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Parkinson: la riabilitazione si farà a casa con lo smartphone

Comanda una cintura “intelligente” che vibra per correggere la postura, migliorare l'equilibrio e ridurre il rischio di cadute

La fisioterapia è fondamentale per la riabilitazione dei malati di Parkinson: migliora l’equilibrio, la stabilità, la camminata e i movimenti in generale. Non sempre, però, è possibile farla nei tempi e nei modi giusti, a causa delle difficoltà nell’accesso ai centri specializzati. Per superare questo ostacolo, i ricercatori dell’Università di Houston, negli Stati Uniti, stanno sviluppando una tecnologia indossabile che presto permetterà di fare fisioterapia direttamente a casa propria, usando un semplice smartphone.

Meno cadute, più autonomia

Si chiama “Smart Balance System” e si basa su una cintura “intelligente” che vibra per correggere la postura e migliorare l’equilibrio del paziente durante gli esercizi di riabilitazione, rimpiazzando di fatto il “tocco” del fisioterapista. Con questo metodo si punta a ridurre il rischio di cadute, un problema molto gravoso dal momento che sei parkinsoniani su dieci cadono ogni anno e, in particolare, due terzi di questi pazienti vanno incontro a frequenti cadute. «Il nostro obiettivo – spiega il ricercatore Beom-Chan Lee – è quello di migliorare la loro qualità di vita, aumentando la stabilità posturale, riducendo il numero delle cadute e aumentando la sicurezza nello svolgimento delle attività quotidiane».

Gruppo San Donato

Come funziona

Per questo i ricercatori hanno sviluppato una cintura hi-tech che consente di mettere a punto un programma riabilitativo personalizzato in base alle caratteristiche del singolo paziente. Ogni suo minimo movimento viene mappato in tempo reale grazie ai sensori della cintura: i dati sono trasmessi via Bluetooth ad una applicazione sullo smartphone, che registra tutto e poi calcola i movimenti possibili entro quelli che sono i limiti di stabilità del paziente. Qui entrano in gioco gli attuatori della cintura allacciata in vita, che generano leggere vibrazioni per guidare il malato nell’esecuzione dei movimenti, un po’ come farebbe la mano del fisioterapista.

Sempre sotto controllo medico

Tutte le informazioni raccolte dal sistema durante la terapia vengono trasmesse ad un server online, accessibile ai medici e ai fisioterapisti che vogliono monitorare i progressi del paziente o modificare il programma di esercizi.

Facile da usare a casa

«Il nostro sistema – spiega il ricercatore Alberto Fung – è centrato sull’utilizzatore. E’ fatto per minimizzare le interazioni manuali ed è quasi completamente automatizzato. I pazienti che lo hanno provato a casa per sei settimane hanno fatto registrare significativi miglioramenti e «hanno detto che è facile da usare: questo ci gratifica molto».

Utile anche per gli anziani

La cintura hi-tech per la riabilitazione è ancora in fase di sperimentazione, ma i ricercatori stanno lavorando per poterla immettere sul mercato entro la prossima estate. A beneficiarne potrebbero essere non solo i malati di Parkinson, ma tutti i pazienti con problemi di equilibrio e stabilità, inclusi ovviamente gli anziani.
Elisa Buson

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