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Appuntamenti: come superare la paura del rifiuto?

Le app di dating e i social network hanno reso più facile scegliere quali aspetti mostrare di noi. Ma il timore di non piacere per come siamo davvero può ostacolarci nell'instaurare relazioni autentiche

Oggi, rispetto al passato, molti dei tabù legati all’amore e alle relazioni sono stati superati. Ma la paura del rifiuto può comunque rappresentare una sfida difficile da superare negli appuntamenti, specialmente in un’era dove i social network e le app di dating ci consentono di applicare facilmente dei filtri tra noi e gli altri.

Il paradosso sta nel fatto che, mostrando solo ciò che riteniamo più attraente o desiderabile di noi stessi, possiamo finire per temere di non essere accettati per chi siamo veramente. Ecco perché, come sottolinea il nuovo report di Hinge, l’app di incontri pensata per essere cancellata, è importante superare queste paure adottando un approccio più aperto e resiliente.

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Appuntamenti: rinunciare a conoscere qualcuno per paura del rifiuto

Il report Gen Z D.A.T.E. (Data, Advice, Trends, and Expertise) di Hinge, che ha raccolto le risposte di 15.000 utenti a livello globale, indaga molti aspetti riguardanti la Generazione Z e la ricerca dell’amore. Secondo i risultati, il 90% degli utenti di questa fascia d’età dice di voler trovare l’amore. Rispetto ai Millennial, avrebbero il 30% in più di probabilità di credere che esista un’anima gemella per ogni persona. Nonostante le aspettative per le loro relazioni romantiche sembrino ottimistiche, il report mette anche in evidenza come la paura del rifiuto abbia un impatto considerevole sugli appuntamenti, soprattutto tra i più giovani.

Infatti, più della metà degli utenti di Hinge della Gen Z, il 56 %, afferma di essere stata trattenuta proprio da questo timore, perdendo l’occasione di perseguire una potenziale relazione. Inoltre, il 44% ha poca o nessuna esperienza di appuntamenti. Questo potrebbe incrementare l’insicurezza nelle interazioni sociali, a cui può aver contribuito il periodo di isolamento vissuto durante la pandemia di Covid-19.

Uscire dalla propria zona di comfort

Moe Ari Brown, Love and Connection Expert di Hinge, suggerisce che l’imbarazzo, o disagio, non debba necessariamente essere evitato. Semmai, può indicare che stiamo uscendo dalla nostra zona di comfort, un’azione spesso necessaria per la propria crescita personale. Il consiglio è quello di riconoscere e accettare questa sensazione, spostando il focus dalla paura alle potenziali ricompense che possono derivare dal rischiare un rifiuto. Ad esempio, avere l’opportunità di costruire un legame profondo e significativo con qualcuno.

La soluzione sarebbe, quindi, abbracciare la “modalità cringe“, intesa come mentalità audace che spinge a mettersi in gioco, con un atteggiamento di apertura volto a non temere le situazioni imbarazzanti.

Come specifica nel report Logan Ury, Director of Relationship Science di Hinge, a nessuno piace essere rifiutato. Tuttavia, quasi tutte le cose utili della vita richiedono di aprirsi al rifiuto, come fare domanda per l’università o il lavoro ideale e dire a qualcuno che siamo interessati a lui. 

Appuntamenti: sviluppare una resilienza al rifiuto per non averne paura

Ma come si può sviluppare una “resilienza al rifiuto”? Moe Ari Brown descrive 4 step per riuscirci:

  • Chiarisci cosa pensi del rifiuto: qualunque sia la tua narrazione, è quella che ti racconterai quando le cose saranno difficili. Per assicurarti che i tuoi pensieri interiori siano positivi e compassionevoli verso te stesso, puoi sostituire eventuali pensieri dannosi con altri nuovi. Ad esempio, sostituisci “nessuno mi sceglie” con “ciò che è destinato a me non mi sarà mai negato”.
  • Sii compassionevole verso di te e non biasimare te stesso (o l’altro): quando viviamo un rifiuto, ci sembra più facile incolpare noi stessi che accettare di non avere un reale controllo su ciò che fanno le altre persone. Ricordati che nessuno è responsabile del disallineamento dei desideri e che meriti reciprocità in tutte le tue relazioni.
  • Non approcciarti alle relazioni con le aspettative. Piuttosto, abbi degli standard: concentrarsi sulle aspettative può portare a perdere di vista la realtà della situazione. Questo accade sia quando si tratta di ignorare i segnali di interesse per paura di essere rifiutati, che di non vedere i segni di incompatibilità. Mentre avere degli standard permette di rimanere consapevoli delle proprie esigenze e di conoscere l’altra persona in modo autentico.
  • Passare dal “scegli me” all’essere “reciprocamente esigenti”: spesso vediamo la dinamica in modo unilaterale, nel senso che o sei tu a rifiutare o vieni rifiutato. Si può considerare, invece, un processo reciproco di valutazione della compatibilità. Quando conosciamo qualcuno e decidiamo di non proseguire, compiamo una decisione che riflette la nostra comprensione di ciò che è meglio per noi.

Tale approccio ci incoraggia a non vivere il rifiuto come un fallimento, ma come una scelta consapevole che andrebbe costruita su un fondamento di protezione e rispetto condiviso.

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Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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