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Bill Wyman ha il cancro alla prostata

Il bassista dei Rolling Stones è ammalato della seconda forma di tumore più comune e la quinta causa di morte fra gli uomini, ma riconoscere i campanelli d'allarme è fondamentale. Ecco i sintomi e le modalità per prevenirlo

Bill Wyman, il bassista della celebre rock band dei Rolling Stones, ha annunciato di avere un cancro alla prostata. La malattia “è in fase di trattamento e si prevede un pieno recupero” recita il comunicato stampa ufficiale con cui la famiglia dell’artista ha voluto dare la notizia al pubblico. Diagnosticato pochi giorni fa, il cancro alla prostata di Bill Wyman, 79 anni, è in fase iniziale e per questo è prevedibile che le cure possano avere un esito positivo. L’ultima apparizione pubblica del bassista dei Rolling Stones è stata lo scorso 4 marzo a Londra, al matrimonio di Rupert Murdoch e Jerry Hall, ex moglie del compagno di band Mick Jagger.

Diffusione e sintomi
Il cancro alla prostata, seconda forma di tumore più comune e quinta causa di morte fra gli uomini, è una realtà che ogni anno colpisce 35.000 italiani. Di questi, circa 10.000 ne presentano una forma di dimensioni ridotte e poco aggressiva, migliorabile con una “sorveglianza attiva”, cioè con esami specifici e controlli periodici. Tuttavia, secondo i risultati presentati al Congresso europeo sul cancro di Vienna nel settembre 2015, quasi la metà degli uomini non sa riconoscere i campanelli d’allarme che annunciano l’avanzare del tumore alla prostata e 6 su 10 non capiscono che il dolore di cui soffrono potrebbe essere correlato alla malattia.

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Quali sono i sintomi? La vescica fuori controllo (e il dolore nel fare la pipì), le difficoltà nel camminare e nel salire le scale, i dolori inspiegabili che impediscono di addormentarsi la notte. Riconoscere i campanelli d’allarme è fondamentale: lo stadio del tumore prostatico è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero.

Come prevenire: cibi e stili di vita
L’alimentazione può avere un ruolo preventivo nello sviluppo dell’infiammazione prostatica e quindi, indirettamente, può influenzare lo sviluppo di carcinoma. Fin dalla pubertà sarebbe bene osservare alcune regole per mantenere la prostata in salute: se la stessa persona cambia spesso regime alimentare e stile di vita, avrà più possibilità di sviluppare le patologie prostatiche o avere sintomi ad esse correlati.

I cibi giusti? Gli isoflavonoidi sono composti naturali che possono ridurre il rischio di cancro alla prostata e sono contenuti soprattutto nella soia e derivati: agiscono come fitoestrogeni e proteggono i tessuti prostatici. Può anche essere utile consumare alimenti che contengono la vitamina A, come pomodori, carote, spinaci, e la vitamina E, che si trova nei vegetali, nei cereali, nella frutta e nella verdura. La dieta giusta da seguire è costante, regolare e senza eccessi.

Anche lo stile di vita può avere un’azione preventiva se è presente un’infiammazione prostatica. Non bisogna dimenticare di idratarsi molto, bere tanto infatti (anche lontano dai pasti) protegge e non irrita perché permette di diluire le urine. Anche l’attività fisica è importante: il nuoto è particolarmente indicato perché attiva i muscoli che si trovano attorno alla prostata. Infine, fondamentale la regolarità dell’intestino. Se è pigro, c’è fermentazione, e i batteri svolgono un’azione di tipo infiammatorio sulla prostata.

I nemici del benessere della prostata
La sedentarietà, il ridotto movimento fisico, l’uso continuo di motorino e bicicletta possono favorire una persistenza di infiammazione prostatica. Anche l’alcool è nemico: in particolare la birra, perché sostiene sostanze che fermentando aumentano lo stato infiammatorio. Tutto, ovviamente, dipende dalla quantità che si assumono (una birra ogni tanto non fa male, ma peggiora il disturbo nei soggetti predisposti che ne abusano). Il fumo, invece, ha un rapporto con i tumori alla vescica, ma non incide sulla prostatite.

 

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