Sessualità

Intersessualità: sai di cosa si tratta?

Non è una malattia, né un orientamento sessuale, né un'identità di genere: scopri cosa significa essere intersessuali

Con intersessualità si intendono le variazioni fisiche degli elementi del corpo considerati “sessuati”, quindi cromosomi, marker genetici, gonadi, ormoni, organi riproduttivi, genitali, e dell’aspetto somatico del genere di una persona (ad esempio barba e peli). Stando ai dati, circa 30.000.000 persone nel mondo nascono con tratti intersessuati. Si tratta di un numero simile a quello delle persone con i capelli rossi.

Le basi biologiche e le forme più frequenti

i simboli del maschile e del femminile
Le basi biologiche e le forme più frequenti – www.ok-salute.it

In ambito medico-scientifico, le variazioni intersessuali sono state storicamente classificate sotto la dizione di DSD (Divergenze dello Sviluppo Sessuale o Differences of Sex Development). Queste variazioni possono presentarsi al momento della nascita o manifestarsi successivamente durante la pubertà o l’età adulta.

Le variazioni possono riguardare diversi livelli della biologia umana:

  • Cromosomico: combinazioni cariotipiche differenti dal classico XX o XY, come nella Sindrome di Klinefelter (XXY) o nella Sindrome di Turner (45,X).
  • Ormonale ed enzimatico: condizioni in cui il corpo produce o sintetizza in modo differente gli ormoni sessuali, come nell’Iperplasia Surrenale Congenita (CAH).
  • Recettoriale: come nella Sindrome da Insensibilità agli Androgeni (AIS), in cui cellule con cariotipo XY presentano un’incapacità parziale o totale di rispondere al testosterone, portando allo sviluppo di un fenotipo esterno femminile o atipico.

Cosa non è l’intersessualità

L’intersessualità non è una malattia, non è un orientamento sessuale e non è un’identità di genere.

Non è una malattia perché nonostante le variazioni fisiche, in genere non ci sono problemi di salute: solo in certe circostanze possono correlarsi dei disturbi, ma è raro. Inoltre le persone intersessuali possono essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali, pansessuali, monogame, poli-amorose, asessuali o di qualsiasi altro orientamento sessuale, come tutti. Così come l’essere intersessuali non definisce un’identità di genere specifica: possono essere cis-gender (in sintonia con il genere con cui sono nati) o transgender (con un’identità di genere diversa da quella assegnata alla nascita).

Un percorso spesso difficile

Le persone intersessuali spesso subiscono un’attenzione morbosa verso la loro identità di genere durante l’infanzia e a volte anche degli interventi che ne modificano la forma genitale, ostacolando il loro percorso identitario, soprattutto nel caso in cui avessero voluto cambiare la loro assegnazione di genere.

Medicalizzazione

Chi è intersessuale nasce con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche distinzioni binarie del corpo maschile o femminile e spesso chi ha queste variazioni biologiche subisce una pesante medicalizzazione. Cosa significa? Significa che il genere delle persone intersessuali, cioè l’essere maschio o femmina, viene reso di competenza medica e questo può essere dannoso. Ripetuti esami o interventi medici possono causare dei traumi e delle difficoltà.

Consenso informato, tutela dei diritti e dibattito bioetico attuale

Negli ultimi anni, il paradigma clinico e sociale verso l’intersessualità ha subito una svolta fondamentale. Le principali istituzioni internazionali per i diritti umani (ONU, Consiglio d’Europa, WHO) e molte associazioni mediche e bioetiche raccomandano caldamente la sospensione di qualsiasi intervento chirurgico o ormonale “estetico” o “normalizzante” sui minori incapaci di esprimere un consenso libero e informato.

Il principio guida odierno sancisce che:

  1. Gli interventi medici invasivi devono essere rinviati finché la persona intersessuale non sia abbastanza grande da decidere autonomamente sul proprio corpo e sulla propria identità.
  2. La chirurgia e i trattamenti in età infantile devono essere limitati esclusivamente ai casi in cui sussista un reale e immediato pericolo di vita o di grave danno alla salute fisica (es. ostruzioni urinarie severe).
  3. Deve essere garantito un adeguato supporto psicologico, sociale e informativo non patologizzante sia per la persona intersessuale sia per i suoi familiari.

Registrazione anagrafica e tutela legale

Un ulteriore aspetto di grande rilievo riguarda il diritto al riconoscimento giuridico. In molti Paesi europei ed extra-europei sono stati introdotti percorsi semplificati per il rinvio dell’assegnazione del genere alla nascita o per l’accesso a opzioni di genere non binarie sugli atti dello stato civile, con l’obiettivo di tutelare l’autodeterminazione dell’individuo e prevenire assegnazioni chirurgiche o anagrafiche affrettate.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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