In vista della Giornata Mondiale della Psoriasi, il dottor Piergiorgio Malagoli, dermatologo e responsabile della Psocare Unit presso l’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, ha illustrato lo scenario attuale della patologia. Nonostante le terapie abbiano compiuto passi da gigante, la conoscenza da parte dei pazienti rimane parziale e l’accesso ai trattamenti innovativi subisce ancora forti ritardi.
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Terapia per la psoriasi: la rivoluzione dei farmaci biologici

«Oggi la psoriasi può essere curata in modo definitivo e completo grazie all’utilizzo dei nuovi farmaci biologici», spiega il Dott. Malagoli. Si tratta di terapie avanzate che agiscono bloccando in maniera altamente selettiva specifiche citochine infiammatorie (come le interleuchine), responsabili della cascata infiammatoria della malattia.
I punti chiave su queste terapie:
- Elevata tollerabilità: poiché colpiscono un target molecolare preciso, sono sostanzialmente prive di effetti collaterali e adatte al mantenimento a lungo termine.
- Prescrivibilità limitata: possono essere prescritti esclusivamente dai centri ospedalieri e universitari autorizzati (i centri hub del Servizio Sanitario Nazionale), motivo per cui non tutti i dermatologi privati possono erogarli.
- Gratuità per il cittadino: sebbene abbiano un costo significativo per il sistema sanitario (circa 11.000–12.000 euro all’anno per paziente per le molecole di più recente introduzione), sono forniti gratuitamente ai pazienti che rientrano nei criteri di gravità.
A chi spettano le nuove terapie per la psoriasi?
La selezione per l’accesso ai biologici si basa su tre criteri fondamentali:
- Estensione della malattia: forme moderate o severe diffuse su ampie superfici corporee.
- Localizzazione in sedi critiche: presenza di placche su cuoio capelluto, volto, area genitale o palmo-plantare, zone ad altissimo impatto sulla qualità della vita.
- Comorbidità articolare: pazienti affetti da artrite psoriasica, anche in presenza di un coinvolgimento cutaneo lieve.
Per le forme lievi restano in uso le terapie topiche avanzate o i farmaci sistemici tradizionali (come ciclosporina o methotrexate), utili per periodi delimitati.
Oltre la pelle: una sindrome sistemica e il rischio cardiovascolare
La psoriasi non è una mera affezione cutanea, ma una vera e propria sindrome sistemica. “I pazienti affetti da psoriasi presentano un rischio di malattie cardiovascolari, diabete e ipercolesterolemia statisticamente più alto rispetto alla popolazione generale”, sottolinea lo specialista.
Uno studio pubblicato su The Lancet evidenzia come la psoriasi grave sia un fattore di rischio indipendente per l’infarto miocardico. Un’ulteriore revisione scientifica presente sul Journal of the American Academy of Dermatology analizza la stretta correlazione tra l’infiammazione sistemica della psoriasi e la sindrome metabolica.
«Trattare precocemente l’infiammazione cutanea permette non solo di prevenire il danno articolare azzerando quasi il rischio di artrite, ma aiuta anche a ridurre l’impatto cardiovascolare. In Italia, un paziente aspetta mediamente 15 anni prima di accedere alle terapie innovative: un ritardo che espone la salute generale a gravi rischi», spiega il dottor Piergiorgio Malagoli
Cause, fattori scatenanti e falsi miti
- Genetica e trigger: la predisposizione genetica è presente nel 70-80% dei casi. A far scattare la manifestazione cutanea sono spesso fattori ambientali o eventi di forte stress fisico ed emotivo. Negli bambini e negli adolescenti, un frequente trigger è rappresentato dalle infezioni streptococciche (come le tonsilliti).
- Contagiosità zero: la psoriasi non è assolutamente contagiosa. Le placche producono peptidi antimicrobici naturali che impediscono l’infezione della cute lesionata.
- Alimentazione: non esistono “diete anti-psoriasi” o cibi miracolosi. È indicata una dieta bilanciata di tipo mediterraneo, funzionale alla riduzione del peso e al controllo del rischio cardiometabolico.
- Elioterapia: il sole e l’acqua di mare (elio-talassoterapia) offrono un beneficio temporaneo ma non costituiscono la soluzione definitiva della patologia.
Per la gestione quotidiana prima e durante le terapie, il Dott. Malagoli raccomanda l’uso costante di detergenti oleosi e creme idratanti con azione cheratolitica per ammorbidire le squame e preservare la barriera cutanea.
Terapia per la psoriasi: fonti e riferimenti scientifici
L’articolo si basa sulle dichiarazioni rilasciate dal Dott. Piergiorgio Malagoli, dermatologo e responsabile della Psocare Unit presso l’IRCCS Policlinico San Donato. I dati scientifici e clinici citati trovano riscontro nella letteratura medica internazionale:
- Rischio cardiovascolare e infiammazione sistemica: studio di riferimento pubblicato su The Lancet (Gelfand et al.) che identifica la psoriasi severa come fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari e infarto del miocardio.
- Comorbidità e sindrome metabolica: revisione scientifica sul Journal of the American Academy of Dermatology (JAAD) che analizza la correlazione tra psoriasi, ipercolesterolemia, diabete e patologie cardio-metaboliche.
- Linee guida e accesso ai farmaci biologici: indicazioni della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) e linee guida del Ministero della Salute per la prescrizione dei trattamenti biologici (anti-IL-17, anti-IL-23, anti-IL-12/23 e anti-TNF) nei centri ospedalieri autorizzati (Hub).




