Benessere

Sportivi della domenica: l’esperto spiega errori e strategie per allenarsi senza farsi male

Padel, trekking e corsa improvvisata: i rischi di chi si allena solo nel weekend e le strategie per proteggere muscoli e articolazioni

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di rimettersi in movimento. Le giornate si allungano, le temperature sono più miti e l’idea di tornare in forma, magari in vista della temutissima prova costume, spinge molti a rispolverare scarpe da running, racchette da padel o a organizzare escursioni in montagna.

Il problema è che spesso questo ritorno allo sport avviene in modo improvviso, senza preparazione. Ed è proprio in questa fase che aumentano gli infortuni. Ne abbiamo parlato con il dottor Matteo Vitali, medico-chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e responsabile dell’ambulatorio Sportgevity Medicine di Genos-Centro di medicina preventiva e personalizzata dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Consigli per sportivi amatoriali: l’errore da non fare

«L’errore principale è iniziare tutto insieme e senza gradualità. Ci si lascia trascinare dall’entusiasmo, si organizza una partita con gli amici o una camminata impegnativa, ma il corpo non è pronto. Il risultato? Traumi muscolari, dolori articolari e stop forzati che, paradossalmente, allontanano ancora di più dall’attività fisica».

I traumi più frequenti: quando il corpo non è pronto

«Chi riprende a fare sport dopo mesi di inattività va incontro soprattutto a problemi muscolari. Secondo l’esperto, circa il 60% degli infortuni negli sportivi amatoriali riguarda proprio i muscoli e i tendini. Nella forma più lieve si tratta di affaticamento, con indolenzimento diffuso e rigidità il giorno successivo.

Nei casi più seri, invece, si verificano contratture, stiramenti o vere e proprie lesioni muscolari, che possono richiedere settimane di stop. Il motivo è semplice: il muscolo non allenato non è in grado di sostenere uno sforzo improvviso.

Accanto a questi, esistono anche i problemi articolari, che però tendono a comparire più lentamente nel tempo. Le articolazioni soffrono nel medio-lungo periodo. Dopo settimane o mesi di sovraccarico possono comparire gonfiore, rigidità e dolore, soprattutto a livello di ginocchia, caviglie e spalle».

Dolore muscolare o articolare? Come riconoscerlo

«Capire la natura del dolore è fondamentale per intervenire correttamente ed evitare di peggiorare la situazione.

  1. Il dolore muscolare è in genere più immediato: compare durante o subito dopo l’attività fisica ed è ben localizzato. Viene spesso descritto come una fitta, una sensazione di “puntura” o tensione nel muscolo.
  2. Il dolore articolare, invece, è più subdolo. Tende a manifestarsi dopo qualche giorno, spesso accompagnato da gonfiore e da una sensazione di rigidità. È meno acuto ma più persistente e può limitare i movimenti.

Riconoscere questa differenza aiuta a capire quando fermarsi e quando, invece, si tratta di un semplice affaticamento fisiologico».

Consigli per sportivi amatoriali: mai sopravvalutarsi

«Uno degli aspetti più critici è la percezione distorta delle proprie capacità. Anche chi si allena regolarmente può sottovalutare l’impatto di uno sforzo diverso dal solito. Spesso non è solo una questione di forma fisica, ma di adattamento specifico. Puoi andare in palestra quattro volte a settimana, ma una camminata in montagna di sei ore o una partita intensa di padel sollecitano il corpo in modo completamente diverso. Il rischio è quindi quello di partire troppo forte, senza dare al corpo il tempo di adattarsi».

Gli “snack di movimento”: la strategia per prepararsi

«Per evitare infortuni, non serve stravolgere la propria routine. Una soluzione efficace è quella degli “snack di movimento”: piccole attività quotidiane distribuite nell’arco della giornata. Bastano 50 minuti complessivi al giorno, suddivisi in sessioni da 5-10 minuti:

  • fare le scale,
  • camminare a passo veloce,
  • eseguire esercizi semplici come squat o flessioni,
  • muoversi di più durante la giornata.

Queste micro-attività preparano il corpo allo sforzo. Così, quando arriva il momento di fare sport, il fisico è già pronto e il rischio di traumi si riduce».

Come prevenire davvero gli infortuni: postura, controlli e fisioterapia

«Un aspetto spesso ignorato dagli sportivi della domenica è la prevenzione strutturale. Anche in assenza di dolore, il corpo può presentare squilibri che aumentano il rischio di infortuni».

La postura

«Il primo passo è una valutazione posturale. Osservare come una persona sta in piedi, come appoggia il piede,  come allinea le ginocchia o come lavora la schiena in carico, permette già di individuare eventuali criticità».

Controlli più approfonditi

«Se si vuole approfondire, soprattutto dopo i 40 anni o in caso di attività più impegnative, si può ricorrere a esami mirati:

  • radiografia in carico, per valutare l’allineamento delle articolazioni sotto il peso del corpo;
  • ecografia, utile per studiare muscoli e tendini;
  • risonanza magnetica, nei casi di dolore persistente o sospetta patologia».

Fisioterapia di appoggio

«Un ruolo chiave lo gioca anche la fisioterapia. Farsi seguire da un fisioterapista aiuta a correggere il gesto atletico e a rinforzare i muscoli più deboli, riducendo il rischio di sovraccarico».

Integratori e articolazioni: consigli per sportivi amatoriali

«Oltre all’allenamento e alla prevenzione, esiste anche un supporto nutrizionale utile per proteggere le articolazioni, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Tra le sostanze più utilizzate ci sono:

  • condroitina solfato,
  • acido ialuronico per via orale o infiltrato in articolazione. Quest’ultimo è una molecola naturalmente presente nel nostro organismo, fondamentale per la lubrificazione articolare. Con l’età o con lo stress meccanico, la sua produzione diminuisce. Per questo può essere utile fare cicli di integrazione, due o tre volte l’anno, per aiutare le articolazioni a sopportare meglio i carichi. Non si tratta di soluzioni miracolose, ma di un supporto che, se inserito in uno stile di vita corretto, può contribuire alla prevenzione».

Riposo e recupero: il fattore più sottovalutato

«Un altro errore tipico degli sportivi occasionali è non rispettare i tempi di recupero. Allenarsi troppo spesso, soprattutto all’inizio, aumenta il rischio di infortuni, soprattutto muscolo tendinei. Anche gli sportivi devono lasciare almeno 48 ore tra un’attività intensa e l’altra. Il muscolo ha bisogno di tempo per recuperare per prepararsi alla sessione successiva, altrimenti lo stress dei muscoli si accumula e possono trasformarsi in lesioni. Anche il sonno gioca un ruolo fondamentale: dormire poco o male riduce la capacità del corpo di rigenerarsi e aumenta il rischio di traumi».

La regola d’oro: non improvvisare

«Alla fine, il consiglio più importante resta uno: evitare l’improvvisazione. Meglio iniziare con attività semplici, come camminate, nuoto o bici in piano, e aumentare gradualmente l’intensità. Solo dopo alcune settimane si possono inserire attività più impegnative, come trekking o sport di racchetta. Non è importante fare tutto subito, è importante farlo bene e con continuità. Perché lo sport, anche quando è amatoriale, deve essere prima di tutto un alleato della salute – non una fonte di problemi».

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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