Decisamente più contagiosa – questo ormai lo sappiamo – ma quello che non ancora sapevamo nei primi mesi della sua diffusione è che i sintomi della variante Omicron appaiono differenti da quelli della mutazione Delta. Mentre si ragiona sulla protezione offerta dai vaccini – si è poi visto che la terza dose e i successivi richiami aggiornati hanno offerto una buona barriera contro le forme gravi – si sta cercando di capire come muoversi. Un recente studio ha dimostrato che Omicron abbia un’influenza maggiore sui bronchi e inferiore sui polmoni. Questo fa pensare che possa avere effetti meno gravi.
Gli studi clinici ed epidemiologici consolidati negli anni successivi hanno ampiamente confermato questa dinamica: la variante predilige le alte vie respiratorie, riducendo drasticamente l’incidenza delle polmoniti bilaterali interstiziali tipiche del ceppo originario e di Delta.
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I dati raccolti in Gran Bretagna
Dal Regno Unito arriva l’indicazione di sintomi diversi rispetto a quelli che abbiamo imparato a riconoscere con Delta. In Gran Bretagna è molto utilizzata un’App che si chiama Zoe. In questa applicazione milioni di inglesi scrivono se sono positivi, se hanno avuto contatti con positivi e quali sintomi stiano vivendo durante il contagio.
Sintomi della variante Omicron: ecco quali sono
Nel tempo i sintomi principali di Covid erano sempre stati febbre, tosse secca e problemi a riconoscere gli odori e/o i sapori. L’analisi dei primi dati da parte dei ricercatori di Zoe, guidati dallo scienziato Tim Spector, mettono in luce nuove manifestazioni. Prima bisogna ricordare che bisogna attendere dati più corposi. Per il momento però sembra che Omicron sia molto più simile a un raffreddore importante, ma comunque più lieve rispetto alle varianti precedenti. Tra gli altri sintomi il mal di testa, il bruciore alla gola e il mal di schiena.
Oggi sappiamo che con la filogenesi di Omicron e delle sue successive sottovarianti, la perdita del gusto e dell’olfatto è diventata un sintomo raro, sostituita da faringite acuta, rinorrea, affaticamento e mialgia.
Sintomi della variante Omicron sembrano più lievi: non è solo una buona notizia

Questa può essere allo stesso tempo una buona e una cattiva notizia. Buona perché sembrerebbe meno aggressiva. Cattiva perché durante la stagione fredda in molti sono portati a sottovalutare il raffreddore. In questo modo non fanno il tampone e la catena dei contagi continua. Ormai sembra che almeno la metà delle persone scoperte positive a un tampone non presentino i classici sintomi di Covid. Dai primi casi registrati a Londra sembra che la nuova variante sia più lieve e guarisca completamente nel giro di cinque giorni nei soggetti immunocompetenti e vaccinati.
Quale sarà l’impatto sulla popolazione più a rischio di complicanze gravi?
Bisogna però vedere ancora quale sarà l’impatto sulla popolazione più adulta. Per il momento la nuova variante sta dilagando soprattutto tra i più giovani. In genere hanno da sempre un decorso pià benevolo della malattia. Occorrerà vedere quale potrà essere l’impatto su una popolazione più adulta.
I dati definitivi hanno successivamente dimostrato che, sebbene la letalità intrinseca di Omicron sia inferiore a quella di Delta, l’altissima trasmissibilità ha comunque richiesto una costante attenzione protettiva (tramite i vaccini aggiornati periodicamente) per i soggetti fragili, i grandi anziani e gli immunodepressi, nei quali il rischio di complicanze rimane tuttora monitorato.
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