Non è soltanto una questione di peso o di estetica: l’obesità incide sulla salute della donna in tutte le fasi della vita, dalla fertilità alla gravidanza, fino alla menopausa. È uno dei messaggi emersi al Congresso europeo sull’obesità 2026, dove i nuovi dati hanno acceso l’attenzione su rischio cardiometabolico, aumento di peso e qualità del dimagrimento. Il tema non riguarda solo il concepimento e la gravidanza. Una fase particolarmente delicata è la menopausa.
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Obesità e salute femminile: perché il peso conta in ogni fase della vita
«Il controllo del peso è un pilastro fondamentale per la salute femminile, poiché influenza l’equilibrio ormonale in ogni fase della vita» spiega Simona Bertoli, professoressa di Scienza dell’Alimentazione e delle Tecniche Dietetiche applicate all’Università degli Studi di Milano e direttrice dei Centri Obesità Lombardi e del Laboratorio Sperimentale di Ricerche sulla Nutrizione e l’Obesità dell’Istituto Auxologico.
«Con l’avvicinarsi della menopausa, il calo degli estrogeni e il rallentamento del metabolismo favoriscono l’aumento di peso e la ridistribuzione del grasso verso la zona addominale, che peggiora il profilo lipidico e alimenta l’infiammazione. Monitorare il peso e la composizione corporea in questa fase non è soltanto una questione estetica, ma costituisce un utile strumento per prevenire la sindrome metabolica, il diabete e le malattie cardiovascolari».
Dimagrire in sicurezza: i risultati dello studio STEP UP sulla semaglutide
Il punto, quindi, non è dimagrire a ogni costo ma perdere peso in sicurezza. Per questo la ricerca si concentra anche sui farmaci di nuova generazione: lo studio STEP UP, in particolare, ha valutato l’efficacia del trattamento con semaglutide. «L’obiettivo clinico non è solo scendere sulla bilancia, ma migliorare la composizione corporea complessiva» conferma Fabrizio Muratori, Presidente SIO – Società Italiana Obesità (Sezione Regionale Lombarda). «Dai risultati dello studio STEP UP è emerso come semaglutide, nei soggetti con eccesso ponderale, permetta di ottenere una perdita di peso di circa il 20% del peso corporeo iniziale di cui circa l’84% è attribuibile alla riduzione della massa grassa, preservando al contempo la massa magra e la funzione muscolare».
Fame emotiva in menopausa: come agisce la semaglutide
Semaglutide agisce inoltre su uno dei principali ostacoli nella gestione del peso, le cosiddette “voglie” e la fame emotiva, comuni durante la menopausa a causa delle fluttuazioni degli estrogeni che influenzano direttamente i
neurotrasmettitori regolatori dell’umore e del senso di sazietà.
«Gli studi clinici dimostrano che, agendo direttamente sui centri ipotalamici che regolano la fame e la gratificazione, i farmaci come semaglutide non si limitano ad aumentare il senso di sazietà ma sono in grado di contrastare efficacemente proprio quella fame emotiva e quella spinta incontrollata verso il cibo che rendono così difficile il controllo del peso in alcune donne» aggiunge Raffaela Di Pace, Medico chirurgo, specialista in ginecologia e ostetricia e sessuologa clinica all’Ospedale San Giuseppe di Milano.




