L’orticaria fa parte di quelle patologie cutanee che possono avere un’origine psichica o trovare nello stress un forte fattore di riacutizzazione. La pelle rappresenta la prima, e delicatissima, via di contatto tra l’uomo e il mondo circostante, per questo è la sede privilegiata per la manifestazione somatica di una sofferenza psichica.
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Il legame tra stress e dermatologia
«Quando si attraversa un momento della vita in cui l’equilibrio psicofisico è messo alla prova, lo stress si manifesta in vari modi, dall’aumento della pressione al mal di testa, fino ad arrivare ad alcune patologie dermatologiche, come le dermatiti, l’herpes, l’eczema e, appunto, l’orticaria», spiega Lucio Sarno, ordinario di psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e primario del servizio di psicologia clinica e della salute presso la Fondazione Ospedale San Raffaele.
Cos’è l’orticaria e come si manifesta
L’orticaria è una reazione infiammatoria della pelle (spesso erroneamente confusa con una reazione solo allergica) caratterizzata da ponfi, macchie rossastre e gonfie che appaiono e scompaiono e che danno prurito. Il gonfiore è causato dalla fuoriuscita di liquidi dai vasi capillari, che diventano permeabili in seguito al rilascio di istamina e altri mediatori infiammatori, quel mediatore chimico prodotto dai mastociti (cellule del sistema immunitario) sia in risposta a sostanze specifiche, sia a causa di stimoli neurogeni legati al sistema nervoso.
In caso di orticaria questo meccanismo si amplifica enormemente, i vasi capillari si riempiono di sangue e una parte del liquido fuoriesce formando l’edema. Nell’arco di qualche ora il liquido viene riassorbito e la pelle torna normale.
Le cause dell’orticaria acuta

Questa reazione, quando è acuta (cioè dura meno di 6 settimane), può essere provocata da alimenti (fragole, pomodoro, crostacei, noci sono alcuni dei più noti), medicinali, come certi tipi di antibiotici, o più frequentemente da infezioni virali passeggere. Quando si scatena un episodio di orticaria acuta, il dermatologo prescrive antistaminici o brevi cicli di cortisone, che sono in grado di calmare i sintomi. Poi possono essere valutati eventuali test allergologici per comprendere la causa che ha scatenato l’attacco ed eliminarla.
Quando i test sono negativi: l’orticaria cronica
Ma quando i risultati dei test sono negativi e gli episodi di orticaria si ripresentano con frequenza per oltre sei settimane, la medicina moderna parla di Orticaria Cronica Spontanea (CSU). Oggi, nel 2026, sappiamo che si tratta di una patologia autoimmune o autoallergica, dove lo stress agisce come un potente interruttore biologico in grado di attivare direttamente i mastociti cutanei attraverso il rilascio di neurotrasmettitori (come la sostanza P e il cortisolo).
Non si tratta quindi di una patologia puramente “psicosomatica”, ma di una complessa interazione neurologica e immunitaria (asse cervello-pelle). Parlo di stress in senso ampio: esami universitari, problemi al lavoro, litigi in famiglia, tensione con il partner, insoddisfazioni varie.
Il corpo comunica il disagio
«È il corpo che, attraverso i ponfi e il prurito, sta cercando di comunicare che qualcosa nella sua vita le pesa», spiega Sarno. «Sembra infatti che in situazioni di particolare fatica fisica e psicologica l’organismo produca dosi maggiori di istamina, che innescano la reazione dell’orticaria».
In questo caso, antistaminici a dose standard o aumentata (sotto stretto controllo medico) possono sempre servire per alleviare i sintomi ma non escludono il ripresentarsi di un’altra eruzione. Nelle forme croniche più severe e resistenti, le linee guida del 2026 vedono l‘uso consolidato di farmaci biologici mirati (come gli anticorpi monoclonali anti-IgE o i più recenti inibitori della tirosina chinasi di Bruton), che bloccano alla radice l’attivazione delle cellule della pelle.
Come affrontare lo stress psicologico
Che fare allora? Se per l’orticaria da allergia alimentare si deve stare alla larga dal cibo che l’ha provocata, così, nel caso in cui la sua origine è fortemente influenzata dalla componente psichica, bisogna cercare di riconoscere la fonte psichica dello stress e sforzarsi di affrontare in modo diverso le circunstancias di vita che le creano disagio.
«Prova a prenderti una breve vacanza, un weekend con le amiche o un pomeriggio di relax, a condividere con una persona fidata i tuoi stati d’animo. Se ciò sarà sufficiente a sciogliere i nodi emotivi, anche gli episodi di orticaria dovrebbero scomparire», dice Sarno.
L’importanza di un approccio integrato
Se non bastasse, puoi rivolgerti a uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) che ti aiuti a riconoscere le cause più nascoste che stanno all’origine delle manifestazioni somatiche. La combinazione tra terapie dermatologiche d’avanguardia e supporto psicologico (come la psicoterapia cognitivo-comportamentale o le tecniche di riduzione dello stress basate sulla Mindfulness – MBSR) rappresenta oggi l’approccio integrato più efficace per spegnere definitivamente l’infiammazione cutanea.
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Lucio Sarno
Professore ordinario di Psicologia Clinica all'Università Vita San Raffaele di Milano dove è anche preside della facoltà di Psicologia. È anche psicoterapeuta. Dal 1980 al 2002 ha insegnato all'Università di Palermo, dove ha svolto anche il ruolo di presidente del corso di laurea. Nell'anno accademico 2001/2002 ha insegnato come visiting professor presso l'Università Lumière di Lione in Francia. È membro della Società psicoanalitica italiana, dove ha ricevuto anche la qualifica di esperto in psicanalisi dei bambini e degli adolescenti. È full member e didatta dell'International Psychoanalytical Association e membro ordinario dell'Istituto italiano di psicoanalisi di gruppo di cui è stato cofondatore.




