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Pneumococco e RSV, attenzione dopo i 65 anni: «Non vanno presi sotto gamba»

Pneumococco e virus respiratorio sinciziale possono provocare infezioni respiratorie gravi anche negli adulti fragili: il prof. Paolo Bonanni spiega perché la prevenzione è importante dopo i 65 anni e quali vaccinazioni sono disponibili

Pneumococco e RSV, sono agenti infettivi che attaccano le vie respiratorie. Questi batteri e virus sono stati al centro del congresso ERS-European Respiratory Society, che ha riunito oltre ventimila pneumologi provenienti da tutto il mondo.

Pneumococco e RSV: perché sono pericolosi anche dopo i 65 anni

«Lo pneumococco è un batterio responsabile di diverse malattie, tra cui otiti, polmoniti e meningiti, ma è spesso sottovalutato, soprattutto dalle persone anziane e da adulti a rischio, cioè immunocompromessi, con patologie croniche respiratorie, cardiopatie, tumori, insufficienza renale, diabete» avverte Paolo Bonanni, Professore di Igiene Generale e Applicata all’Università degli Studi di Firenze. «Lo pneumococco non va preso sotto gamba, basti pensare che la polmonite è la terza causa di morte nell’anziano, quindi la prevenzione è fondamentale».

Anche l’RSV, il virus respiratorio sinciziale, che fino a poco tempo fa era indicato come un agente patogeno che colpiva soprattutto i bambini, oggi viene considerato come il responsabile di severe conseguenze anche negli adulti fragili e negli anziani, perché può determinare infezioni gravi delle basse vie respiratorie, compresa la polmonite.

Vaccino contro pneumococco e RSV: chi dovrebbe proteggersi

Paolo Bonanni è anche coordinatore scientifico del board del Calendario Vaccinale per la Vita, il documento italiano aggiornato dalle società scientifiche (SItI, SIP, FIMP, FIMMG, SIMG) per guidare la prevenzione e l’immunizzazione.

«È necessario fare maggiore prevenzione, soprattutto con una buona comunicazione, spiegando il valore dei vaccini» sottolinea Bonanni. «Sostengo da tempo l’urgenza di implementare in modo completo un’Anagrafe Vaccinale Nazionale che copra non solo l’età pediatrica, ma anche la popolazione adulta e anziana. Inoltre vogliamo far capire agli specialisti che le vaccinazioni sono anche una loro responsabilità. Un medico non fa bene il suo lavoro se non propone le vaccinazioni, perché un paziente può essere ben curato per una singola condizione, per esempio il diabete, oppure lo scompenso cardiaco, ma poi morire per una polmonite che avrebbe potuto essere evitata semplicemente ricordandogli di vaccinarsi».

Vaccino pneumococco e RSV: quali sono le differenze e cosa sapere sulla gratuità

Però, mentre il vaccino contro lo pneumococco è gratuito per tutti i cittadini a partire dai 65 anni d’età e per chi presenta condizioni di rischio clinico o patologie croniche a prescindere dall’età, così non è per il vaccino contro l’RSV, che per gli adulti non è ancora inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nazionali e quindi non è garantito gratuitamente.

«E questo avviene nonostante il vaccino abbia dimostrato un’elevata efficacia protettiva che si mantiene per almeno due anni, rendendo quindi non necessaria una somministrazione annuale. Il problema è che l’Italia è inadempiente, nessun ministero si è espresso per un inserimento pieno e strutturato della vaccinazione anti-RSV nel Piano vaccinale. Altri Paesi corrono, noi siamo rimasti al palo».

Marco Strambi

Giornalista professionista dal 1995, da più di trent’anni si occupa esclusivamente di medicina e salute. È stato redattore di riviste di settore - Il Giornale del Medico e poi Corriere Medico - per quindici anni. Dal 2011 collabora con emittenti televisive per la produzione di servizi TV e dal 2019 con Ok Salute per la realizzazione di articoli e video.
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