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Sofia Goggia e il trattamento con plasma ricco di piastrine (PRP)

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La rubrica OK Salute e Benessere, condotta dalla giornalista Chiara Caretoni, va in onda tutti i giorni alle ore 11 sul Circuito Nazionale Radiofonico (CNR) e su Radio LatteMiele. Per entrare in contatto con la redazione radiofonica scrivi a: radio@ok-salute.it.

Sofia Goggia si è aggiudicata una storica medaglia d’argento nella gara di discesa libera delle olimpiadi di Pechino, dopo soli 23 giorni dalla micro frattura della testa del perone e dalla lesione parziale del legamento crociato del ginocchio sinistro. A rimetterla in pista, il trattamento con plasma ricco di piastrine (PRP), eseguito da Claudio Zorzi, chirurgo ortopedico e direttore del dipartimento di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Negrar di Valpolicella in provincia di Verona.

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Quella con PRP è una procedura largamente applicata sulle articolazioni di ginocchio, anca e spalla, in presenza di artrosi ma l’impiego sui legamenti crociati è piuttosto recente ed esistono ancora pochi casi trattati, quello di Sofia Goggia è uno di questi.

Fino a qualche anno fa subire un trauma come la lesione di un legamento crociato, magari complicata dalla rottura di un menisco, entrambi elementi fondamentali per l’articolazione del ginocchio, poteva decretare la fine di una stagione di un’atleta, se non quella della sua carriera. Non è più cosi grazie ai progressi nel campo della riabilitazione ortopedica e della medicina rigenerativa, che permettono agli sportivi professionisti, ma anche a quelli amatoriali, di contare su tecniche sempre più efficaci e meno invasive.

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PRP: in cosa consiste?

Il trattamento con plasma ricco di piastrine viene impiegato per trattare generalmente le forme meno gravi di queste patologie: consiste in un prelievo di sangue autologo, cioè del paziente stesso, che viene inserito in una centrifuga per separare il plasma dagli altri elementi. Il concentrato di plasma viene poi iniettato nella zona danneggiata dove queste preziose sostanze sono in grado di accelerare e aumentare la riproduzione di cellule nell’osso e nei tendini, ridurre l’infiammazione e favorire i processi di guarigione e di rigenerazione dei tessuti muscolo-scheletrici. Questa tecnica viene praticata in regime ambulatoriale, dura poche ore e non ha effetti collaterali, se non un lieve fastidio nella zona dell’infiltrazione. Con 2 o 3 iniezioni a cadenza settimanale, i risultati arrivano già entro 15/30 giorni. La PRP è sempre a carico del paziente e il costo a seduta si aggira intorno ai 300 euro.

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