Alimentazione

Quali sono le bevande che causano disidratazione?

Sul banco degli imputati ci sono le bevande che contengono caffeina e zuccheri, gli alcolici e le bibite energetiche. Cosa c'è di vero?

Ci sono bevande che causano disidratazione. Quando sentiamo lo stimolo della sete pensiamo subito a una bevanda rinfrescante. Bisogna però stare attenti a cosa decidiamo di bere, perché non tutti i liquidi sono uguali. Alcune bibite ad esempio contengono ingredienti che stimolano in modo particolare la pipì. Questa condizione può contribuire alla disidratazione se consumate regolarmente e in grandi quantità. Ci sono però altre bevande che spesso crediamo disidratanti, ma che in realtà trattengono liquidi.

Bevande che causano disidratazione: caffè, tè e bibite gassate con caffeina

Le bevande che contengono caffeina come il caffè, il tè, quelle gasate a base di cola stimolano il sistema nervoso centrale, che agisce come un diuretico naturale, aumentando la produzione di urina. Non ci sono studi univoci. Secondo alcuni aumenta significativamente la quantità di pipì che facciamo. Altri sostengono che l’aumento sia modesto e che quindi non interferiscono particolarmente con la disidratazione del corpo.

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La parola chiave con queste bevande è moderazione.

La differenza starebbe nella quantità di caffè o tè che beviamo. Uno studio ha dimostrato che consumare 6-7 tazzine di caffè possa aumentare in modo significativo la quantità di urina espulsa. Fino a 3-4 invece non dovrebbero esserci particolari problemi.

Quindi si può affermare che le bevande che contengono caffeina hanno naturalmente un effetto diuretico. Se però non esageriamo nel berle, non ci dovrebbero essere particolari problemi. Il problema è che bevendo queste bibite spesso evitiamo di bere acqua. Questo è un grave errore.

Alcolici e disidratazione

Gli alcolici, come vino, birra e liquori possono cambiare l’equilibrio dei liquidi nel nostro corpo, riducendo la secrezione della vasopressina, un ormone coinvolto nella regolazione nell’espulsione della pipì.

Uno studio ha dimostrato che consumare birra con un contenuto alcolico del 5% dopo aver fatto esercizio fisico aumenti significativamente l’espulsione di pipì, più di quanto succeda con una bevanda energetica. Un’altra ricerca sostiene che bere due porzioni di vino aumenti nel breve termine la quantità di pipì che viene espulsa.

In pratica l’alcol blocca l’attività della ghiandola pituitaria, responsabile della produzione di vasopressina. I reni sono quindi liberi di travasare tutti i liquidi a loro disposizione nella vescica. In questo modo necessita di essere svuotata molto più spesso del solito.

Bevande che causano disidratazione: quelle che contengono zuccheri, succhi di frutta compresi

Qui il problema più grande è che lo zucchero agisce da diuretico, oltre al fatto che danneggia i denti e fa ingrassare. Le bevande ricche di zucchero vengono definite iperosmolari. In parole povere provocano un accumulo di liquidi all’interno dell’intestino. In questo modo causano disidratazione a livello cellulare. La presenza di tanta acqua nell’intestino può causare fenomeni di diarrea. Come sappiamo sono una delle prime cause di disidratazione soprattutto tra i bambini e gli anziani. Ricordiamoci che molto spesso anche i succhi di frutta sono carichi di zuccheri. Sono davvero pochi quelli che contengono il 100% di frutta.

Bibite energetiche e disidratazione

Anche le bibite energetiche possono dare problemi di disidratazione proprio per le molecole che contengono. Oltre alla caffeina che può avere un blando effetto disidratante. In alcune di queste bibite ci può essere anche taurina. Si tratta di una molecola che ha effetti diuretici. Spesso le aziende produttrici la aggiungono perché può migliorare le prestazioni sportive.

La regola aurea è quindi quella di assumere con moderazione sia le bevande energetiche, sia quelle alcoliche per prevenire la disidratazione.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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