«Non sono metodico o ansioso, ma alla fine un occhio di riguardo per la salute bisogna sempre averlo: così, quando posso, mi prendo del tempo per un check-up». Volto tra i più amati di cinema, teatro e televisione, Giorgio Marchesi non appartiene alla schiera di uomini che non partecipa agli esami di screening. Classe 1974, ha iniziato a esprimere la sua creatività da giovanissimo in una rock band, ma poi ha scoperto il potere della recitazione.
Marchesi unisce a una carriera intensa uno stile di vita dinamico e un profondo amore per l’attività all’aria aperta. In occasione di novembre, mese dedicato alla prevenzione al maschile, l’attore si racconta a OK a cuore aperto: dai segreti per mantenersi in forma al rapporto con i test medici, fino alla gestione dello stress e alle sfide dell’essere genitore nell’era dei social.
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Giorgio Marchesi e la salute: «I controlli medici sono importanti»
Novembre è il mese della prevenzione e della salute al maschile. Tra gli uomini c’è spesso reticenza verso i controlli periodici: lei che rapporto ha con gli screening medici?
«Sono abbastanza fatalista, ma quando ho un po’ di tempo libero ne approfitto per un controllo. Dal cardiologo, ad esempio, vado ogni due anni. Non sono metodico né ansioso, ma se si presenta l’occasione prenoto senza esitare. L’anno scorso ho controllato anche la prostata con un’ecografia di routine: un esame assolutamente non invasivo consigliato dal medico per stare tranquilli. Alla fine, anche senza fare della salute una fissazione, un occhio di riguardo per se stessi bisogna sempre averlo».
Un episodio che ha segnato la sua salute riguarda la frattura dell’astragalo, l’osso che collega la gamba al piede. In un certo senso, quell’infortunio l’ha “costretto” a rimanere in forma…
«Mi sono fatto male a 23 anni, un infortunio rischioso perché l’astragalo è fondamentale per muoversi. Fortunatamente l’intervento andò benissimo e oggi corro, gioco a tennis e a calcio. Ma due professionisti esperti mi diedero un consiglio d’oro: “Cerca di non prendere peso nella vita, altrimenti l’astragalo lo pagherai a 60 anni”. Quella frase mi ha dato un motivo in più per stare attento alla linea. Poi, a dire il vero, io ho proprio un bisogno fisico di muovermi: se resto fermo, soffro! Da ragazzo, quando avevo pene d’amore, l’unica cura era uscire a correre all’aperto per ottenere il pieno di endorfine e stare meglio. Il movimento è la mia vera valvola di sfogo».
Giorgio Marchesi: alimentazione semplice e attenzione alla linea
A livello di alimentazione, invece, segue un regime particolare?
«Ho la fortuna di adorare le verdure fresche: l’insalata a casa mia è immancabile! Non amo i piatti elaborati o i sughi complessi. Di solito concentro la pasta e i carboidrati a pranzo o scelgo una colazione abbondante, mentre a cena sto più leggero puntando su proteine e verdure. Sono regole semplici, le stesse che ci insegnavano anche i nostri nonni».
Per un attore spesso in tournée o sul set, però, mantenere questa disciplina a tavola non dev’essere banale…
«La tournée teatrale sotto questo punto di vista è devastante. Finisci di recitare alle undici e mezza di sera e ti ritrovi a cena in città diverse ad assaggiare le specialità e i vini locali. Non è solo convivialità, è anche un modo per scaricare l’adrenalina dello spettacolo con i colleghi prima di dormire. Si torna a casa quasi sempre con qualche chilo in più, ma l’Italia è un Paese troppo interessante dal punto di vista enogastronomico per tirarsi indietro!».
Sport e movimento: perché sono fondamentali per la salute di Giorgio Marchesi

L’attività fisica la aiuta anche a gestire lo stress e l’ansia da prestazione legata a numeri, ascolti e botteghino?
«Assolutamente. Quando sento un po’ di tensione o di “blues”, come dicono gli inglesi per indicare la malinconia, muovermi mi aiuta tantissimo. Con l’età ho imparato a lasciar correre molte cose e a vivere tutto con maggiore relax. Poi ammetto di avere le mie piccole contraddizioni: la sera mi piace concedermi un paio di bicchieri di vino e la mattina dopo mi sveglio con il senso di colpa e vado a correre per compensare».
Giorgio Marchesi e famiglia: «Motivo sempre i miei “no”»
Lei è padre di due figli. Che tipo di genitore è?
«Cerco di essere un padre che motiva sempre le proprie decisioni, anche se ci sono “no” che devono restare “no”. Il mio problema è la discontinuità, perché a causa del lavoro per molti mesi sono assente e questo mi complica un po’ la vita. Convivo con i sensi di colpa del non esserci in alcuni momenti in cui dovrei, però fa parte dell’essere un attore e i miei figli lo capiscono. Sono molto fiero della loro indipendenza».
«Sui cellulari e sui videogiochi, anziché la libertà assoluta o la proibizione totale, propongo l’utilizzo consapevole. A tavola il cellulare è vietato e pretendo che quando si fa qualcosa ci si concentri sul “qui e ora”. I social spesso portano i ragazzi a vivere la vita degli altri invece di godersi la propria. Anche quando mi propongono di vedere un video, preferisco che mi raccontino le cose a voce piuttosto che vederle filtrate da uno schermo. E poi è importante l’esempio: inutile lamentarsi che i figli guardino sempre il cellulare, se noi arriviamo a casa e ci mettiamo sul divano a scrollare».
Come vive le notizie di cronaca sui giovani e le fragilità di questa generazione?
«Sono preoccupato, ma continuo a essere ottimista perché incontro tanti ragazzi straordinari e consapevoli. Insisto: molto dipende dall’esempio che diamo noi adulti. Oggi i giovani hanno tra le mani strumenti potentissimi ed è nostro compito guidarli, insegnare loro a decodificare le informazioni ed evitare che si isolino nelle proprie stanze davanti a uno schermo. Dobbiamo aiutarli a riappropriarsi della vita reale e delle relazioni vere. Mi piace però che siano molto più attenti alla salute mentale rispetto alla mia generazione, che l’ha sempre considerata un tabù. Non hanno più timore delle proprie fragilità, vanno dallo psicologo e giustamente non lo nascondono. La fragilità vissuta in questo modo diventa forza».




