Salute

Aspirina: quando serve davvero per prevenire infarto, ictus e cancro?

Il punto degli esperti su rischi e benefici

L’aspirina

L'aspirinaHa più di cent’anni, ma non li dimostra per niente. Ben lungi dall’essere “pensionata”, l’aspirina sta addirittura vivendo una seconda giovinezza. Dopo essere finita nell’armadietto dei medicinali di mezzo mondo, come rimedio contro febbre e dolori, in questi ultimi anni sta continuando a stupire per le sue potenzialità nella prevenzione cardiovascolare e oncologica.

Nuovi studi sull’aspirina

Nuovi studi sull'aspirinaSebbene il suo uso sia ormai consolidato nel ridurre il rischio di recidive di infarti e ictus, si sta ancora discutendo molto del suo utilizzo per la prevenzione nelle persone a rischio che però non hanno ancora manifestato questi gravi problemi di salute. In assenza di linee guida e raccomandazioni ufficiali, la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) ha stilato un bilancio dei rischi e dei benefici raccogliendo il parere dei maggiori esperti del campo. Scopriamolo insieme attraverso queste cinque domande.

Gruppo San Donato

L’aspirina cura influenza e mal di testa

 

L'aspirina cura influenza e mal di testa

Sì, ma non solo. Il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, ha molti effetti farmacologici, che variano a seconda delle dosi e dei tempi di somministrazione. Fin dagli inizi del Novecento è stato impiegato come farmaco antinfiammatorio, antipiretico (per abbassare la febbre) e analgesico (per ridurre i dolori di intensità lieve-moderata).

Da più di 30 anni, però, è utilizzato anche nella prevenzione cardiovascolare perché ha una funzione antiaggregante, ovvero impedisce alle piastrine del sangue di coagularsi formando pericolosi trombi ed emboli. Nell’ultimo decennio diversi studi scientifici hanno dimostrato che è capace perfino di prevenire alcune forme del cancro del colon-retto.

Riduce rischio di recidive di infarti e ictus

Riduce rischio di recidive di infarti e ictus. Nel caso della prevenzione secondaria di eventi cardio e cerebrovascolari (infarti e ictus), il ruolo protettivo dell’aspirina è indiscusso: riduce il rischio di recidive e la mortalità. I benefici derivanti dalla sua attività antiaggregante superano anche i rischi di sanguinamenti a livello gastro-intestinale e cerebrale.

Chi è a rischio cardiovascolare può fare prevenzione con l’aspirina

Chiunque sia a rischio cardiovascolare può fare prevenzione con l'aspirinaNo, almeno per il momento. La comunità scientifica è ancora divisa sull’opportunità di utilizzare l’aspirina nella prevenzione primaria, cioè nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare che però non hanno ancora avuto un infarto o un ictus.

Il fronte del “no” sostiene che il rischio di emorragia, del tutto accettabile nel contesto di prevenzione secondaria per pazienti già colpiti da infarti e ictus, sarebbe troppo pesante nel caso della prevenzione primaria in soggetti ancora asintomatici: insomma, il gioco non varrebbe la candela.

Il fronte del “sì”, invece, sostiene che l’aspirina potrebbe essere usata nella prevenzione primaria in soggetti ad alto rischio cardiovascolare e con basso rischio di sanguinamento. Il verdetto arriverà probabilmente fra qualche anno, alla luce dei risultati di nuovi studi clinici.

L’aspirina è utile per prevenire il cancro 

L'aspirina è utile per prevenire il cancro

. Recenti studi sembrano suggerire un ruolo dell’acido acetilsalicilico nella prevenzione di alcuni tumori, come quello del colon-retto: alcune ricerche hanno evidenziato che l’assunzione di aspirina al dosaggio di 75-300 milligrammi al giorno per oltre cinque anni ridurrebbe il rischio del 40%. Mancano tuttavia evidenze scientifiche sufficientemente “solide”, e dunque è ancora troppo presto per dare delle chiare indicazioni a riguardo.

Il medico la può prescrivere in prevenzione primaria 

Il medico la può prescrivere in prevenzione primaria , anche se l’uso “off label” (cioè al di fuori delle indicazioni terapeutiche riportate nel foglietto illustrativo) rappresenta una questione molto delicata. Sono sempre più numerosi i medici che si muovono in questa specie di limbo che si è venuto a creare in assenza di linee guida e raccomandazioni ufficiali, ma gli esperti suggeriscono che l’uso dell’aspirina venga valutato accuratamente caso per caso in un’ottica di prevenzione primaria integrata, cardiologica e oncologica. Per questo auspicano che venga creata una carta o un punteggio che aiuti il medico a valutare il rapporto rischio-beneficio cardiovascolare e oncologico integrato di ciascun paziente, in attesa che arrivino i risultati degli studi scientifici in corso.

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