Gli ultimi incidenti avvenuti a Milano hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza dei monopattini elettrici. Dopo il boom registrato durante e dopo la pandemia, questi mezzi sono diventati una presenza stabile nelle città italiane grazie alla loro praticità, alla rapidità con cui ci si sposta e al ridotto impatto ambientale.
Muoversi con i monopattini rappresenta certamente un vantaggio ma, soprattutto negli ultimi tempi, sono emerse nuove criticità. Sono infatti aumentati gli accessi ai pronto soccorso per lesioni legate a cadute e collisioni tanto che, in un’intervista rilasciata a OK Salute, il professor Paolo Tranquilli Leali, già presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, ha definito il fenomeno una vera e propria “fracture city”, evidenziando la crescita dei traumi associati ai nuovi mezzi di micromobilità.
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Il monopattino sembra semplice, ma non lo è
Nonostante possa sembrare intuitivo e di facile utilizzo, il monopattino elettrico può nascondere alcune insidie. Ad esempio, le piccole ruote rendono il mezzo particolarmente sensibile alle irregolarità dell’asfalto: pavé, binari del tram, buche, crepe e tombini possono compromettere la stabilità, anche a velocità moderate.
Inoltre, il conducente non dispone di alcuna protezione, quindi in caso di urto o caduta, il corpo impatta direttamente sull’asfalto o contro l’ostacolo in questione. Tutto ciò è aggravato dal fatto che in città convivono automobilisti, pedoni, ciclisti, motociclisti e mezzi pubblici, quindi ogni distrazione può avere conseguenze importanti.
I traumi più frequenti

Come ha spiegato il prof. Andrea Costanzo, specialista e docente di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Roma “Sapienza“ e Presidente della SOC.I.TRA.S. (Società Italiana di Traumatologia della Strada), in questa intervista, chi guida un monopattino elettrico rischia di incorrere in una doppia tipologia di trauma, quella da pedone e da ciclista.
Il conducente di questo mezzo, infatti, è all’altezza del pedone, ad esempio nell’impatto con una macchina, ma si muove veloce come un ciclista. Ecco perché si rischiano «fratture di arti superiori, inferiori e bacino, lesioni addominali e toraciche, ma anche traumi cranici», asserisce lo specialista. Ed è proprio il trauma cranico a destare grandi preoccupazioni: anche a velocità non particolarmente elevate, una caduta può provocare conseguenze severe se la testa impatta contro il suolo o contro altri ostacoli.
Ma c’è un’altra lesione che gli ortopedici osservano con frequenza crescente, cioè la frattura bilaterale del gomito. La dinamica è sempre la stessa: il conducente del monopattino viene proiettato in avanti e istintivamente cerca di proteggersi con mani e braccia, trasferendo l’impatto agli arti inferiori.
Casco: una protezione che può fare la differenza
Il casco resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di lesioni gravi. «I monopattini elettrici circolano anche di sera, spesso sono neri, con la loro presenza segnalata solo da microscopiche lucine posteriori, a pochi centimetri da terra. Talvolta trasportano anche due persone a bordo, prive di giubbotti catarifrangenti, e spesso viaggiano a velocità sostenuta. Serve maggior sensibilizzazione sull’impiego di strumenti di protezione, come casco, luci, giubbotti», conferma il professor Costanzo.
Le normative ci sono, ma c’è stata pochissima sensibilizzazione sul tema. «Quante persone vediamo con i dispositivi catarifrangenti? Si contano sulle dita di una mano», riprende l’ortopedico. «Un incidente in monopattino si traduce quasi sempre in un trauma cranico, o facciale, che può avere conseguenze serie per tutta la vita. Una caduta alla velocità di 30 km/h può generare fratture del cranio e lesioni cerebrali».
C’è ancora una bassa percezione del rischio
Secondo la psicologa Daniela Frisone, è necessario aumentare la sensibilizzazione nei conducenti. Soprattutto perché non percepiscono ancora il monopattino elettrico come potenzialmente rischioso. «Il suo aspetto inganna. Dà l’impressione di essere un mezzo lento e facile da controllare, ma in realtà i motori elettrici sono potenti e i comandi sensibili. Mentre le piccole ruote lo rendono più instabile di una bici o di una moto», fa notare l’esperta.
A livello psicologico, approcciare a un mezzo di trasporto con leggerezza, quasi fosse un giocattolo, è evidentemente pericoloso. Perché «è ampiamente dimostrato come la corretta percezione del rischio sia uno dei fattori motivazionali più influenti nell’adozione di comportamenti protettivi e prudenti mentre si guida», continua la psicologa.
Le regole da seguire in monopattino
Chi utilizza il monopattino elettrico dovrebbe seguire alcune semplici precauzioni:
- indossare sempre il casco;
- non utilizzare lo smartphone mentre si guida;
- prestare maggiore attenzione in presenza di pavé, binari e superfici bagnate;
- utilizzare luci, giubbotto e bretelle catarifrangenti nelle ore serali;
- non guidare dopo aver assunto alcol.
Monopattini elettrici: le regole da conoscere oggi

Le norme sui monopattini elettrici sono diventate progressivamente più rigorose con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale. Oggi chi utilizza un monopattino deve prestare attenzione a una serie di obblighi e limitazioni.
Casco obbligatorio per tutti
Prima era obbligatorio soltanto per i minorenni; oggi, invece, tutti i conducenti, indipendentemente dall’età, devono indossare il casco quando viaggiano su un monopattino.
Contrassegno identificativo
Tutti i monopattini devono essere “targati” con un contrassegno identificativo – personale e assolutamente non trasferibile – che faciliti i controlli da parte delle forze dell’ordine e dia la possibilità di identificare il conducente in caso di incidenti o infrazioni stradali.
Assicurazione obbligatoria
Per i monopattini privati c’è l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.
Dove si può circolare
La circolazione è consentita sulle strade urbane dove il limite di velocità non supera i 50 km/h. Restano esclusi i percorsi non consentiti dal Codice della strada e le aree in cui la presenza del monopattino può creare pericolo per gli altri utenti.
Limiti di velocità
- fino a 20 km/h sulle strade urbane;
- fino a 6 km/h nelle aree pedonali.
Dotazioni obbligatorie
Il mezzo deve essere equipaggiato con luci anteriori e posteriori, indicatori di direzione e sistemi frenanti adeguati.
Divieti principali
Alla luce dei recenti casi di cronaca, ci si chiede se sul monopattino si possa viaggiare in due: no, il trasporto passeggeri è vietato.
Una mobilità sostenibile che deve diventare anche sicura
I tema della sicurezza resta centrale. Per evitare che la mobilità smart si trasformi in una “fracture city”, servono infrastrutture adeguate, educazione stradale e una maggiore consapevolezza dei rischi. «Il futuro ci vedrà trascorrere lunghi tragitti combinando vari mezzi», conclude Frisone, «tuttavia l’importante è che la mobilità resti consapevole».




