Benessere

Voglia di rimettersi in forma: l’esperto spiega come tornare a fare sport senza farsi male

Dagli esami da fare prima di iniziare alla preparazione del corpo: perché rimettersi in movimento richiede gradualità (e consapevolezza)

Con l’arrivo della primavera cresce il desiderio di rimettersi in forma. Le giornate più lunghe, il clima mite e la prospettiva dell’estate spingono molti a riprendere l’attività fisica dopo mesi di sedentarietà. Il problema è che questo ritorno allo sport avviene spesso in modo impulsivo. Si passa dalla scrivania alla corsa, dal divano al padel, senza una vera preparazione. Ed è proprio in questa fase che aumentano i rischi per la salute.

Ne abbiamo parlato con il dottor Matteo Vitali, medico-chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e responsabile dell’ambulatorio Sportgevity Medicine di Genos-Centro di medicina preventiva e personalizzata dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Scegliere lo sport giusto: non seguire solo le mode

«Uno degli errori più frequenti è scegliere lo sport in base alle tendenze o al gruppo di amici. Il padel, la corsa o il trekking possono sembrare attività accessibili, ma non sono necessariamente adatte a tutti, soprattutto se si parte da una condizione di inattività. Spesso si sceglie uno sport perché lo fanno gli altri, ma non ci si chiede se il proprio corpo è pronto per sostenerlo. Il primo passo dovrebbe essere proprio questo: valutare il proprio livello di partenza e scegliere un’attività compatibile con la propria condizione fisica, evitando sforzi eccessivi fin da subito».

Da sedentari a sportivi: servono controlli?

«Una delle domande più frequenti riguarda la necessità di fare esami prima di iniziare a fare sport. La risposta dipende dal punto di partenza. Per chi arriva da mesi – o anni – di sedentarietà, è consigliabile una valutazione iniziale, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di fattori di rischio.

Gli accertamenti possono includere:

  • esami del sangue per valutare parametri come lo stress ossidativo e il metabolismo;
  • controlli legati all’insulina, importante nella gestione dell’energia durante lo sforzo;
  • valutazioni cardiologiche, come elettrocardiogramma ed ecocardiogramma da sforzo;
  • test cardiopolmonari, per capire come cuore e polmoni lavorano durante l’attività fisica.

Questi esami servono a capire quanto e che tipo di sport si può fare in sicurezza».

La valutazione posturale: il controllo più sottovalutato

«Accanto agli esami più noti, esiste una valutazione spesso trascurata ma fondamentale: quella posturale. Osservare il paziente in piedi, valutare l’appoggio del piede, l’allineamento delle ginocchia e la postura della colonna vertebrale e del bacino generale permette già di individuare eventuali punti deboli, oltre al trofismo muscolare e all’elasticità dei singoli distretti. Questa analisi consente di capire quali sono le aree più a rischio di sovraccarico e di personalizzare l’attività fisica di conseguenza. Se necessario, si può procedere con ulteriori approfondimenti:

  • radiografie in carico, per valutare come le articolazioni lavorano sotto il peso del corpo;
  • ecografie, utili per studiare muscoli e tendini;
  • risonanza magnetica, nei casi più complessi o in presenza di dolore persistente».

Il protocollo FIT: frequenza, intensità, tempo e tipo di attività

«Per iniziare nel modo corretto, gli specialisti fanno riferimento al cosiddetto protocollo FIT, che tiene conto di quattro elementi fondamentali per ogni sportivo:

  • frequenza: quante volte si può praticare sport a settimana;
  • intensità: quanto è impegnativa l’attività;
  • tempo: la durata dell’allenamento;
  • tipo: la disciplina scelta per quel determinato sportivo.

Questi parametri devono essere calibrati sulla persona. Partire con allenamenti troppo intensi o troppo frequenti è uno degli errori più comuni e pericolosi».

Preparare il corpo: non solo sport, ma equilibrio

«Un altro aspetto fondamentale è la preparazione generale del corpo. Non basta praticare uno sport specifico: bisogna lavorare anche sull’equilibrio muscolare e sull’elasticità. Molti si concentrano solo sulla forza, ma dimenticano l’importanza dell’elasticità. Per questo, attività come:

  • ginnastica in acqua,
  • yoga,
  • pilates,
  • esercizi posturali,

sono particolarmente utili per prevenire infortuni e migliorare la qualità del movimento».

Alimentazione e sonno: i pilastri invisibili della performance

«Non si può parlare di sport senza considerare due elementi fondamentali: alimentazione e riposo. Una dieta equilibrata, povera di alcol e fumo, è essenziale per sostenere lo sforzo fisico. Allo stesso modo, il sonno gioca un ruolo cruciale nel recupero muscolare. Dormire poco o male aumenta il rischio di infortuni soprattutto muscolari. Il corpo ha bisogno di recuperare per poter funzionare correttamente. Soprattutto è importante rispettare il tempo di recupero del corpo tra una sessione e l’altra che è soggettiva e dipende dalla persona e da tipo di sport sempre per ridurre sovraccarichi e rischio di infortuni».

Integratori e prevenzione: un supporto in più

«Per chi vuole proteggere le articolazioni, soprattutto con l’avanzare dell’età, possono essere utili alcuni integratori. Tra i più utilizzati ci sono:

  • acido ialuronico,
  • condroitina solfato,
  • collagene idrolizzato.

L’acido ialuronico, in particolare se infiltrato, contribuisce alla lubrificazione delle articolazioni. Fare cicli di integrazione due o tre volte l’anno può aiutare a ridurre il rischio di sovraccarico articolare. Si tratta di un supporto, non di una soluzione miracolosa, che va sempre accompagnato da uno stile di vita attivo e consapevole».

La regola fondamentale: gradualità

«Alla base di tutto c’è un principio semplice ma spesso ignorato: la gradualità. Iniziare con attività leggere, aumentare progressivamente l’intensità e ascoltare i segnali del corpo è il modo migliore per evitare infortuni e costruire una routine sostenibile nel tempo. Non bisogna improvvisare. Lo sport deve essere un percorso, non uno scatto improvviso».

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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