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Per prevenire la demenza 4 tazze di tè a settimana

Secondo uno studio condotto a Singapore consumare abitualmente questa bevanda migliora l'organizzazione cerebrale nelle persone anziane, rallentandone l'invecchiamento

Sono tempi d’oro per il tè. Che questa bevanda calda, soprattutto nelle varianti verde e nero, avesse dei benefici per la salute si sapeva da tempo, ma negli ultimi mesi sono stati pubblicati studi che ne convalidano definitivamente gli effetti. Dopo una revisione di 96 studi che ha scoperto quante tazze bisogna bere ogni giorno per prevenire le malattie croniche, ora un nuovo lavoro condotto all’Università nazionale di Singapore rivela che per avere un cervello più giovane e performante gli anziani dovrebbero berlo almeno quattro volte a settimana. La ricerca è stata condotta in collaborazione con la University of Essex e quella di Cambridge e pubblicato su Aging.

 Ne beneficia l’organizzazione cerebrale

Secondo gli autori, i bevitori abituali di tè avrebbero infatti una migliore organizzazione delle regioni cerebrali, quindi una funzione cognitiva più spiccata rispetto a chi non beve tè settimanalmente. Nel 2017 lo stesso gruppo di studio aveva dimostrato che il consumo giornaliero di tè può ridurre il rischio di declino cognitivo del 50% tra gli anziani (scopri qui 10 modi per prevenire il declino cognitivo). Il gruppo di Feng è andato avanti su questo filone di ricerca e oggi ha analizzato l’impatto diretto del tè sui circuiti cerebrali.

Gruppo San Donato

Quattro volte a settimana
per circa 25 anni

È stato realizzato per quattro anni, dal 2015 al 2018, su 36 soggetti adulti con più di 60 anni. Del campione sono stati raccolti vari dati relativi allo stato di salute, alle abitudini di vita, agli aspetti del benessere psicologico. Tutti sono stati sottoposti a dei test neuropsicologici e a una risonanza magnetica cerebrale. Dall’analisi delle performance cerebrali e degli esami di neuroimaging, gli autori hanno evidenziato che chi aveva consumato tè (verdè, oolong, nero) almeno quattro volte a settimana per  circa 25 anni, presentava una più efficiente interconnessione delle regioni cerebrali.

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Come una rete autostradale per organizzata

«Una similitudine di quanto abbiamo osservato – spiega l’autore dello studio – si può fare con il traffico stradale: le regioni cerebrali sono le destinazioni, mentre le connessioni tra le diverse regioni sono le strade. Quando una rete stradale è meglio organizzata, il traffico delle macchine e dei passeggeri risulta più efficiente e consuma meno risorse. Allo stesso modo, quando le connessioni tra diverse regioni del cervello sono più strutturate, il processamento delle informazioni avviene in maniera più efficiente». Così i risultati di questo nuovo studio, relativo ai network cerebrali, dimostrano gli effetti positivi di un consumo regolare di tè nel migliorare l’organizzazione cerebrale, ottenuta prevenendo la distruzione delle connessioni inter-regionali.

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