Alessandro Tersigni: «La sciatalgia è passata con il gyrotonic»

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«Una protrusione discale mi provocava dolori insopportabili dalla schiena fino al piede. Grazie a questa tecnica di ginnastica la mia colonna vertebrale è più mobile e ora sto bene»

Mai sottovalutare un piccolo dolore alla schiena, soprattutto se non è isolato, ma tende a ripetersi nel tempo. Io ho commesso questo errore. E mi sono ritrovato con una discopatia.

L’auto ha viziato la mia postura

Da tempo, infatti, la schiena di tanto in tanto mi dava qualche disturbo. Sarà che da ragazzino giravo sempre in motorino, il che, vivendo a Roma tra buche e sampietrini, significa prendersi una quantità di colpi pericolosi senza quasi rendersene conto. Poi il mio lavoro mi ha portato a trascorrere tanto tempo in auto, ho preso la cattiva abitudine di assumere una posizione incurvata durante le lunghe ore dedicate allo studio dei copioni, e chissà quanti movimenti sbagliati commettevo durante la giornata. E se ne facevo uno più energico del dovuto ne risentivo per giorni. Ciò nonostante, mi bastava sdraiarmi un po’ per rimettermi velocemente in forma. Proprio per questo non ho mai prestato grande attenzione alla cosa.

Il nervo sciatico si è infiammato

Fino a quella mattina di qualche anno fa, quando, alzandomi dal letto, mi sono sentito la schiena completamente bloccata, con un dolore acuto che si irradiava per tutta la gamba fino al piede, impedendomi di appoggiare l’arto a terra. Ho telefonato immediatamente alla mia fisioterapista di fiducia, che ha subito riconosciuto i sintomi di un’infiammazione al nervo sciatico. Urgeva un’iniezione antinfiammatoria. Non so come, ma sono riuscito a trascinarmi lentamente fino alla farmacia più vicina dove me l’hanno somministrata, e sono tornato subito a casa. Il medico me ne ha prescritto un ciclo di cinque, per alleviare subito quell’infiammazione che nel frattempo si era estesa anche alla cervicale, dandomi un senso di vertigini mai provato
prima. Insomma, è difficile che io stia male e ho comunque un’alta soglia di resistenza al dolore. Ricorro ai farmaci molto raramente. Ma quando accade, significa che è una cosa seria.

Ho optato per il gyrotonic

Al termine di quella settimana di sofferenza mi sentivo finalmente meglio, quindi era arrivato il momento di andare a scoprire cosa mi fosse realmente accaduto. Ho fatto una risonanza magnetica e il medico mi ha diagnosticato una discopatia alla zona lombare che, fortunatamente non era degenerata in ernia. Per rimettermi in sesto dovevo ricorrere alla ginnastica posturale. E la soluzione ce l’avevo in casa, dal momento che mia moglie è un’insegnante di gyrotonic: si tratta di una disciplina che coinvolge tutti i muscoli e le articolazioni attraverso movimenti circolari e tridimensionali, rinforzando la colonna vertebrale, e che viene usata spesso anche nelle terapie riabilitative.

Un aiuto anche dall’osteopata

Le prime lezioni, proprio con lei, sono state faticose: si trattava di allungare e raddrizzare la colonna vertebrale con appositi esercizi, tanto che non riuscivo a farlo più di una volta alla settimana, e nel frattempo ricorrevo anche alle manipolazioni di un
osteopata per lenire il dolore, non ancora del tutto scomparso. Poi, a poco a poco, è andata sempre meglio: quella disciplina era un vero toccasana. Aumentandola a due volte a settimana, imparavo a mantenere una postura eretta, le spalle diritte, a sollevare i pesi nella maniera corretta piegando le gambe e non la schiena. Con il passare del tempo mi veniva sempre più naturale, e nel giro di un mese vedevo finalmente la luce in fondo al tunnel. In linea di massima non ho più smesso, anche se gli impegni di lavoro mi impediscono di continuare a praticare gyrotonic con quella assiduità. Ma quando non riesco ad andare in palestra, ricorro a qualche esercizio a corpo libero al mattino appena alzato, anche solo per una decina di minuti: mi servono ad alleggerire la schiena e a rilassare i muscoli, in modo da prevenire la ricomparsa di eventuali dolori. In più, faccio tante sane passeggiate al parco con mio figlio e con il nostro cane, a volte anche una bella corsa. E finalmente non mi fermo più.

Alessandro Tersigni (testimonianza raccolta da Grazia Garlando)

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