
Se durante una passeggiata hai notato una fila ordinata di bruchi che si muove lentamente sul terreno o lungo il tronco di un albero, è molto probabile che tu abbia incontrato la processionaria. Nonostante l’aspetto innocuo, si tratta di uno degli insetti più insidiosi presenti nei nostri parchi e giardini. Negli ultimi anni, a causa dell’aumento delle temperature, la loro comparsa è sempre più precoce: oggi è possibile avvistarle già a inizio primavera. Questo allunga il periodo di rischio per i cani ma anche per l’uomo, rendendo fondamentale sapere come riconoscerle ed evitarle.
In questo articolo
Processionaria: come riconoscerla
Il nome “processionaria” deriva dal comportamento collettivo delle larve: quando si spostano, lo fanno in fila indiana, una dietro l’altra, formando lunghe colonne che possono raggiungere diversi metri. È questo il segnale visivo più riconoscibile. In Italia le specie più diffuse sono due:
- la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) che colonizza pini, cedri e larici;
- quella della quercia (Thaumetopoea processionea), che predilige querce e latifoglie, ed è sempre più presente in ambienti urbani.
Ha peli urticanti
Il problema non sta nei bruchi in sé, ma nel dorso densamente ricoperto di peli sottilissimi urticanti, detti setae, che contengono una proteina tossica chiamata taumetopoeina. Quando questi peli entrano in contatto con pelle, occhi o mucose, scatenano una reazione infiammatoria mediata dal rilascio di istamina. L’aspetto più insidioso? I peli si staccano facilmente anche solo per effetto del vento.
Pericolosa anche senza contatto diretto
Non è necessario toccare il bruco: bastano pochi minuti nelle vicinanze di un’area infestata in una giornata ventosa per inalare o depositare sulla pelle una quantità sufficiente di setae a provocare irritazioni. Secondo pubblicazioni ufficiali, la taumetopoeina mantiene la sua attività biologica fino a cinque anni anche nei nidi abbandonati: questo significa che un nido vuoto, trovato su un albero, può essere comunque pericoloso se toccato o smontato senza protezioni adeguate.
Conseguenze per l’uomo
Le conseguenze del contatto dipendono dal tipo di esposizione e dalla sensibilità individuale. In generale, i casi più comuni riguardano:
- Contatto cutaneo: arrossamento, bruciore, prurito intenso, comparsa di papule (piccole protuberanze rossastre). Nei casi prolungati possono formarsi vesciche.
- Contatto con gli occhi: congiuntivite, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, nei casi gravi rischio di danni alla cornea.
- Inalazione dei peli: tosse secca, difficoltà respiratorie, broncospasmo. Particolarmente a rischio sono le persone asmatiche o con allergie respiratorie già diagnosticate.
- Ingestione: edema della lingua e delle labbra, difficoltà di deglutizione, nausea, vomito, dolore addominale. In rari casi, diarrea emorragica.
- Shock anafilattico: raro, ma documentato. Si manifesta con calo pressorio, difficoltà respiratoria acuta, gonfiore diffuso. Richiede intervento medico immediato.
I soggetti più a rischio
Sono considerati più a rischio i bambini piccoli (che giocano a terra e toccano tutto), le persone con allergie note o asma, e chi lavora o frequenta abitualmente boschi e parchi tra febbraio e maggio.
Conseguenze per i cani
Se per un adulto attento il rischio può essere gestito con le giuste precauzioni, per un cane la storia è diversa. I nostri animali esplorano il mondo col muso, annusano tutto quello che trovano a terra e possono ingerire le larve prima che ce ne accorgiamo. Il contatto della lingua o delle mucose orali con i peli urticanti può causare:
- eccessiva salivazione improvvisa (spesso il primo segnale di allarme);
- gonfiore di lingua, labbra e gengive;
- difficoltà a mangiare, bere e deglutire;
- vomito e inappetenza;
- nei casi gravi: necrosi dei tessuti orali, con possibilità di perdita di parte della lingua, reazioni sistemiche potenzialmente fatali.
Dove si trova la processionaria
Il primo passo per prevenire un contatto con la processionare è sapere dove si trova. Meglio stare alla larga da:
- nidi bianchi sui rami: simili a grandi bozzoli di cotone o tele di ragno, visibili soprattutto in inverno e all’inizio della primavera nelle chiome degli alberi. Possono superare i 10 cm di diametro;
- alberi spogliati: i pini e i cedri colpiti mostrano chiome rarefatte, con aghi mancanti o consumati. Non si trovano solo sui pini: anche querce, larici, cedri, betulle e faggi possono ospitarle;
- parchi. La presenza in ambiente urbano – parchi cittadini, giardini condominiali, aree giochi – è in costante aumento.
Cosa fare in caso di contatto
Se un uomo entra in contatto con la processionaria
Agire rapidamente è fondamentale: il tempo è un fattore decisivo per limitare i danni.
- Allontanati subito dall’area e non sfregare la zona colpita con le mani.
- Rimuovi i peli eventualmente visibili con nastro adesivo (non con le dita nude).
- Cambia i vestiti il prima possibile, perché i peli possono rimanere attaccati ai tessuti.
- Lava abbondantemente con acqua fresca la zona interessata.
- Non applicare creme o unguenti senza indicazione medica.
- In caso di reazione severa, gonfiore, difficoltà respiratoria, sensazione di soffocamento, chiama il numero 112 o recati al pronto soccorso.
Se un cane entra in contatto con la processionaria
Se il cane ha avuto un contatto con la processionaria, ogni minuto conta: portarlo immediatamente dal veterinario, senza aspettare di vedere come evolve la situazione, può fare la differenza tra un recupero completo e danni permanenti. Fai così:
- allontana l’animale subito dall’area.
- Indossa guanti prima di toccarlo: i peli potrebbero ancora essere sul pelo dell’animale.
- Sciacqua la bocca e le zone colpite con acqua corrente, guidando il flusso lontano dagli occhi.
- Non fare vomitare l’animale: potrebbe aggravare le lesioni interne.
- Chiama il veterinario o portalo in una clinica veterinaria. Non aspettare.
Come ridurre il rischio durante le passeggiate
La prevenzione è la strategia più efficace. Qualche accorgimento concreto:
- tieni il cane al guinzaglio corto nei parchi alberati, soprattutto tra febbraio e maggio.
- Evita di avvicinarti o avvicinare il cane a zone con nidi visibili sugli alberi.
- Se noti nidi o processioni in aree pubbliche, segnalali al Comune: la rimozione deve avvenire a cura di personale specializzato, con protezioni adeguate.
- La museruola può ridurre, ma non eliminare, il rischio di ingestione per il cane.
- Indossa maniche lunghe e guanti se devi lavorare vicino ad alberi potenzialmente infestati.
Chi ha cani o bambini piccoli può chiedere al proprio veterinario o al medico di famiglia di preparare un kit di pronto intervento per le passeggiate, con antistaminici e indicazioni specifiche in caso di reazione allergica acuta.




