
La stagione estiva evoca immediatamente il desiderio di refrigerio, relax e lunghe giornate trascorse tra i tuffi in piscina e i bagni in mare. L’acqua rappresenta, infatti, una fonte impareggiabile di divertimento e benessere psicofisico, ma non bisogna mai sottovalutare i potenziali rischi legati alla trasmissione di infezioni di varia natura.
L’esposizione ad ambienti acquatici non perfettamente salubri o l’adozione di comportamenti igienici scorretti possono, infatti, esporre il corpo al contatto con microrganismi patogeni. Le patologie più frequenti colpiscono prevalentemente la pelle, gli occhi, il condotto uditivo, le vie respiratorie e l’apparato digerente.
I soggetti caratterizzati da una maggiore vulnerabilità biologica, come i bambini, gli anziani e gli individui con difese immunitarie ridotte, necessitano di una protezione ancora più attenta. L’obiettivo fondamentale di questa guida è fornire gli strumenti scientifici e pratici per prevenire le infezioni, permettendo di vivere un’estate all’insegna della sicurezza.
In questo articolo
Cosa sono le malattie trasmesse dall’acqua
Le malattie trasmesse dall’acqua consistono in infezioni causate dal contatto diretto, dall’inalazione o dall’ingestione accidentale di acqua contaminata, sia essa presente in piscine o mare, o a causa del contatto con acque reflue non depurate. Il meccanismo biologico di contagio è lineare: l’ospite entra in contatto con l’agente patogeno (che può essere un batterio, un virus o un parassita), il quale penetra attraverso le barriere cutanee, le mucose esposte o l’apparato digerente, avviando la replicazione infettiva.
Le fonti di contaminazione variano a seconda dell’ambiente. Nelle piscine, il problema principale è spesso legato a una concentrazione di cloro insufficiente o a un sovraccarico di bagnanti; in mare, i rischi aumentano in prossimità di scarichi di acque reflue o dopo abbondanti piogge che riversano detriti organici sulla costa.
Dal punto di vista clinico, le manifestazioni si suddividono in precise tipologie: dermatiti, infezioni oculari, otiti, riniti, disturbi del tratto respiratorio e gastroenteriti. Non è un caso che i disturbi digestivi risultino decisamente più frequenti in estate, complici le temperature elevate e le occasioni di contatto con acque non perfettamente pure.
Infezioni in piscina: quali sono le più comuni

L’ambiente chiuso e controllato della piscina presenta uno spettro di microrganismi tipici, spesso resistenti alle normali concentrazioni di disinfettanti se la manutenzione non è impeccabile. Le patologie infettive che si riscontrano più frequentemente in queste strutture colpiscono diversi distretti corporei:
- Dermatiti: manifestazioni infiammatorie della pelle caratterizzate da evidenti irritazioni cutanee, eruzioni, piccole bolle superficiali ed eritemi localizzati.
- Infezioni occhi: congiuntivite infettiva o chimica, che provoca una spiccata irritazione delle mucose, rossore diffuso, fotofobia e dolore oculare.
- Infezioni orecchie: otite esterna (detta anche “orecchio del nuotatore”), responsabile di dolore acuto, infiammazione del condotto e temporanea riduzione dell’udito.
- Infezioni naso: rinofaringite acuta che si manifesta con irritazione locale, starnuti frequenti e congestione delle vie aeree superiori.
- Infezioni respiro: forme più severe come bronchite o polmonite atipica (da nebulizzazione di agenti come la Legionella), associate a difficoltà di respiro.
- Infezioni intestino: gastroenterite acuta che comporta diarrea acquosa, nausea prolungata, attacchi di vomito e dolorosi crampi addominali.
Il monitoraggio attento di queste reazioni è fondamentale. Al contempo, bisogna ricordare che i cibi fritti e piccanti attivano il calore corporeo e possono accentuare le eruzioni sulla pelle, sovrapponendosi alle irritazioni causate dal cloro.
Infezioni al mare: quali rischi per la salute

L’acqua salmastra possiede proprietà disinfettanti naturali, ma l’inquinamento costiero e la presenza di microrganismi marini possono causare infezioni altrettanto fastidiose, soprattutto laddove vi sia uno scarso ricambio idrico. Lo spettro patologico riscontrato nei bagnanti che frequentano i litorali include le seguenti manifestazioni:
- Dermatiti: irritazioni di natura infiammatoria o allergica della pelle, con eruzioni cutanee, bolle pruriginose e sovrainfezioni batteriche da grattamento.
- Infezioni occhi: congiuntivite batterica o irritativa da sale e sabbia, con arrossamento persistente della sclera e secrezioni lacrimali.
- Infezioni orecchie: otite esterna marina, causata dal ristagno di acqua salata e sabbia che infiamma gravemente la pelle del canale uditivo.
- Infezioni intestino: gastroenterite infettiva contratta ingerendo accidentalmente acqua contaminata da ceppi batterici fecali (come l’escherichia coli).
- Infezioni respiro: forme infiammatorie dell’apparato respiratorio e polmonite da aspirazione di goccioline d’acqua marina insalubre.
La comparsa di queste problematiche può alterare significativamente il benessere delle vacanze. Tra i disturbi digestivi più frequenti in estate si registrano proprio la perdita di appetito e la disidratazione, sintomi che si accentuano dopo un episodio infettivo contratto in mare.
Sintomi delle dermatiti da acqua
L’infiammazione della cute si manifesta inizialmente con un’intensa irritazione della pelle, caratterizzata da prurito incessante, rossore localizzato e dolore alla palpazione. Successivamente, possono comparire eruzioni evidenti sotto forma di bolle, papule rilevate ed eritemi diffusi. Nei casi di sovrainfezione batterica si osserva una suppurazione con secrezione di pus e un dolore che aumenta progressivamente. Se la sintomatologia persiste per oltre 2 giorni, è necessaria una valutazione medica.
Sintomi delle infezioni agli occhi
La congiuntivite da piscina o da mare si palesa con rossore congiuntivale, irritazione costante, dolore pungente e un fastidioso prurito. L’occhio reagisce all’insulto biologico producendo un liquido sieroso o purulento, accompagnato da una sensazione alternata di secchezza e corpo estraneo. Anche in questo caso, una durata superiore ai 2 giorni deve destare preoccupazione. I sintomi legati a stress organici profondi, così come i sintomi da cortisolo alto, costituiscono segnali sistemici da non ignorare mai per preservare la salute visiva.
Sintomi delle infezioni alle orecchie
L’otite si manifesta con un dolore auricolare acuto e lancinante, unito a un’evidente infiammazione visibile all’ingresso del condotto uditivo e a una parziale riduzione dell’udito (ipoacusia trasmissiva). L’infezione può progredire fino alla suppurazione, con la fuoriuscita di liquido dal canale auricolare e un dolore aumentato durante la masticazione o la pressione sul trago. Qualora i disturbi superino i 2 giorni di durata, bisogna astenersi dai bagni e ricorrere a gocce antibiotiche prescritte dal medico.
Sintomi delle infezioni intestinali
La gastroenterite derivante da ingestione di agenti patogeni si presenta con una diarrea acuta, nausea, vomito ripetuto e crampi addominali diffusi. Il pericolo maggiore legato a questa condizione è la rapida disidratazione, evidenziata da una massiccia perdita di liquidi stabili, secchezza delle mucose e una sete fortemente accentuata. Se i sintomi persistono per più di 2 giorni, la situazione richiede una terapia reidratante immediata per evitare scompensi elettrolitici.
Sintomi delle infezioni respiratorie
La polmonite atipica contratta in ambienti acquatici si caratterizza per una marcata difficoltà di respiro (dispnea), dolore toracico sordo e insorgenza di febbre. La bronchite si manifesta in modo analogo, associando alla difficoltà di respiro una tosse produttiva e un fastidioso dolore retrosternale. Trattandosi dell’apparato respiratorio, se i sintomi persistono per più di 1 giorno, la preoccupazione deve essere immediata. Un surriscaldamento corporeo con febbre alta indica, infatti, un’infezione batterica in fase di estensione che necessita di cure tempestive.
Bambini, anziani e soggetti fragili: chi è più a rischio?

I piccoli di età inferiore ai 5 anni risultano decisamente più sensibili alle aggressioni dei patogeni acquatici. Il motivo risiede in un sistema immunitario ancora immaturo e non completamente addestrato a riconoscere i virus e i batteri ambientali. A questo si associano specifici fattori comportamentali tipici dell’infanzia, come la tendenza a bere involontariamente l’acqua durante il nuoto. La prevenzione si basa sull’esecuzione di shampoo e docce accurate subito dopo il bagno, su un controllo costante da parte dei genitori e sull’educazione a non ingoiare l’acqua.
Allo stesso modo, i soggetti che hanno superato i 65 anni di età presentano un rischio elevato di contrarre infezioni in acqua. La causa principale è il fenomeno dell’immunosenescenza, ovvero il naturale indebolimento del sistema immunitario legato all’invecchiamento, spesso aggravato dalla concomitanza di malattie croniche sistemiche. Gli anziani sopra i 65 anni si rivelano, quindi, una categoria ad alta vulnerabilità epidemiologica.
Infine, tutti gli individui affetti da patologie croniche debilitanti, diabete o sindromi da immunodeficienza presentano una scarsa resistenza ai patogeni. Il loro sistema immunitario deficitario facilita il contagio e permette ai microrganismi di replicarsi molto più rapidamente. È scientificamente dimostrato che la sinergia tra un sistema immunitario debole e l’esposizione ad agenti patogeni (come l’HPV) facilita il contagio e la persistenza delle lesioni.
Come prevenire le infezioni in piscina e al mare
La profilassi igienica rappresenta lo strumento più efficace a nostra disposizione per azzerare il rischio di contagio e goderci appieno la stagione estiva. Seguire le seguenti linee guida riduce la carica batterica a cui esponiamo le nostre mucose:
- Eseguire uno shampoo preventivo: prima di entrare in piscina, effettuare uno shampoo e un lavaggio completo riduce la dispersione di residui organici nell’acqua.
- Fare sempre la doccia dopo il bagno: subito dopo l’uscita da piscina o mare, una doccia con acqua dolce elimina i batteri e i residui di cloro o sale dalla pelle.
- Non ingerire assolutamente acqua: evitare tassativamente di ingoiare acqua di piscina o di mare durante le sessioni di nuoto o i giochi acquatici.
- Proteggere gli occhi: indossare sempre occhialini o maschere protettive per isolare le congiuntive dal contatto diretto con liquidi contaminati o irritanti.
- Coprire le orecchie: utilizzare una cuffia aderente o tappi auricolari modellabili per impedire il ristagno di umidità all’interno del condotto uditivo esterno.
- Non sporcare l’ambiente vasca: rispettare le regole igieniche della piscina, evitando di introdurre elementi contaminanti o di urinare nell’acqua.
- Mantenere il controllo sui bambini: vigilare costantemente sui più piccoli, assicurandosi che non bevano l’acqua e portandoli spesso ai servizi igienici.
- Idratarsi correttamente: consumare da 1,5 a 2 litri di acqua potabile al giorno, supportando le barriere immunitarie anche in assenza di uno stimolo evidente della sete.
- Monitorare l’evoluzione dei sintomi: osservare attentamente le reazioni cutanee o sistemiche; se i disturbi superano i 2 giorni, la preoccupazione è motivata.
- Chiedere aiuto al medico: in presenza di dolori acuti, febbre o scariche ripetute, richiedere tempestivamente un consulto o un supporto medico specialistico.
L’adozione sistematica di questi accorgimenti comportamentali crea una barriera invalicabile contro le infezioni da acqua. In ogni caso, la salute estiva passa inevitabilmente attraverso la responsabilità individuale e il rispetto delle norme igieniche collettive.
Quando evitare il bagno in piscina e mare?
Esistono condizioni ambientali e cliniche specifiche in cui l’astensione totale dai bagni rappresenta l’unica scelta medica sensata per tutelare la salute. La tabella seguente riassume le situazioni critiche in cui è tassativo evitare il contatto con l’acqua:
| Scenario | Condizione di rischio | Azione raccomandata | Obiettivo preventivo |
| Acqua contaminata | Presenza di schiume, divieti di balneazione, odori acri o cloro insufficiente. | Evitare tassativamente l’ingresso in acqua. | Prevenzione di infezioni sistemiche e gastroenteriti severe. |
| Caldo intenso | Temperature estreme concentrate nelle ore centrali della giornata (12:00-16:00). | Evitare l’esposizione e i bagni, rimanendo all’ombra. | Prevenzione di colpi di calore, shock termici e disidratazione. |
| Presenza di sintomi | Disturbi cutanei, oculari o intestinali che persistono da oltre 2 giorni. | Sospendere i bagni e consultare il medico. | Evitare la reinfezione e la diffusione dei patogeni ad altri bagnanti. |
Il rispetto di questi limiti previene l’insorgenza di scompensi acuti legati allo stress termico e biologico. In particolare, evitare le ore centrali della giornata (12:00-16:00), quando il caldo è più intenso, preserva l’efficienza dei meccanismi di termoregolazione cutanea.
Fonti e approfondimenti
- Infermieristicamente (Rivista Sindacato Infermieristico NURSIND): “Occhio alle Infezioni da mare e piscina: dermatiti, otiti, cistiti”
- Quotidiano.net: “I batteri che puoi incontrare nell’acqua della piscina”
- Medicitalia: “Infezioni da sabbia, mare e piscina: come proteggersi?”
- Informazioni sui Farmaci: “Infezioni piscina – Documento preventivo”




