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BPCO: prenota una visita gratuita in 40 centri specialistici

Dal 13 al 17 marzo la prima edizione della Settimana con broncopneumopatia cronica ostruttiva

La diagnosi della BPCO è uno strumento fondamentale. Questa malattia interessa, solo in Italia, 3.500.000 persone: un dato enorme, anche se se ne parla sempre troppo poco. In termini percentuali si tratta del 5,6% della popolazione adulta. Si stima che in realtà i numeri siano molto maggiori. La BPCO è decisamente sottostimata. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica è stata organizzata la prima edizione della BPCO ZERO WEEK dal  13 al 17 marzo. Il numero verde da chiamare per prenotazione consulenze specialistiche gratuite è l’800 628989.

Appuntamenti gratis per chi ha già ricevuto una diagnosi della BPCO

Le consulenze specialistiche gratuite sono destinate alle persone che hanno già ricevuto una diagnosi di BPCO e hanno sperimentato un peggioramento graduale o acuto dei sintomi nonostante il trattamento in atto. Per prenotare una consulenza si deve chiamare il numero verde 800 628989 dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Tutte le informazioni sui Centri aderenti e le modalità di prenotazione delle consulenze sono disponibili sul sito www.bpcozeroweek.it.

Gruppo San Donato

Quali sono i fattori di rischio?

La BPCO è una delle tre cause principali di morte al mondo ed è responsabile di oltre la metà dei decessi per malattie respiratorie. L’incidenza è in continuo aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’esposizione a fattori di rischio. La buona notizia è che la BPCO non solo è prevenibile, ma anche trattabile, anche se non esiste una cura definitiva. Si può però controllare i sintomi e ridurre il rischio di progressione, riacutizzazioni e mortalità. Qui puoi trovare tutti i campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Le associazioni che sostengono l’iniziativa

L’iniziativa ha il patrocinio dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO-ITS), Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, FederASMA e ALLERGIE Odv – Federazione Italiana Pazienti e Respiriamo Insieme – APS. È stata realizzata con il supporto non condizionato di AstraZeneca.

«Il paziente con BPCO, spesso fragile e con comorbidità, è accompagnato da un senso di disorientamento e solitudine. Queste sensazioni necessitano di essere colmate mediante un supporto concreto e attività informative che siano il più possibile complete e accurate», dice Salvatore D’Antonio, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus.

Cos’è la BPCO? Perché la diagnosi di BPCO arriva spesso tardi?

In genere la diagnosi avviene soltanto nelle fasi più avanzate, spesso in occasione di un ricovero ospedaliero per riacutizzazione. I pazienti stessi tendono a sottostimare la sintomatologia e a minimizzare i segni precoci di una progressiva perdita della capacità respiratoria.

La Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease definisce la BPCO come una condizione polmonare eterogenea. È caratterizzata da sintomi respiratori cronici, come fatica a respirare, tosse, catarro e riacutizzazioni. La causa va rinvenuta in alcune alterazioni delle vie aeree e/o alveolari che provocano un’ostruzione persistente e spesso progressiva del flusso aereo. In presenza di sintomi tipici, lo specialista procede alla spirometria di ostruzione respiratoria non completamente reversibile.

La BPCO colpisce anche il cuore

Il danno causato dalla BPCO non riguarda solo i polmoni. È noto che la BPCO abbia un forte impatto a livello cardiovascolare. Molti pazienti sviluppano patologie cardiache durante il decorso della malattia.

Attenzione a fumo di sigaretta e ad alcune sostanze irritanti

«La progressione della BPCO è molto eterogenea. Vi giocano un ruolo sia fattori genetici che ambientali. Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio. Circa il 50% dei fumatori sviluppa la patologia nel corso della vita», dice Mauro Carone, Presidente AIPO-ITS. «Le riacutizzazioni della BPCO, definite come un peggioramento dei sintomi che si verifica in meno di 2 settimane, sono indicatori chiave della progressione di malattia. Oltre ad accelerare il declino della funzionalità respiratoria e ad essere la principale causa di ricovero, le riacutizzazioni aumentano il rischio di eventi, come infarto miocardico e ictus».

Quali sono le terapie?

La diagnosi precoce è fondamentale, perché prima si usano i farmaci a disposizione, meno danni avranno i polmoni. La terapia farmacologica dev’essere personalizzata sulle esigenze del paziente. Due ampi studi clinici hanno recentemente evidenziato come la triplice terapia inalatoria con due diversi broncodilatatori a breve e a lunga durata d’azione come gli antagonisti muscarinici (LAMA) e i β-agonisti (LABA) con in aggiunta uno steroide inalatorio (ICS), riduca la mortalità, rispetto alla terapia con due broncodilatatori, migliorando la funzionalità polmonare e, nello stesso tempo, riducendo le riacutizzazioni.

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