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Come calmare un neonato che piange: il metodo “The Hold” tra popolarità social e consigli pediatrici

In tre semplici mosse è possibile tranquillizzare il bebè facendolo smettere di piangere: un pediatra californiano lo dimostra sul web

Braccine ripiegate sul petto, corpo inclinato di 45 gradi e leggero “shakeramento” del bacino: bastano tre semplici mosse per calmare anche il neonato più agitato facendolo smettere di piangere. A spiegarle ai genitori disperati di tutto il mondo è un pediatra californiano, Robert Hamilton, che ha appositamente realizzato un video diventato ormai virale sul web. Ancora oggi, a distanza di anni, questo filmato continua ad accumulare milioni di visualizzazioni su piattaforme come TikTok e Instagram, rappresentando uno dei contenuti sulla genitorialità più condivisi e riproposti online.

Calmare un neonato che piange: il metodo the hold

Un bambino di 2 mesi è sdraiato con pantaloni lavorati a maglia su una coperta grigia, abbigliamento per neonati.
come calmare un neonato che piange il metodo the hold – www.ok-salute.it

Il metodo messo a punto dal medico, chiamato “the hold” (cioè “l’impugnatura” o “l’abbraccio”), prevede di ripiegare le braccia del neonato sul torace, bloccarle delicatamente con una mano mentre con l’altra si afferra la zona del pannolino, tenendo il bimbo a 45 gradi e “shakerandolo” dolcemente. Nel video due neonati appena sottoposti a vaccino vengono calmati quasi istantaneamente.

«Tutte le azioni devono essere fatte in maniera estremamente gentile – spiega il pediatra – ed è importante tenere il bimbo con la parte carnosa della mano, non con la punta delle dita, e sostenerne il mento». Il supporto costante al collo e alla testa è infatti fondamentale nei primi tre mesi di vita, quando la muscolatura cervicale del piccolo non è ancora in grado di sostenere autonomamente il capo.

I limiti del metodo e i consigli della pediatria moderna

I pediatri sottolineano che questa tecnica è particolarmente efficace nei primi 2-3 mesi di vita del bambino, periodo in cui il riflesso di contenimento evoca la sensazione di protezione provata nel grembo materno. Man mano che il neonato cresce e aumenta di peso, la presa diventa meno agevole e meno indicata.

È fondamentale ricordare ai neogenitori che la delicatezza è la regola d’oro: il movimento oscillatorio del bacino deve essere un dondolìo dolcissimo e mai un vero scuotimento. Movimenti bruschi o violenti sul tronco e sulla testa possono infatti causare la grave Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), una condizione di emergenza neurologica.

Infine, se il pianto del neonato persiste nonostante il contenimento, il dondolìo o la poppata, è importante verificare che non ci siano cause di disagio fisico (come coliche infantili, febbre, vestiti troppo stretti o pannolino bagnato) e, se necessario, consultare il proprio pediatra di fiducia per escludere eventuali problematiche di salute.

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