Quando ci sono le nuvole non serve, si può utilizzare anche se è scaduta, non è necessaria se ho già l’abbronzatura. Di . Di falsi miti intorno alla crema solare e al suo utilizzo ce ne sono tantissimi, capaci di compromettere la salute della cute e aumentare il rischio di danni cronici indotti dai raggi ultravioletti. In questo quadro, essendo un prodotto composto da filtri fisici e chimici, alcune persone si chiedono se utilizzare la protezione solare per tanti giorni consecutivi quando si è in vacanza possa danneggiare la pelle o causare tossicità accumulata.
In questo articolo
Come funzionano i filtri solari: fisici e chimici

Per comprendere la sicurezza di questi prodotti, è fondamentale distinguere i due meccanismi d’azione delle sostanze fotoprotettive contenute nei solari:
- Filtri fisici (o minerali): composti da particelle inorganiche come l’ossido di zinco o il biossido di titanio. Agiscono come uno specchio, riflettendo e deviando le radiazioni UV lontano dalla cute. Sono fotostabili, ben tollerati anche dalle pelli più sensibili o reattive e non penetrano negli strati profondi dell’epidermide.
- Filtri chimici (o organici): molecole complesse in grado di assorbire l’energia dei raggi ultravioletti, convertendola in una quantità innocua di calore. I solari di ultima generazione impiegano filtri chimici stabili, dermatologicamente testati e ad ampio spettro.
Parola all’esperto
Risponde alla domanda nella videointervista l’esperto Santo Raffaele Mercuri, Primario di Dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, rassicurando sul fatto che l’applicazione quotidiana e continuativa della protezione solare non danneggia la pelle, ma rappresenta al contrario la prima forma di prevenzione contro l’invecchiamento cutaneo precocissimo (photoaging) e l’insorgenza dei tumori della pelle (come basaliomi, spinaliomi e melanomi).
I falsi miti più comuni sulla protezione solare
Ecco le principali fake news sulla crema solare
- “Con le nuvole la crema non serve”: Falso. Fino all’80% dei raggi UVA (responsabili del fotoinvecchiamento e dei danni al DNA cellulare) attraversa le nuvole e i vetri, penetrando in profondità anche nelle giornate nuvolose.
- “Se sono già abbronzato non mi scotto”: Falso. L’abbronzatura è una risposta difensiva della pelle indotta dalla produzione di melanina, ma equivale a un fattore di protezione molto basso (circa SPF 2-4). Non protegge dai danni a lungo termine né dagli erythema da UVB.
- “I solari dell’anno prima si possono riutilizzare”: Falso. Una volta aperta, la confezione ha un PAO (Period After Opening, indicato dal simbolo del vasetto aperto con un numero di mesi) in genere pari a 12M. Oltre questo lasso di tempo, i filtri perdono stabilità ed efficacia, garantendo una protezione imprevedibile.
- “La crema solare impedisce la sintesi della Vitamina D”: Falso. I livelli abituali di applicazione della crema consentono comunque una quota di raggio UVB sufficiente a stimolare la sintesi della vitamina D nei tessuti.
Regole d’oro per una fotoprotezione corretta ed efficace
Ecco le raccomandazioni degli esperti
- Scelta del Fattore di Protezione (SPF): utilizzare un SPF alto (30 o 50+) soprattutto nei primi giorni di esposizione e per i fototipi chiari (I e II).
- Quantità e frequenza: applicare circa 2 mg di prodotto per centimetro quadrato di pelle (l’equivalente di circa due dita di crema per il solo viso) 20-30 minuti prima dell’esposizione.
- Riapplicazione costante: rinnovare l’applicazione ogni 2 ore e sempre dopo aver fatto il bagno, aver sudato molto o essersi asciugati con l’asciugamano, anche se il prodotto è etichettato come water resistant.
- Detersione serale: al rientro dalla spiaggia o dall’esposizione, è essenziale lavare via i residui di solare con una detersione delicata e applicare un fluido doposole idratante e lenitivo.
Santo Raffaele Mercuri
È primario dell’Unità di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ed è professore a contratto nel Corso di laurea magistrale di Odontoiatria e protesi dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Messina, dove consegue anche la specializzazione in Dermatologia e Venereologia, con Lode. Nel corso della sua carriera svolge attività didattica per l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nell’ambito dei corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, di Igiene dentale e di Odontoiatria e Protesi dentale. Sempre per lo stesso istituto universitario è docente nelle scuole di specializzazione di Pediatria e di Malattie infettive e Tropicali. Tra il 2013 e il 2015, tiene lezioni nel corso di perfezionamento di Dermatologia pediatrica all’Università degli Studi di Parma e nei corsi di laurea e master universitari di II livello nell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma. Partecipa a diverse attività scientifiche di gruppi di ricerca composti da specialisti provenienti da diversi atenei, come quelle relative al trattamento innovativo della vitiligine, all'utilizzo di nuove metodiche laser ablative e non ablative nel trattamento di patologie cutanee e allo studio dell'eziopatogenesi della psoriasi nelle sue varianti cliniche. È poi Principal investigator e Responsabile scientifico di sperimentazioni cliniche e studi osservazionali multicentrici. Autore e co-autore di oltre 60 articoli pubblicati in riviste nazionali e internazionali e di numerosi capitoli di libri, dal 2011 ricopre la carica di Esperto del Consiglio Superiore di Sanità su tematiche inerenti la dermatologia; è poi Responsabile e Membro del Consiglio Direttivo della Sezione Regionale Lombardia per l'Associazione Dermatologi della Magna Grecia, oltre che Membro del Comitato Scientifico della Società di Medicina Estetica di Milano.




