti in cui il male è talmente forte che l’unico modo per andare avanti è andare a letto indossando un guanto di gomma dopo aver ricoperto la mano di antinfiammatori. Un po’ funziona, ma non è che puoi continuare molto, così. Però non mi arrendo. Per alcuni mesi mi sono rivolta anche alla medicina alternativa. Mi avevano spiegato che certi cibi possono portare benefici, perché contengono sostanze naturali, in grado di placare il dolore. A onor del vero, non ho avuto miglioramenti.

Assurdo, nessun medico sa aiutarmi
L’unica cosa che mi fa davvero bene è passare l’estate tra le isole dell’Egeo, dove il clima è talmente secco che, quando esci dal mare, dopo pochi minuti i capelli sono già asciutti. E quest’assenza di umidità aiuta moltissimo anche la mia mano. Non so spiegarmi perché, ma è come se fosse un barometro. A Roma mi dice subito, la mattina, senza nemmeno dover aprire le finestre, se le strade sono bagnate di pioggia. Le mie dita sentono tutto e mi rispondono con un dolore più o meno forte. Ci sono certo mali più gravi del mio, ma mi sembra assurdo che una persona possa soffrire per tanti anni senza avere risposte certe. Non riesco a credere che non si possa tentare alcuna cura. Ho fiducia nella scienza. E voglio pensare che in qualche grande centro stiano studiando una terapia: io farei da cavia alle sperimentazioni. Signori ricercatori, vi prego, fate presto».
Eleonora Giorgi

Testimonianza raccolta da Barbara Rossi nel dicembre 2008 per OK La salute prima di tutto

ARTRITE, LE CAUSE ANCORA NON SONO CHIARE

L’artrite si manifesta con l’infiammazione di una o più articolazioni (mani, ginocchia, ma non solo). «Comincia in modo acuto e poi tende a diventare cronica, peggiorando però con il tempo», dice Roberto Marcolongo, reumatologo e professore emerito di reumatologia all’Università degli Studi di Siena. Colpisce in prevalenza le persone giovani, anche i bambini. Spesso si sovrappone all’artrosi (chiamata anche osteoartrite, con una certa confusione di termini), che invece è una malattia degenerativa e determina la progressiva distruzione delle cartilagini articolari.

Le varianti. Esistono diversi tipi di artrite: la più grave è quella reumatoide, che può portare, se non viene curata bene, a una deformazione delle articolazioni (evento, in realtà, ormai molto raro). Le forme meno temibili sono invece chiamate artriti sieronegative.

Le cause. Non sono chiare. Probabilmente c’è una componente autoimmune.

I sintomi. Dolore, gonfiori, formazione di liquidi, difficoltà a muovere l’articolazione, sono gli indizi classici, che spesso, però, vengono sottovalutati e scambiati per l’effetto di un trauma. I raggi X permettono diagnosi precise.

Le terapie. I cortisonici danno un sollievo solo temporaneo. Molti altri farmaci, come il methotrexate (un chemioterapico), o i medicinali biologici, sono invece in grado di frenare la malattia. I biologici hanno però un costo molto elevato.

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